La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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07_Gaetano ancora non si trova, ma forse...

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Capitolo 7 –
Gaetano ancora non si trova, ma forse…
( dal 18 luglio 1995 al 25 luglio 1995)


18 luglio 1995
, martedì



Stamani, presso l'ASDM, ho dato mano alle copie degli atti parrocchiali della pieve di Mariano. Ho dapprima vagliato i battesimi di Inverigo e dal 1770 al 1797 non sono incappato nel cognome nemmeno una volta. L'esito negativo, tuttavia, pur non essendo questo lo scopo della ricerca, mi consente di inserire un'altra tessera nel mosaico della localizzazione del cognome in questa parte della Brianza.
A Cremnago sono già stato. La ricerca del battesimo di Gaetano sul registro originale diede allora esito negativo cos
ìcome lo ha dato alcuni giorni or sono quando ho voluto rivedere le copie presso l'ASDM. Mi sono quindi limitato ad aggiornare il prospetto degli esiti.
Poi, in prossimità del momento di chiusura dell'Archivio, ho avuto il fascicolo, decisamente corposo, delle copie dei battesimi della parrocchia di S. Stefano, capopieve di Mariano. Dopo aver spulciato, con esito negativo, gli anni dal 1770 al 1778 ho dovuto interrompere le operazioni. Posso tuttavia già affermare che in quel periodo il cognome a Mariano era quasi assente.



19 luglio 1995
, mercoledì





I bei ragionamenti che ho fatto il 14 scorso stanno mostrando tutta la loro inconsistenza. Ora, dopo i risultati che ho ottenuto, posso ben affermare che quanto più cerco di approssimarmi alla nascita del nostro Gaetano tanto più me ne allontano. Sembra proprio che questo mio bravo ascendente non sia mai esistito.
Presso l'ASDM, stamani, la ricerca è stata solo deludente. Non ho più avuto nemmeno la consolazione di ritrovare il cognome nelle parrocchie che ho ispezionato. Vediamo. Ho concluso l'esame sotto S. Stefano di Mariano con esito negativo. Verso la fine della ricerca, in questa parrocchia, il cognome, già raro, è parso rarefarsi ulteriormente. Ma la circostanza è irrilevante. Sotto S. Lorenzo di Villa Romanò non ho rinvenuto il cognome nemmeno una volta in ventotto anni. Altrettanto è stato sotto S. Michele di Romanò. Infine, sotto i SS. Gervaso e Protaso di Brenna ho rinvenuto il cognome solo quattro o cinque volte, comunque con esito negativo. Mancano ancora sette o otto anni per concludere l'esame a Brenna, ma non ho alcun dubbio che l'esito sarà pervicacemente il medesimo.
Non so più cosa pensare. Non so più cosa fare. Anzi, so perfettamente cosa fare. Mi accanirò a frugare nelle parrocchie non ancora esplorate pur avendo la quasi certezza di buttare il tempo. Ma quando ho voluto procedere secondo raziocinio il tempo l'ho buttato comunque. La verità è che non so cosa fare di diverso da quello che sto facendo.
Se ne avrò il tempo, perché l'Archivio chiuderà per tutto il mese di agosto, completerò l'iter nelle parrocchie previsto e riesaminerò gli sparuti ritrovamenti che nella pieve di Cantù m'è sembrato potessero avere qualche attinenza con la ricerca. Spero, tuttavia, che a settembre, col fresco, possa scaturire qualche nuova idea. In caso diverso potrei essere costretto a rinunciare al mio progetto proprio quando la ricerca, divenuta problematica, è diventata anche più affascinante.


20 luglio 1995
, giovedì



Il risultato delle operazioni odierne presso l'ASDM era abbondantemente scontato. Ho terminato di spulciare sotto i SS. Gervaso e Protaso di Brenna con esito negativo. Ho quindi esaminato i battesimi sotto i SS. Nazario e Celso di Arosio, sotto S. Bartolomeo di Carugo e sotto S. Maria di Cabiate, e non solo l'esito è stato negativo ma non ho mai trovato il cognome in ventotto anni, dal 1770 al 1797. Lo stato attuale degli esiti in ordine ai nati nelle parrocchie della pieve di Mariano è riepilogato nel solito prospetto riportato in esordio delle pagine odierne.
Devo ancora frugare tra i battesimi di S. Margherita di Pa
ìna, pieve di Mariano, cosìcome in quelli di S. Giorgio di Carimate, dei SS. Gervaso e Protaso di Cucciago e dei SS. Donato e Carpoforo di Novedrate, pieve di Cantù, ma sono quasi certo dell'esito che scaturirà: negativo. In ogni caso, quando la ricerca nelle parrocchie di queste due pievi sarà completata, potrò almeno stendere una mappa ragionata dell'area geografica di diffusione del cognome.
Stamani, però, non mi sono limitato alle operazioni anzidette, ma ho ripreso in considerazione una delle due scoperte che avevo fatto sotto la pieve di Cantù, che aveva lasciato aperta la porta alla speranza. Si tratta del ritrovamento del 7 luglio scorso che mi era sembrato avere qualche attinenza con la ricerca. Ho pertanto rivisto attentamente le fotocopie di quei documenti e sono giunto al risultato che espongo. Tra quelli della Parrocchia di S. Michele di Cantù erano emersi i battesimi di quattro figli di un Paolo Marelli, coniugato con Giuseppa Busti, che erano: Carlo Paolo Gaetano (ed ecco il Gaetano) nato il 15 dicembre 1788, Giovanni Pietro nato il 19 settembre 1790, Rosa Maria nata il primo ottobre 1792 (morta il 10 agosto1794 all'età di un anno e dieci mesi) e Maria Caterina nata il 26 novembre 1794. Avevo ipotizzato, in quelle pagine, che Agostino potesse essere il secondo o il terzo nome da affiancare a quello di Paolo affinché quel Marelli potesse avere qualche probabilità di essere il nostro Agostino, senza rendermi conto che così
pensando forzavo solo la speranza quando invece avevo bisogno di certezze. Per sapere, dunque, se quel Paolo fosse anche Agostino, non avevo altra scelta che trovare o l'atto di suo matrimonio, o, meglio ancora, l'atto di suo battesimo, che però non avrei trovato presso l'ASDM a causa della mancanza degli atti antecedenti il 1770. Quindi, se mai vi fossi riuscito, non mi restava che trovare il matrimonio, che ragionevolmente doveva essere successivo al 1770.
Padrino nel battesimo di Giovanni Pietro, il secondogenito nato il 19 settembre 1790, fu Antonio Busti di Giovanni, della cura di Misenti, oggi Misinto, quindi un parente stretto, forse il padre o un fratello di Giuseppa Busti. Sono andato allora a spulciare tra i matrimoni di Misinto e sotto l'anno 1780 ho trovato il matrimonio tra Paolo Marelli e Giuseppa Busti. L'esame del documento mi ha tolto ogni residua speranza: il nome completo dello sposo era Paolo Antonio, senza Agostino. Ecco fatto. Quel Paolo non era l'Agostino padre del nostro Gaetano.
L'Archivio stava chiudendo e non ho avuto il tempo per farmi fare la fotocopia del matrimonio di Misinto. Mi riservo, pertanto, di chiederla in occasione di un prossimo accesso.



21 luglio 1995
, venerdì

Ho aggiornato il sotto riportato prospetto di Cantù secondo le risultanze delle ricerche e delle considerazioni odierne. In primo luogo ho variato il risultato della ricerca dei battezzati nella chiesa parrocchiale di S. Paolo di Cantù, da "esito dubbio" a "esito negativo". Avevo rinvenuto a suo tempo, sotto la data dell'8 agosto 1793, il battesimo di tale Giuseppe Gaetano figlio di Lauro. All'evidenza tre erano le ragioni che impedivano una qualificazione positiva: il soggetto nel 1813, anno nel quale il nostro Gaetano si sposò, oltre ad avere Gaetano solo come secondo nome sarebbe forse stato troppo giovane per sposare nemmeno ventenne una quasi ventiquattrenne; ma soprattutto perché la paternità era Lauro, non Agostino. In secondo luogo, in forza dell'esito della ricerca che ho commentato nelle pagine di ieri circa quel Paolo che è risultato essere Paolo Antonio e non Paolo Agostino, ho variato la "D" dei nati sotto S. Michele di Cantù in "N". In terzo luogo ho inserito una "N" nella colonna dei nati sotto i SS. Gervaso e Protaso di Cucciago, perché stamani, presso l'ASDM, spulciando le copie degli atti di quella parrocchia nel solito ventottennio dal 1770 al 1797, non vi ho rinvenuto né alcun Gaetano né alcun Agostino. I battezzati col cognome sono risultati essere soli ventidue, cioè una non più che modesta presenza, tre o quattro famiglie in tutto, a conferma della tesi che il luogo d'origine del cognome, o quanto meno di sua espansione, può essere fissato nel contado orientale di Cantù, forse definitivamente a Vighizzolo, e in ogni caso non oltre Cremnago. In quarto luogo ho variato da "N" a "D" l'esito della ricerca del nostro Gaetano sotto la parrocchia di Vighizzolo. Vediamone le ragioni, che stamani mi sono sembrate assurgere a nuova importanza.



La prima volta che esaminai i battesimi di Vighizzolo, che è la prima località orientale alle porte di Cantù, per imperscrutabili ragioni, tuttavia connesse alla massiccia presenza del cognome, ebbi la sensazione di aver imboccato la strada giusta per rintracciare la nascita del nostro Gaetano. L'esito fu invece negativo, né più né meno di come lo era stato in tutte le altre parrocchie "visitate", talché mi indussi a bollare anche Vighizzolo con una bella "N" sul prospetto degli esiti. Intanto, però, avevo rinvenuto un Agostino che era padre, senza tuttavia e apparentemente esserlo del nostro Gaetano, che per buona abitudine avevo riposto nell'archivio dei "non si sa mai". Ebbene, stamani, dopo aver attentamente riconsiderato gli appunti di quel giorno, per le stesse ma ora un po' meno imperscrutabili ragioni mi sono ritrovato folgorato sulla via di Vighizzolo, perché nella mia mente, a seguito del riesame, aveva preso forma con prepotenza una suggestiva ipotesi, la quale, ove avesse trovato conferma, avrebbe finalmente costituito il punto di giunzione mancante nel filo. Intendo riferirmi ai ritrovamenti del 13 scorso, quando a Vighizzolo erano emersi i battesimi di alcuni Marelli tutti figli del primo e unico Agostino che avessi mai trovato. Il quale, appunto, ebbe almeno cinque figli:

- Maria Teresa di Agostino e Angela Arnaboldi, battezzata il 30/3/1787; padrino fu Giuseppe Marelli del fu Paolo di Vighizzolo;

- Maria Angela di Agostino e Angela Arnaboldi, battezzata il 4/2/1793; padrino fu Francesco Antonio Marelli figlio di Francesco di Vighizzolo;

- Serafino di Agostino e Angela Arnaboldi, battezzato il 26/7/1796; padrino fu Carlo Giuseppe Marelli di Varena;

- Rosa Maria di Agostino e Angela Arnaboldi, legittimi consorti in Varena, battezzata il 4/2/1799; padrino fu Francesco Antonio Marelli figlio del fu Francesco di Vighizzolo;

- Giulio di Agostino e di Angela Arnaboldi, coniugi a Varena, battezzato il 3/4/1802; padrino fu Paolo Marelli figlio del fu Giuseppe di Vighizzolo.

Ebbene, mi sono domandato, se nel ventottennio 1770-1797 esistette uno e un solo Agostino che fosse padre nelle diciassette parrocchie già ispezionate, non poteva il nostro Gaetano essere lui pure figlio di quell'unico Agostino? A misura che esaminavo il problema da angoli diversi vieppiù le circostanze mi portavano alla stessa conclusione, dacché le nascite note dei figli di questo Agostino si erano susseguite nel tempo regolarmente ogni tre anni, salvo che tra Maria Teresa e Maria Angela dove l'intervallo fu invece di sei anni. Intervallo sterile certamente possibile ma poco probabile. Mi è allora venuto fatto di pensare che se tra queste due nascite avessi collocato intorno all'anno 1790, e dunque sempre con un intervallo di circa tre anni, quella del nostro Gaetano questi, nel 1813, quando convolò a nozze con Maria Bestetti avrebbe avuto un'età di ventitre o ventiquattro anni proprio come quella della sposa. L'ipotesi mi sembrava davvero suggestiva e surrogava con altrettanta suggestione l'assenza nelle copie dell'ASDM dell'atto di battesimo del nostro inesistente e pur esistente Gaetano. Ecco dunque che, per dare conforto all'ipotesi che mi era balenata nella mente, sarei dovuto andare presto a rovistare anche tra le vecchie carte del parroco di Vighizzolo per verificare se pure i suoi registri fossero orfani dell'annotazione di battesimo che tanto invano avevo cercato. Ovviamente non era nemmeno da scartare l'ipotesi che Gaetano fosse nato altrove rispetto alle parrocchie ispezionate; ma se così fosse stato, per quali mai ragioni l'Agostino del 1815 ritenne di dichiarare al parroco di S. Fedele di Milano che suo padre Gaetano aveva avuto Cantù quale "patria"? Era una domanda alla quale non sapevo dare risposta, se non quella che il neonato non fosse stato battezzato, o che, essendolo stato, il parroco avesse molto più prosaicamente dimenticato, omesso, per ragioni tutte da immaginare, di farne annotazione sul proprio registro.
Erano tante belle domande, mi dicevo, alle quali non sapevo se mai avrei potuto dare una risposta. Ma il fascino della ricerca, intanto pure mi dicevo, consisteva anche e forse soprattutto in simili inciampi.



25 luglio 1995
, martedì



A conforto della tesi esposta il 21 scorso sarebbe stato utile poter riscontrare almeno il fatto che quell'Agostino, al fine di poterlo provvisoriamente ascrivere all'ascendenza, fosse morto prima del matrimonio del nostro Gaetano, celebrato nel 1813. Ebbene, quell'Agostino (dei furono Francesco Antonio e Teresa Ronzoni) morì il 21 maggio 1835 all'età di settantaquattro anni nella "casa di sua abitazione" alla cascina Varena. Stamani, al solito presso l'ASDM, ho anche cercato e trovato l'atto di matrimonio di quell'Agostino (del fu Francesco) di Vighizzolo con Angela Arnaboldi (di Giuseppe) pure di Vighizzolo. Fu celebrato il 24 febbraio 1786 nella chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo di Vighizzolo alla presenza dei testimoni Giovanni Crippa del fu Gerolamo e Giuseppe Marelli del fu Paolo, entrambi di Vighizzolo. Tutto bene, salvo il fatto che quell'Agostino, se davvero il nostro morìprima del 1813, potrà rimanere a fare il padre di Gaetano solo momentaneamente, quel tanto che basterà per continuare a dire qualcosa sulla ricerca, altrimenti impantanata, terribilmente impantanata.
L'Agostino dei furono Francesco Antonio e Teresa Ronzoni, che forse nacque e sicuramente visse alla cascina Varena, dovette veder la luce intorno al 1760. Dunque nel 1786 doveva avere la corretta età, per il matrimonio, di circa venticinque, ventisei anni e i figli che seguirono, dal 1787 al 1802, vennero secondo una logica ineccepibile ancorché disturbata dall'improbabile sterile intervallo di sei anni tra le nascite dei primi due. Per la cronaca, Maria Angela, nata il 3 febbraio 1793, e Rosa Maria, nata il 4 febbraio 1799, morirono rispettivamente il 28 settembre 1793 e il 7 febbraio 1799. Ma per conseguire almeno una semicertezza avrei dovuto invece trovare un Gaetano che, oltre ad avere Cantù o anche Vighizzolo quale "patria", fosse almeno figlio di un Agostino deceduto entro il febbraio 1813. E rieccomi al punto di partenza. O il nostro Gaetano quando si sposò raccontò frottole al parroco, e allora potrebbe essere davvero lui il secondogenito dell’Agostino di Varena morto nel 1835, o... o...? Non lo so, non lo so davvero. Se lo sapessi non sarei qui a pormi domande... inutili.


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