La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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02_I primi archivi parrocchiali e l'Archivio Storico Diocesano di Milano

Il testo > dal capitolo 01 al capitolo 10


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Capitolo 2 -
I primi archivi parrocchiali e l’Archivio Storico
Diocesano di Milano

(dal 24 marzo 1995 al 21 aprile 1995)


24 marzo 1995
, venerdì

Mi sono recato al cimitero di Melegnano per ricavare, tra gli altri, i dati anagrafici di Maria Gibelli, moglie di Agostino Bondimaj e madre di mia nonna paterna Jole (1882). Secondo le iscrizioni tombali nacque nel 1849 e morì nel 1935. Posso così dare un termine cronologico preciso al bel ritratto di donna che posseggo e che la rappresenta, eseguito dal pittore melegnanese Stefano Bersani (1872-1914).
La cappella dei Bondimaj ha contigua, sulla propria destra, la cappella dei Rossi, che abbiamo già conosciuto, e sul lato opposto quella dei Gibelli. Dalle iscrizioni ho appreso che il cognome corretto dei Zucchetti, contrariamente a quanto ho trovato indicato sui documenti anagrafici, era Zacchetti.


31 marzo 1995, venerdì

Ho preso contatto con mia zia Agostina (1913), l’altra e ultima sorella di mio padre, e ho fissato il 6 aprile prossimo per una visita presso di lei.
Nel pomeriggio ho fatto visita a Milano a una cugina di mio padre, Erminia Marelli di Carlo, ma da lei non ho avuto notizie utili avendola trovata sprovvista di conoscenze migliori delle mie circa la comune ascendenza. Ho però potuto conoscere il luogo e le date di nascita e di morte di suo padre Carlo, fratello di Giovanni (1883): nacque a Milano il 10 giugno 1885 e morì a Torino il 5 maggio 1957. Però la data della morte è incerta.


2 aprile 1995, domenica

Ho rinvenuto una foto ricordo di Carlo (1885) stampata, come sempre usava allora, in occasione delle esequie. Ne ho desunto, oltre alla data della nascita, quella corretta della morte: avvenne il 29 maggio 1957. Mancava invece, nella foto, l’indicazione dei luoghi degli eventi. Tra le due date era indicato "Arsago Seprio" ad indicare il luogo della sepoltura.


4 aprile 1995, martedì

Pomeriggio. Mi sono recato a Milano presso la parrocchia di S. Fedele (la corretta denominazione è però quella di Santa Maria alla Scala in San Fedele), sita nell'omonima piazza, retta dai padri gesuiti, per rintracciare l'atto di matrimonio di Giovanni (1883). In archivio, dove il parroco mi ha ammesso dopo essersi coscienziosamente informato circa le mie generalità e intenzioni, ho conosciuto tre persone, le quali, per quanto ho potuto capire, dedicano in comune un po' del loro tempo per mettere ordine nella documentazione, che mi è parsa copiosa, importante e… un po' disordinata, come mi ha riferito uno dei tre, il dott. Moreno G. Vazzoler, il quale mi ha fornito un concreto aiuto per la ricerca: infatti in pochi secondi ha rintracciato l'atto di matrimonio di Giovanni (1883) nel registro n. 6, dal 1901 al 1911, pagina 104, n. 13. Eccone il testo.

"
L'anno del Signore millenovecentosei - giorno diciannove 19 aprile. Premesse le canoniche pubblicazioni nei giorni 1, 8, 15 aprile in questa parrocchia e nella parrocchia di Melegnano. Alla presenza del sottoscritto hanno contratto fra di loro il Santo Matrimonio per verba de praesenti il signor Marelli Giovanni figlio di Francesco e di Rossi Erminia, nato a Milano, Parrocchia di S. Calimero, e domiciliato a Melegnano, Piazza Garibaldi, celibe, di condizione commissionario, e la signora Bondimaj Jole figlia di fu Agostino e di Gibelli Maria, nata a Milano, Parrocchia di S. Francesco da Paola, e domiciliata in Via Andegari, 4, nubile, di condizione maestra, presenti i testimoni Silvio Bondimaj di fu Agostino, domiciliato Milano,Via Andegari,4, Matturi Emilio di fu Attilio, domiciliato Milano, Via Vittor Ugo, 2"

L'informazione più importante contenuta nell'atto appena trascritto, per quanto attiene la ricerca, è costituita dal nome della parrocchia dove lo sposo venne battezzato, quella, cioè, di S. Calimero. In forza di tale circostanza ho subito pensato di poter risalire speditamente al luogo e alla data del matrimonio di Francesco (1854) se il dott. Vazzoler non mi avesse avvertito che gran parte dei documenti conservati nell'archivio di S. Calimero erano stati distrutti dal fuoco nel corso dell'ultima grande guerra. Ove l'originale fosse risultato veramente perso, il mio interlocutore mi ha suggerito una via alternativa, tuttavia senza garanzie di successo, per reperire il contenuto dell'atto di mio interesse: mi sarei dovuto recare all'Archivio Storico della Diocesi di Milano, dove sarebbero conservati, a far tempo già dalla fine del '700, non solo gli originali dei documenti delle parrocchie soppresse, ma anche le copie dei registri di tutte, o quasi, le altre parrocchie della diocesi. Il dott. Vazzoler si è poi offerto di farmi avere una pubblicazione che riguarderebbe una sua recente ricerca in ordine alla genealogia del dott. Alessandro Porri, uno delle altre due persone presenti a S. Fedele (l'altra era la dr.ssa Merzagora), dalla cui consultazione avrei potuto trarre utili indicazioni metodologiche per la mia ricerca.


6 aprile 1995, giovedì

Sono stato a far visita a mia zia Agostina (1913), dalla quale, tuttavia, non ho avuto nuove e utili informazioni sulla comune ascendenza, nemmeno quella del luogo dove vennero celebrate le nozze di Francesco (1854). Nel corso della visita ha però preso corpo l'ipotesi che il comune ascendente poté forse sposarsi a Carpiano, un piccolo comune limitrofo a quello di Melegnano: la Cascina Medica, luogo di residenza della sposa, sta proprio al confine dei due comuni. Era una possibilità che non potevo trascurare. Se mi fosse stato consentito, avrei tentato di dare una sbirciata anche nell'archivio della parrocchia di Carpiano.


7 aprile 1995, venerdì

Alla richiesta di consultare le sue vecchie carte d'archivio, il parroco di Carpiano mi ha opposto la necessità che mi munissi di specifica autorizzazione della Curia milanese. Delle due l'una: o i parroci di S. Giovanni a Melegnano e di S. Fedele a Milano millantano un'autorità che non hanno, ovvero il parroco di Carpiano oppone la necessità di un'autorizzazione che non è richiesta. Propendo per la seconda ipotesi.


8 aprile 1995, sabato

In mattinata mi sono recato a Milano presso la parrocchia di S. Maria in Paradiso e S. Calimero, dove il segretario mi ha confermato che nel corso della seconda guerra mondiale l'archivio di S. Calimero venne effettivamente ed irrimediabilmente danneggiato dai bombardamenti, e che si erano salvati solo alcuni registri e pochi documenti originali. Ho prospettato le mie necessità e il segretario si è riservato di verificare l'eventuale esistenza in archivio dei documenti di mio interesse, anticipandomi tuttavia che avrei dovuto chiedere preventiva autorizzazione al parroco per consultare di persona quelli eventualmente disponibili.


11 aprile 1995, martedì

Il segretario di S. Calimero mi ha confermato che i documenti che mi interessano sono andati distrutti e pure che non ve ne sono tra i pochi che si sono salvati. Si è dichiarato spiacente, ma anche che non avrebbe proprio saputo come aiutarmi. Dovrò dunque recarmi all'Archivio Storico della Diocesi. Non ho alternative.


13 aprile 1995, giovedì

Mi sono recato in mattinata presso l'Archivio Storico Diocesano, ma l'ho trovato chiuso. Approfittando del contrattempo, mi sono recato allo stato civile del Comune di Milano, a due passi da piazza S. Stefano, per chiedere che mi facessero un'estemporanea indagine preliminare sull'eventuale esistenza dell'atto di matrimonio di Francesco (1854). Dopo avervi provveduto speditamente, l'impiegato mi ha riferito che tra i loro atti non risultava alcun matrimonio sotto il nominativo richiesto. All'evidenza ciò significava che le nozze non erano state celebrate nemmeno a Milano. Tra l'altro, per quanto ne so, a quel tempo ancora non esisteva l'obbligo di trascrivere nei comuni di residenza i fatti rilevanti di stato civile avvenuti in altri comuni, talché la circostanza ben poteva giustificare la mancanza di ogni traccia del matrimonio nei registri di Milano. Prende dunque nuovo vigore l'ipotesi che le nozze possano essere state celebrate a Carpiano. Se così non fosse, dove potrei andare a cercare?


20 aprile 1995, giovedì

Mi sono nuovamente recato, stamani, all'Archivio Storico della Diocesi di Milano per tentare di ripristinare la continuità del filo della ricerca mediante il reperimento della copia dell'atto di nascita di Giovanni (1883), andato distrutto nella sua parrocchia d'origine. Ho conferito, in Archivio, col dott. Figini, il quale, con mia grande soddisfazione, ha confermato l'esistenza presso di loro delle copie dei registri di stato civile di molte parrocchie della diocesi. Dopo aver compilato un paio di documenti, ho ottenuto un voluminoso faldone all'interno del quale ho rinvenuto un fascicolo così intestato:

Registro degli atti di nascita e battesimo della Basilica di S. Calimero in Milano - anno 1883.

L'atto di nascita e di battesimo di Giovanni (1883), che ho rinvenuto senza difficoltà, è risultato nel testo che segue:

- nascita e battesimo di Giovanni (1883).





“Numero
: 125
Data della nascita e del battesimo: nato il 12 dodici luglio 1883, ore 5 1/2
antim(eridian)e e battezzato il 15 detto
Nome del neonato-Maschio: Giovanni Carlo Augusto
Cognome e Nome dei Genitori e loro domicilio: Marelli Francesco, Rossi
Erminia, C(ors)o di P(or)ta Rom(an)a 67, commissionario
Matrimonio dei Genitori in facie Ecclesiae: coniugati in Melegnano il 30
Ottobre 1879
Cognome e Nome dei Padrini e loro domicilio: Rossi Giovanni ammogliato Zacchetti ab(itant)e a Melegnano, negoziante, Marelli Carolina nata Messa, Viale Principe Umberto 8
Annotazioni: Lusoi Angela, Levatrice, Via Cordusio N. 3”.


Dal testo emerge inequivocabile il fatto che Francesco (1854) contrasse matrimonio a Melegnano il 30 ottobre 1879, ma anche che la circostanza contrasta col risultato della mia precedente ricerca presso l'archivio parrocchiale di Melegnano. Devo dunque presumere che durante quell'ispezione abbia commesso qualche grossolano errore, forse quello di essermi affidato esclusivamente all'indice del registro. Intanto ritengo utile dare risalto al fatto che padrino e madrina del neonato furono rispettivamente il nonno materno e la nonna paterna, i quali abitavano in una via il cui nome non corrisponde più a quello attuale, che dovrebbe essere Corso Matteotti.
Poi, proseguendo nell'esame dei fascicoli, in quello dell'anno 1885 ho trovato conferma della data del matrimonio di Francesco (1854) anche nell'atto di nascita e di battesimo del suo secondo e ultimo genito, che così risulta:

“Numero: 105
Data della nascita e del battesimo: 10 giugno 1885, ore 8 pom(meridian)e, battezzato il 12 d(el) d(etto)
Nome del neonato-Maschio: Carlo Giuseppe Lelio
Cognome e Nome dei Genitori e loro domicilio: Marelli Francesco, Rossi Erminia, [Corso di] P(orta) Rom(ana) 67
Matrimonio dei Genitori in facie Ecclesiae: C(coniuga)ti in Melegnano [il] 30 ottobre 1879
Cognome e Nome dei Padrini e loro domicilio: Zacchetti Carolina m(arita)ta Rossi, Melegnano
Annotazioni: Lusoi Angela”.


A questo punto, risolti i dubbi circa il luogo nel quale Francesco (1884) contrasse matrimonio, non dovrò fare altro che tornare all'archivio parrocchiale di Melegnano per rintracciarne l'atto e riprendere il filo.
Per concludere le note odierne descrivo la nuova esperienza presso l'Archivio Storico della Curia milanese.
Da via della Signora, al civico numero 1, nei pressi della centralissima piazza S. Stefano, si accede a un cortile contiguo all'antica omonima chiesa, attualmente chiusa al culto. Tramite un portoncino si accede alla sala di studio alla quale vengono ammessi gli studiosi senza particolari formalità, in prevalenza studenti, ma anche ricercatori di altre e variopinte specie, tipo la mia. Il locale, che doveva essere la sacrestia della chiesa, fa parte del corpo dei fabbricati che costituiscono il complesso ecclesiastico; ha una pianta quadrata di circa nove metri per nove, una copertura a cupola quadrangolare e grandi finestrature. A due pareti contrapposte sono addossati grandi cassettiere ed armadi lignei, ovviamente d'epoca, sovrastati da grandi dipinti d'argomento sacro. Attraverso le altre due pareti si accede da una parte ad una cappelletta assai poco profonda e dall'altra all'edificio della chiesa, ora adibita alla conservazione della documentazione storica della diocesi. Il locale di studio, cosparso di carte non molto ordinate su tre o quattro tavoli disposti lungo due pareti, è occupato da una decina di ampi tavoli allineati in quattro file, sui quali i ricercatori possono consultare registri e documenti comodamente seduti, in puntiglioso silenzio.


21 aprile 1995, venerdì

Nel pomeriggio mi sono recato in parrocchia a Melegnano e in canonica ho trovato don Alfredo, il quale si è dichiarato disposto a farmi consultare nuovamente e subito i registri di stato civile. Ne ho approfittato e in breve, non più negli indici, ma andando a spulciare direttamente nel registro, ho individuato il:

- matrimonio di Francesco (1854), volume 13 (dal 1879 al 1889).

Numero progressivo: 51
Data della celebrazione del matrimonio, firma del Parroco o Sacerdote delegato ad assistervi: addì 30 ottobre 1879 dinnanzi a me sottoscritto hanno fra loro contratto matrimonio
Indicazione degli sposi
Cognome e Nome:
Marelli Pietro Francesco Innocente con Rossi Erminia
Data e luogo di nascita, attuale domicilio, stato e condizione: nato il 19 Dicembre 1853, nato in Milano sotto la prepositura di S. Carlo, ivi domiciliato sotto S. Calimero, cattolico, celibe, commerciante. Nata e domiciliata alla Cascina Medica di Melegnano, cattolica, nubile, possidente
Loro genitori: fu Agostino e Carolina Messa - Giovanni e Zacchetti Carolina
Indicazione dei testimoni: Dezza Giovanni Battista di Melegnano, Massironi Bassano di Melegnano
Annotazioni: le tre relative pubblicazioni furono eseguite nei tre giorni festivi 28 settembre, e 5=12 ottobre così qui come a Milano e non venne denunciato alcun impedimento. Si ottenne di sposarsi in venerdì. Prev(ost)o Claudio Gusberti
Marelli Francesco sposo
Rossi Erminia sposa
Battista Dezza testimone
Massironi Bassano testimone
".

La lettura dell'atto evidenzia la circostanza che Francesco nacque nel 1853, non nel 1854 come invece indica l'iscrizione sulla tomba di famiglia, e che il suo nome completo era Pietro Francesco Innocente, anche se poi venne chiamato solamente Francesco. Va altresì notato che Agostino, suo padre, alla data del matrimonio appariva essere già deceduto.
Dall'atto in commento emerge il dato che mi consentirà la prosecuzione della ricerca con sicurezza, quello, cioè, secondo il quale Francesco (1853) venne battezzato a Milano nella chiesa dedicata a S. Carlo. Esistono oggi a Milano tre chiese parrocchiali intitolate a S. Carlo: quella sita in corso Vittorio Emanuele, ma con segreteria in corso Matteotti al numero 14; quella sita in piazza del Carmine e quella denominata S. Carlo alla Ca' Granda sita in Largo Rapallo. Considerando che i soggetti che ho sinora rinvenuto a Milano sono tutti dipesi da parrocchie ubicate nei pressi del centro cittadino, ritengo logico proseguire la ricerca col seguente ordine di prossimità al Duomo: dapprima presso la parrocchia di S. Carlo al Corso; poi, eventualmente, presso quella di S. Carlo in piazza del Carmine, al termine della via Broletto, e, infine, presso quella di S. Carlo in Largo Rapallo, anche se quest'ultima sembra avere poche probabilità d'essere quella giusta dovendosi trovare nel 1853 in aperta campagna, sempre che già esistesse.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".






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