La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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06_L'affannosa ricerca di Gaetano

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Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 6 –
L’affannosa ricerca di Gaetano
(dal 6 luglio 1995 al 14 luglio 1995)


6 luglio 1995, giovedì

Sono diventato frequentatore assiduo dell'Archivio Storico Diocesano di Milano: non sono così costretto a girovagare per canoniche a infastidire parroci, i quali non sempre sono entusiasti che perditempo della mia specie vadano a ficcare il naso tra le loro vecchie carte. La cuccagna, tuttavia, durerà poco, perché gli atti di stato civile antecedenti il 1770 sono reperibili solamente, quando lo sono, presso gli archivi parrocchiali. Ebbene, i parroci dovranno rassegnarsi.
Stamani ho continuato la ricerca sulle copie dei registri dei morti della parrocchia di S. Giorgio al Palazzo: ho passato in rassegna gli atti dal 1865 al 1885, ma non ho trovato nulla. Quindi, infastidito dal perdurante insuccesso, ho deciso di sospendere la ricerca degli eventi mancanti degli ascendenti noti per proseguire invece con speditezza nella ricerca di quelli ignoti. La quale certamente richiederà più tempo e sarà più difficoltosa, essendo avare le carte più antiche di utili riferimenti.
Quindi, in esecuzione della nuova determinazione, ho chiesto il registro dei battesimi della parrocchia di S. Paolo di Cantù dal 1770 al 1818; ho avuto un consistente pacco di fogli di vario formato, rigidi e ingialliti, vergati fitti fitti con grafia arcaica, più o meno leggibile. Per mancanza di tempo ho potuto esaminare solo gli atti fino al 1779, ma non ho trovato la nascita di alcun Gaetano. Il seguito domani.
Per concludere, una breve annotazione. Ho notato che in quegli anni risiedeva a Cantù, sotto S. Paolo, un buon numero di soggetti col mio cognome: molti "Marello"e "Marella", secondo il sesso; pochi con l'indistinto "Marelli".


7 luglio 1995, venerdì

Ho trovato il battesimo del nostro Gaetano. O forse no. Anzi, forse per niente.
Stamani, nelle copie delle tre parrocchie del Borgo, ho completato la ricerca del battesimo di Gaetano e ho trovato, tra alcune centinaia di atti, due soggetti che potrebbe essere "il nostro". I dubbi tuttavia sono molti, seri e fondati, e, prima di avere la ragionevole certezza della bontà dei risultati, dovrò eseguire verifiche minuziose e convincenti. Ma procediamo con ordine. Intanto devo dire che la ricerca ha coperto tutto e il solo periodo dal 1770 al 1797, perché Gaetano, che si sposò nel 1813, se fosse nato nel 1797 avrebbe avuto la quasi irragionevole età di sedici o diciassette anni alla data del matrimonio, e, all'opposto, l'altrettanto quasi irragionevole età di quarantatre anni se fosse nato nel 1770. Eppoi che, sotto la parrocchia di S. Paolo, l'8 agosto 1793 nacque un Giuseppe Gaetano, figlio di Lauro, circa il quale, però, ho forti dubbi che possa essere il nostro Gaetano. Per tre ragioni: intanto perché nel 1813 avrebbe avuto appena vent'anni e sarebbe forse stato troppo giovane per il matrimonio con la ventiquattrenne Maria Bestetti; poi perché il nome Giuseppe, salvo che nel 1885 per Carlo Giuseppe Lelio, sembra non far parte di quelli ricorrenti nel filo; ma soprattutto perché il nome del padre era Lauro, non Agostino. A meno che quello di Agostino costituisse il secondo o il terzo nome. Ma allora perché individuarlo nell'atto di battesimo con Lauro se era invece e soprattutto Agostino?
Sotto la parrocchia di S. Teodoro non ho rinvenuto alcun Gaetano né come primo né come secondo né come terzo nome.
Sotto la parrocchia di S. Michele il 15 dicembre 1788 nacque un Carlo Paolo Gaetano di Paolo e di Giuseppa Busti. Questo soggetto potrebbe avere qualche numero in più per essere il nostro Gaetano, anche se avrei preferito vedere "Gaetano" al primo, non al terzo posto. Tuttavia depongono un po' più a favore della sua candidatura le circostanze che avrebbe avuto un'età più consona per il matrimonio, e che i nomi Carlo e Paolo sono maggiormente ricorrenti nel filo. Però il nome del padre era Paolo, non Agostino, ma Agostino ancora una volta avrebbe potuto essere il secondo o il terzo nome. Anche in questo caso il nome del padre appare essere il vero punto debole del ritrovamento, che mi fa dubitare che anche questo battesimo possa essere quello del nostro Gaetano. Tuttavia prima di scartare l'ipotesi eseguirò le necessarie verifiche. In ogni caso, per dare completezza ai dati raccolti, annoto anche che questo secondo "quasi Gaetano", che fu il primogenito, ebbe un fratello e due sorelle: Giovanni Pietro nato nel 1790, Rosa Maria nata nel 1792 e Maria Caterina nata nel 1794. Non so se vi furono altre nascite dopo il 1797, ma saperlo per ora non è importante.
A questo punto appare evidente che non ho certezze, tanto che dovrò continuare la ricerca come se ieri e oggi non avessi trovato nulla. Comincerò intanto a cercare il matrimonio di Paolo con Giuseppa Busti, e poi anche la morte, che dovrà pure risultare anteriore al marzo 1813 perché possa eventualmente iscrivere questo Paolo nell'ascendenza. Poi, ma soprattutto, nel dubbio, nemmeno tanto peregrino, che la "patria" del nostro Gaetano debba essere intesa non solo quale Borgo ma più generalmente come pieve, dovrò estendere la ricerca a tutte le parrocchie della pieve canturina, in pratica a tutte quelle elencate nelle pagine del 5 scorso. La prospettiva non è certo entusiasmante, ma tant'è. In alternativa non so immaginare un percorso diverso. Se dovrò trovare il vero Gaetano sotto una delle parrocchie canturine spero proprio che non sia nell'ultima che ispezionerò.
Una breve notazione per concludere le pagine di questa giornata densa di risultati assai poco convincenti. Procedendo negli anni, sotto le tre anzidette parrocchie i Marello e i Marella tendono sempre più a diventare Marelli; in quella di S. Paolo e di S. Michele il cognome è un po' meno diffuso che in quella di S. Teodoro, mentre è presente, unitamente a una quindicina di altri che si ripetono in prevalenza, anche nelle cascine dipendenti dalle parrocchie esaminate. Infine, ma solo per argomentare, annoto che la nobiltà, ma solo quella di piccolo blasone, apparendo nel Borgo totalmente assente quella di grande blasone, sembra quasi non esistere: tra tutti i battesimi che ho esaminato solo in tre casi ho trovato accenni a nobili origini.


10 luglio 1995
, lunedì



Ho ritenuto di predisporre il su esteso prospetto perché avvertivo l'esigenza di dare ordine alle fasi della ricerca nelle varie parrocchie della pieve di Cantù secondo la loro progressione temporale. Il prospetto mi sembra intuitivo e non credo che siano necessarie particolari delucidazioni. L'esito delle operazioni ne comporterà di volta in volta l'aggiornamento.
Stamani, presso l'ASDM, ho continuato la ricerca sospesa il 7 scorso. Dapprima, sempre a proposito della nascita del nostro Gaetano, essendomi rimasto qualche dubbio sull'accuratezza della ricerca già effettuata ho voluto rivedere le copie dei battesimi della parrocchia di Cremnago, ma ho trovato solo la conferma del precedente esito negativo. Poi, senza frapporre ulteriori indugi, ho proseguito la ricerca sui documenti delle parrocchie del Borgo. Ho esaminato gli atti di morte di S. Michele, dal 1770 al 1818, e nulla ho rinvenuto circa la morte di un Paolo Agostino che fosse avvenuta entro il 1813. Ho trovato invece la morte, in data 10 agosto 1794, all'età di ventidue mesi, di Rosa Maria di Paolo, sorella del Carlo Paolo Gaetano del quale ho riferito il 7 scorso. Poi, sempre sotto S. Michele, ho cercato il matrimonio di Paolo con Giuseppa Busti, ma non ho trovato nulla. Il fatto, tuttavia, non è significativo, perché la cerimonia si tenne, se mai si tenne, nella chiesa parrocchiale della sposa che ben poteva non essere quella di S. Michele. Infine ho cercato il matrimonio di Paolo anche sotto S. Paolo, ma l'esito ancora una volta è stato negativo.
Spero, e la speranza per il momento è tutto quanto mi rimane, che le prossime fasi della ricerca siano meno deprimenti.


13 luglio 1995, giovedì



Ho proseguito stamani la ricerca in alcuni registri dei battesimi presso lo ASDM. Una volta ancora le operazioni hanno dato esito negativo come è evidenziato nel su esteso prospetto aggiornato.
Riassumo brevemente. Ho esaminato i battesimi di S. Pietro di Alzate ed ho rinvenuto dal 1770 al 1797 la nascita di un solo Marelli, di nome Giacomo, ma non figlio di Agostino. Ho esaminato quindi quelli di S. Leonardo di Intimiano e nel medesimo arco di tempo non ho trovato una sola volta il cognome; vi dominavano i Cappelletti. Infine, lungo lo stesso arco di tempo, ho preso in esame i battesimi della parrocchia dei SS. Pietro e Paolo di Vighizzolo, vi ho trovato il cognome Marelli in continuazione, nessun nato di nome Gaetano, ma cinque volte la paternità da parte di un Agostino. Per memoria, perché non si sa mai, riporto: sotto il 30 marzo 1787 ho trovato il battesimo di Maria Teresa di Agostino e di Angela Arnaboldi; il 4 febbraio 1793 il battesimo della sorella Maria Angela; il 26 luglio 1796 quello del fratello Serafino; il 4 febbraio 1799 quello della sorella Rosa Maria; infine il 3 aprile 1802 quello del fratello Giulio.
Un'osservazione. Sotto Intimiano ed Alzate, situati a settentrione di Cantù, il cognome è risultato inesistente; sottoVighizzolo, che è una località a oriente di Cantù, il cognome mi è parso assai diffuso, molto più che nel Borgo. Ritengo quindi di poter momentaneamente affermare che il cognome Marelli era comune e diffuso, oltre che nel Borgo di Cantù e sue dipendenti cascine, anche e soprattutto nel suo contado orientale: ne è prova il fatto che a Cremnago, Pieve di Mariano, sito a oriente e poco distante da Vighizzolo, l'ho puntualmente rinvenuto anche se con minore frequenza. Non l'ho invece trovato a Montesiro, pieve di Mariano, che si trova appena qualche chilometro a oriente di Cremnago. Ne consegue che Montesiro era già troppo lontano dalla "patria" originaria dei Marelli. Devo però ancora vedere i battesimi delle altre parrocchie della pieve canturina e potrei dover modificare la prima impressione.


14 luglio 1995, venerdì



Anche la ricerca che ho eseguito oggi nelle copie degli atti di battesimo presso l'ASDM ha dato esiti negativi come è evidenziato nel su esteso prospetto. In dettaglio: sotto la parrocchia della B.V. Assunta di Montesolaro ho rinvenuto otto o nove battesimati Marelli dal 1770 al 1817. Sotto quella di S. Michele di Figino ne ho rinvenuti sei o sette in ventotto anni. Nello stesso arco di tempo sotto quella di S. Giovanni Evangelista di Montorfano, che oggi fa parte della diocesi di Como e della quale a fine '700 fu parroco un sacerdote di nome Paolo Marelli, ne ho osservati soli tre, i quali erano poi i figli della stessa coppia. L'esito della ricerca in queste tre altre parrocchie della pieve di Cantù, tenuto conto della loro ubicazione geografica, fornisce un'ulteriore conferma di quanto il cognome Marelli fosse in quell'epoca diffuso prevalentemente nel Borgo e nel suo immediato contado orientale, non in quelli settentrionale e meridionale. Ancora non ho potuto vedere sotto Cucciago, che si trova a occidente di Cantù, quale fosse la diffusione del cognome, ma sono già ora convinto che la situazione non cambierà.
Don Bruno, interpellato in merito all'insuccesso della ricerca del nostro bravo Gaetano con "patria" a Cantù, non ha saputo darmi indicazioni per svolgere il lavoro con metodologia migliore di quella che ho adottato. Ho dovuto pertanto fare di necessità virtù e rassegnarmi a proseguire la ricerca così come l'ho iniziata, nel senso di vagliare con scrupolo gli atti di tutte quelle parrocchie che a mio giudizio potrebbero riservare qualche probabilità di successo. Dunque, in sintonia con le scelte già fatte, non trascurerò di esaminare anche le copie degli atti delle tre residue parrocchie della pieve di Cantù, ma già col prossimo accesso all'ASDM penso di dover procedere anche all'esame delle copie degli atti delle parrocchie della pieve di Mariano. La decisione non è maturata così, a caso, ma è stata il frutto del riesame di due circostanze delle quali stamani mi sono ricordato mentre spulciavo le vecchie carte di quella inesauribile fonte di informazioni che è l'ASDM. Lo spunto me lo ha fornito don Bruno quando, discorrendo con lui sulle mie attuali difficoltà, ha affermato che non sempre la "patria" deve essere intesa quale luogo di nascita, e mi ha fatto osservare che eseguendo una ricerca non bisognerebbe mai trascurare di considerare con attenzione il significato recondito che possono avere i dati riferiti al padrino o alla madrina nei battesimi e ai testimoni nei matrimoni. In funzione di questi principi e delle mie precedenti constatazioni sulla diffusione geografica del cognome, ho rivisitato i miei appunti per rileggere i luoghi di provenienza dei padrini e delle madrine nei battesimi dei figli di Gaetano, cioè di Carlo Giovanni Agostino (1814), di Antonio Agostino (1815) e di Maria Antonia Cherubina (1817). Il primo ebbe quale madrina Giovanna Crippa moglie di Pietro Antonio Strazza della parrocchia di Inverigo; il secondo ebbe Antonia Gerosa del signor Luigi a nome del proprio marito signor Faustino Viganò del fu Giovanni della parrocchia di Cremnago; la terza ebbe Giuseppe Antonio Camesasca del fu Giovanni Battista di Romanò. Dunque le madrine e i padrini, a parte quello di Antonio Agostino (1815) che era di Cremnago, non venivano da Cantù come ci si sarebbe potuti aspettare, ma da due comuni a oriente di Cremnago nella pieve di Mariano. Non poteva allora essere che Gaetano avesse avuto quale "patria" un comune viciniore come, ad esempio, uno di quelli poc'anzi indicati? Per quanto perplesso ho dovuto ammettere che la risposta poteva anche essere affermativa, nel senso che Gaetano poteva essere nato e vissuto in uno di quei luoghi, salvo essersi trasferito a Cremnago in un secondo momento per svolgervi l'attività di oste. Nelle pagine di alcuni giorni or sono ho ipotizzato come Gaetano, dopo Cremnago, fosse andato a vivere a Milano in contrada del Lauro, forse col figlio Agostino, per fare il cappellaio, senza tuttavia trovarvi, per quanto insistentemente li abbia cercati, né l'atto di sua morte né quello dell'eventuale matrimonio di sua figlia Maria Antonia Cherubina. E se invece, dopo Cremnago, fosse andato a stabilirsi a Cantù, così indicando Agostino (1815) quel Borgo quale "patria" di suo padre? Allora Gaetano, in tal caso, avrebbe fatto il cappellaio a Cantù, e quello di Giovanni Bestetti, cappellaio lui pure, sarebbe solamente un caso di omonimia. Ma questa è un'altra storia e non intendo elucubrarvi sopra oltre.
Forse non risolverò mai il problema del luogo di residenza di Gaetano, dopo quella di Cremnago, e della sua morte, ma risolvere quello del suo luogo di nascita è fondamentale: contrariamente la mia ricerca potrebbe essere già bell'e finita. Non devo pertanto trascurare l'ipotesi che Gaetano possa essere nato in uno dei siti detti poc'anzi o, comunque, in uno di quelli della pieve di Mariano, che sta ad oriente di quella di Cantù.
Dal manualetto "Milano Sacro" ho rilevato, sempre presso l'ASDM, le parrocchie della pieve di Mariano operanti nell'anno 1796. Eccole.

Mariano - S. Stefano, chiesa plebana;
Arosio - SS. Nazaro e Celso;
Brenna - SS. Gervaso e Protaso;
Cabiate - S. Maria;
Carugo - S. Bartolomeo;
Cremnago - S. Vincenzo;
Inverigo - S. Ambrogio;
Paìna - S. Margarita;
Romanò - S. Michele;
Villa Romanò - S. Lorenzo.

A Cremnago sono già stato. Romanò e Villa Romanò, oggi riuniti, sono stati comuni autonomi sino al 1929; oggi, sotto la denominazione di Romanò Brianza-Villa Romanò, sono, con Cremnago, una delle due frazioni del Comune di Inverigo. La parrocchia di Villa Romanò, quella dedicata a S. Lorenzo, operante a fine '700, non appare più nell'odierno Annuario Cattolico d'Italia: all'evidenza è stata soppressa. Tutte le altre sono operanti oggi come allora. Col prossimo accesso all'ASDM andrò a spulciare gli atti di queste parrocchie, cominciando da Inverigo, da Romanò e da Villa Romanò.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".




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