La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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09_L'omologa- zione della "tesi"

Il testo > dal capitolo 01 al capitolo 10


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 9 –
L’omologazione della “tesi”
(dal 27 settembre 1995 al 9 ottobre 1995)


27 settembre 1995
, mercoledì

Mi sorprendo sempre più spesso a pensare che non riuscirò mai a trovare un collegamento documentato tra il nostro Gaetano e suo padre Agostino. E' un brutto segno, perché so che se perdo l'entusiasmo l'obiettivo sfuma e buona notte ai suonatori. Stamani, presso l'ASDM, ho proseguito la ricerca secondo gli intendimenti che, forse un po' confusamente, ho esposto nei giorni scorsi. Dapprima ho cercato e trovato il battesimo di quel Giuseppe Gaetano di cui mi ero riservato di stabilire se suo padre Lauro fosse anche Agostino. Così, per documentazione, pur conscio dell'inutilità, ne trascrivo l'atto.

Parrocchia di S. Paolo di Cantù, fascicolo delle copie degli atti di battesimo dal 1770 al 1816.

"Mille settecento novantatre addì otto agosto. Giuseppe Gaetano Marelli, figlio di Lauro e di Rosa Bergna iugali di questa Cura a S. Giorgio, nato oggi alle ore sei antimeridiane, è stato oggi *** battezzato da me curato sottoscritto in questa chiesa di S. Paolo. Compadre fu Giovanni Francesco Ronzoni, nubile, figlio di Ermenegildo di questa prepositura a Galianello. E per fede, prete Andrea Longhi curato porzionario e *** di S. Paolo
".

Come si può notare, non esiste alcun elemento utile che mi autorizzi a pensare che Lauro si chiamasse anche Agostino, né il cognome del padrino, essendo diverso da quello della madre, mi lascia intendere da dove questa venisse e dove, pertanto, potrebbe essere stato celebrato il matrimonio. Tuttavia quello di Ronzoni, come riporta l'atto di morte di Agostino nel 1835, era il cognome della moglie di Francesco Antonio, la quale potrebbe essere la nonna del nostro Gaetano. Pertanto, per non escludere a priori alcuna possibilità, accantono la ricerca su Lauro nell'archivio dei "non si sa mai", salvo ripescarla se qualche nuovo elemento lo dovesse giustificare.

Poi ho cercato nuovamente e preso accurata nota degli atti di morte dei tre Agostino dei quali ho riferito nei giorni scorsi:

- a Vighizzolo, sotto il 15 luglio 1825, ho rivisto con attenzione l'annotazione delle esequie, all'età di 77 anni, di Agostino figlio di Abramo e Rachele Somaschini. L'atto non ha portato alcun nuovo elemento utile per la ricerca. Questo Agostino nacque intorno al 1748 e, ragionevolmente, poté sposarsi, se mai si sposò, dopo il 1770, meno facilmente prima. Ebbene, come sappiamo, l'indagine nelle tre parrocchie di Cantù e in quella di Vighizzolo, ma anche in tutte le altre delle due pievi, non ha evidenziato la nascita, dal 1770 in poi, di alcun soggetto, Gaetano o non, che fosse figlio di questo Agostino. Pertanto lo escludo definitivamente dall'ascendenza.
- sempre a Vighizzolo, sotto il 29 luglio1827, ho rinvenuto le esequie, all'età di due anni, dell'Agostino figlio di Ottavio e Giuseppa Bianchi. Si tratta solo, all'evidenza, di una banale omonimia.
- infine, sempre a Vighizzolo, come ho ampiamente riferito in precedenza, sotto il 21 maggio 1835 esiste la morte, a settantaquattro anni, ma l'età indicata non è corretta, di quell'Agostino, figlio di Francesco Antonio e Teresa Ronzoni, che sempre più sembra poter essere il soggetto con tutti i requisiti necessari per essere il padre del nostro Gaetano. Una piccola osservazione. Nel testo di questo atto il cognome Marelli appare indicato, anziché nel testo, a margine, ma la parallela circostanza nei cinque atti di battesimo dei suoi figli di essere vissuto a Varena fornisce la certezza che si tratta del medesimo soggetto. Trascrivo di seguito il testo dell'atto.

- morte di Agostino (1763).






"
TAVOLA n. 57 - 1835
INDICAZIONE DEL DEFUNTO
Numero: 20
SESSO E NOMI-Maschio: Agostino
Anni di età: anni 74
Religione: cattolico
CONDIZIONE: contadino, marito di...
PATRIA E DOMICILIO: di Vighizzolo, ab(itan)te [alla] cascina Varenna
INDICAZIONE DEI GENITORI: Furon Fran(cesc)co Ant(oni)o e Ronzoni Teresa
DATA E LUOGO
della morte
: 21 Mag(gi)o 1835 in casa di sua abitaz(ion)ne
della visita: in d(et)to Mag(gi)o 1835 in d(et)ta casa
della tumulazione: 22 d(et)to Mag(gi)o 1835 nel campo s(an)to com(una)le
ULTIMA MALATTIA O MOTIVO DELLA MOPRTE: morte naturale
ANNOTAZIONI:---“.

A questo punto, soprattutto per riordinarmi le idee, formulo un'ipotesi, invero assai semplice, di composizione delle famiglie, con la speranza che il proseguimento della ricerca introduca nuovi elementi in ordine al nesso tra Francesco Antonio (1735 c.a), Agostino (1763) e Gaetano (1790 c.a). Eccolo dunque, fatta avvertenza che ancora non ho stabilito quanti figli ebbe Francesco Antonio.

FRANCESCO ANTONIO (1735 c.a - ? ) coniugato con Teresa Ronzoni ( ? - ? ) nel ?
figli: - ?
-
Agostino (1763 - 1835)
- ?


AGOSTINO (1763 - 1835) coniugato con Angela Caterina Arnaboldi (1765 - ? ) nel 1786
figli: - Maria Teresa (1787 - ? )
-
Gaetano (1790 c.a - ? )
- Maria Angela (1793 - 1793)
- Serafino (1796 - ? )
- Rosa Maria (1799 - 1799)
- Giulio (1802 - ? )

-
GAETANO (1790 c.a - ? ) coniugato con Maria Bestetti (1789 - ? ) nel 1813
figli: - Carlo Giovanni Agostino (1814 - 1814)
- Antonio Agostino (1815 - ? )
- Maria Antonia Cherubina (1817 - ? )


Alcune osservazioni, che ritengo importanti. Agostino (1763) dovette essere un trasgressivo perché ai propri figli maschi attribuì
nomi assolutamente inusitati nel suo tempo e nella sua "patria" come ho potuto con certezza stabilire scorrendo migliaia di battesimi nelle due famose pievi, i quali nomi non trovano riscontro sia nella sua breve ascendenza nota, sia nella sua discendenza. Con ciò voglio dire che con i nomi Serafino e Giulio sta in eccellente sintonia il nome, un poco meno ma sempre molto raro, Gaetano. Intendo affermare, in altri termini, che con la trasgressiva imposizione di nomi inusitati ai propri figli maschi l'Agostino del 1763 contribuisce oggi ad avvalorare l'ipotesi che il soggetto mancante tra Maria Teresa e Maria Angela sia proprio il nostro Gaetano. Mi piace e soprattutto mi convince. Si noti, invece, come i presunti aviti nomi Agostino, Antonio e Maria ricorrano puntualmente, come da tradizione, nella famiglia di Gaetano. Ma anche come Cherubina, nel nome della terzogenita di Gaetano, faccia il paio con Serafino, il potenziale quarto genito di Agostino. Perché, come si sa, cherubini e serafini sono sempre andati di conserva.
Un'ultima annotazione. Per avere elementi di convalidazione della paternità e della maternità di Gaetano dovrei scovare l'atto di sua morte, nel quale dovrei trovare il nome dei genitori. In questa ottica, durante l'accesso odierno all'Archivio ho sfogliato anche le copie degli atti di morte di Vighizzolo sino al 1851. L'esito è stato negativo. Voglio tuttavia completare l'esame anche per qualche anno successivamente nell'ipotesi che Gaetano sia stato particolarmente longevo. Poi ne completerò la ricerca nelle parrocchie del Borgo e, in caso di esito ancora negativo, potrei continuare sotto le parrocchie di Milano. Ma quali? Spero che la pazienza regga. Intanto qualcosa già mi dice che spenderò il mio tempo inutilmente.



29 settembre 1995
, venerdì

Oggi non sono in vena di fare considerazioni più o meno approfondite. Ne ho fatte già tante, forse non sempre a proposito, e mi sono quasi venute a noia. Mi limiterò ad esporre i risultati odierni delle ricerche presso l'ASDM.
La chiesa di S. Cristoforo sul Naviglio, a Milano, fu sede di parrocchia, coi monaci di S. Vincenzo in Prato, sino al 1787; in quell'anno la parrocchia venne soppressa e le sue spoglie vennero incorporate nella parrocchia di S. Gottardo in Borgo; sino al 1849, quando, a seguito di ulteriore soppressione, tutto confluì nella parrocchia di S. Maria delle Grazie sul Naviglio. Alla disperata ricerca della morte di Gaetano (1790?), che sarebbe potuta avvenire presso l'abitazione di suo figlio Agostino (1815), il quale, come già abbiamo visto, poté forse aver legato la propria attività al corso S. Gottardo, ho esaminato gli atti di morte sotto quelle due parrocchie dal 1847 al 1864. Nemmeno a dirlo l'esito è stato negativo. Un inutile dispendio di tempo.


3 ottobre 1995
, martedì

Sempre e pervicacemente alla ricerca della morte di Gaetano (1790?), ma anche di Agostino (1815), stamani, presso l'ASDM, ho esaminato, e per gli anni dal 1875 in poi riesaminato, tutte le copie gli atti di morte dal 1848 al 1883 della parrocchia di S. Carlo al Corso, chiamata anche, prima della ricostruzione, di S. Maria dei Servi in S. Carlo. L'esito, pensate un po', è stato negativo. Nei registri ho trovato mancante il secondo semestre del 1875, anno nel quale si sposò Giovanna (1851) quando suo padre Agostino (1815) era ancora in vita. Oso sperare che la morte di Agostino non sia avvenuta proprio in quel semestre.


5 ottobre 1995
, giovedì

La mia caparbietà continua a non essere premiata. Forse non lo sarà mai, nel senso che non riuscirò ad acquisire la prova documentale che il nostro Gaetano fu il secondogenito dell'Agostino sposato con Angela Arnaboldi, nato, vissuto e morto alla cascina Varena di Vighizzolo di Cantù.
Stamani, presso l'ASDM, giusto per non perdere le buone abitudini, sempre alla ricerca di documenti che qualifichino il nostro Gaetano, ho esaminato e in parte riesaminato le copie dei registri degli atti di morte delle parrocchie di Cantù con i seguenti esiti:
- negativo sotto S. Paolo dal 1855 al 1880. Ho trovato mancanti il secondo semestre del 1862 e il terzo trimestre del 1867. Sotto la data del 2 luglio 1864, all'età indicata di anni 80, in realtà di anni 78, ho trovato la morte di Teresa, alla nascita Maria Teresa (1787), primogenita di Agostino (1763) e probabile sorella del nostro Gaetano. In relazione a questo atto vale la pena evidenziare che la "patria" di Maria Teresa era indicata a Cantù, non a Vighizzolo. Si noti il parallelo con la omologa circostanza contenuta nell'atto di matrimonio di Agostino (1815);
- negativo sotto S. Teodoro dal 1848 al 1880. Ho trovato mancante il primo trimestre del 1858;
- negativo sotto S. Michele dal 1848 al 1853.
In occasione del prossimo accesso completerò l'esame sotto S. Michele ed esaurirò la ricerca anche sotto Vighizzolo, dal 1848 al 1880. Poi, nel caso di esiti ancora negativi, come è fin troppo facile ipotizzare, sceglierò: o inventerò dove ancora cercare la nascita di Gaetano, o mi darò per vinto e omologherò la tesi della sua paternità.


9 ottobre 1995
, lunedì



Presso l'ASDM ho completato stamani la ricerca dell'atto di morte di Gaetano sotto le parrocchie di S. Michele di Cantù e di Vighizzolo. L'esito è stato negativo in entrambe. L'esame degli atti di S. Michele ha coperto il periodo dal 1854 al 1880. Quello di Vighizzolo il periodo dal 1848 al 1880. Quivi ho riscontrato la mancanza di tutto il 1853, l'incompletezza del 1858 e la mancanza del secondo semestre del 1862.
Pertanto, pur con tutte le riserve del caso, riterrò che il nostro Gaetano sia deceduto a Milano, dove pure riterrò che svolse l'attività di cappellaio, dopo quella di oste a Cremnago, in società o sotto il nome del suocero Giovanni Bestetti. O entrambe le cose, cronologicamente. L'esito delle ricerche sotto Cantù e Vighizzolo non consente per ora conclusioni diverse. Terrò ferma questa ipotesi e non tornerò più sull'argomento a meno di non incappare in elementi tali da indurmi a riaprire il caso. A conclusione analoga devo pervenire circa il luogo e la data della morte di Agostino (1815).
Stamani ancora, nella speranza di acquisire qualche nuova informazione, navigando tra i matrimoni celebrati a Vighizzolo sono incappato in quello di Maria Teresa (1787), primogenita di Agostino (1763) e probabile sorella maggiore di Gaetano. Per puro gusto di documentazione ne trascrivo il testo.

- matrimonio di Maria Teresa Marelli di Agostino (1763).

"
Milleottocentosette lì tre feb[b]raio. Luigi Ballerini, fig(lio)lo d'Ant(oni)o, nato ed abit(ant)e sotto la cura di S. Paolo in Cantù, e Teresa Marelli di Agostino di q(ues)ta cura, premesse le tre solite pubblicazioni nei tre giorni di festa consecutivi, ed entro la messa fatta la p(rim)a il giorno undici, la seconda il diec[i]otto, la terza il venticinque gen(n)ajo, riportata ancora la let(ter)a di Registro seg(na)ta Cammuzio, e non essendo emmerso alcun impedimento, hanno quest'oggi li sopra indicati contratto mat(rimo)nio per verba de presenti alla presenza ed interrogazioni di me in(frascritt)o. Li testimonj a quest'effetto chiamati furono Giusep(p)e Molteno e Giuseppe Fossati di q(ues)ta cura. In fede, p(re)te Angelo Peregalli parroco".

Il documento non contiene elementi che agevolino l'inserimento di Gaetano nella sequenza delle nascite dei figli di Agostino, anche se, appena l'ho individuato, ho sperato di trovarvi il mio sfuggente ascendente in veste di testimone. Il quale però, a ben considerare, nel 1807 doveva essere ancora troppo giovane per fare da testimone a un matrimonio. Osservo, infine, come si siano intanto perse le tracce anche di Serafino (1796) e Giulio (1802): forse essi pure, come Gaetano, si affrancarono presto dall'atavico vincolo con la terra natia.
Per rispettare il classico copione, dovrei qui decidere se proseguire o concludere la ricerca, ma non sarei sincero se lo facessi fingendo di prendere ora una decisione che invece ho già preso. Dirò dunque che proseguirò la ricerca perché a misura che la elaboravo mi sono vieppiù convinto della validità della tesi che espongo.
Tesi: proposizione, enunciato che richiedono di essere dimostrati.
La tesi: Gaetano è il figlio secondogenito di Agostino (1763) di Varena di Vighizzolo di Cantù.
Dunque vediamo.
Cosa gioca a sfavore della tesi enunciata? Dapprima il fatto che non ho trovato, dal 1770 al 1816, in nessuna delle ventidue parrocchie delle Pievi di Cantù e di Mariano il battesimo di un Gaetano che fosse figlio di un Agostino. Oppongo tuttavia che il parroco dimenticò, omise di riportare il battesimo sul proprio registro, dacché non ho mai acquisito alcun elemento che mi consentisse di pensare che Antonio Agostino (1815) al momento del proprio matrimonio avesse anche una sola buona ragione per affermare il falso quando dichiarò al parroco di Montesiro che il proprio padre aveva patria a Cantù. Eppoi il fatto che nell'atto di matrimonio di Gaetano emerge la circostanza secondo la quale suo padre era già defunto. Oppongo tuttavia che non ho mai rinvenuto alcuna traccia di un Agostino che fosse morto entro il 1813. Forse il parroco di Monte prese fischi per fiaschi. Poveri parroci! Ovvero, più verosimilmente, la falsa dichiarazione di Gaetano trovava giustificazione nella necessità di proteggere suo padre dai rischi in cui sarebbe potuto incorrere per comportamenti non consoni a quanto esigevano le opprimenti regole del regime che vigeva. Occorre infatti non dimenticare che durante la Repubblica voluta dai francesi, e soprattutto nell'ultimo scorcio del successivo Regno d'Italia di stampo napoleonico, infuriavano da parte dell'ormai agonizzante dominazione francese gravi violenze e coercizioni, e che in quel clima, in forza delle regole vigenti che imponevano, tra l'altro, il controllo degli atti di stato civile da parte dei sindaci ai fini della coscrizione obbligatoria, Gaetano, che dovette sposarsi in municipio prima che in chiesa, come da certificato del sindaco "conservato in filza", ritenne forse prudente dichiarare la prematura scomparsa di suo padre. Diversamente dovrei ipotizzare un Agostino nato in una "patria" non canturina, ma che nel canturino ebbe un figlio che chiamò Gaetano, che non fece o fece battezzare altrove, per poi sparire e morire, entro il 1813, sotto una parrocchia pure non canturina. Potrebbe anche essere, ma sarebbe una grande forzatura, anche perché in quel tempo, salvo le femmine per accasarsi, le persone non cambiavano casa tanto facilmente, impedendolo, tra l'altro, l'endemica povertà che costituiva, generazione dopo generazione, un forte vincolo di sudditanza con la terra natia.
Cosa gioca invece a favore della tesi secondo cui Gaetano fu il secondogenito di Agostino? Intanto il fatto che nel solito ventottenio sotto le stesse ventidue parrocchie non ho rinvenuto che uno e un solo Agostino che fosse padre, e poi che quell'unico Agostino, che nacque nel 1763, che si sposò nel 1786 e che morì nel 1835, aveva tutti i necessari e sufficienti requisiti per essere il padre anche del nostro Gaetano. Generò i propri sei figli puntualmente ogni tre anni, e, considerando la buona e regolare prolificità della coppia, se Gaetano non fosse stato suo figlio, esisterebbe tra il 1787 e il 1793 un improbabile intervallo di sei anni sterili. La sequenza ricostruita delle nascite sarebbe quindi la seguente:

- Maria Teresa (1787 - 1864)
-
Gaetano (1790? - dopo il 1848)
- Maria Angela ((1793 - 1793)
- Serafino (1796 - ? )
- Rosa Maria (1799 - 1799)
- Giulio (1802 - ? )

Così collocata la tessera nel piccolo mosaico, con la nascita stabilita, non per artifizio ma per necessità di sequenza, intorno all'anno 1790, Gaetano si ritrova ad avere automaticamente, senza forzature, i requisiti giusti per convolare a nozze a circa ventiquattro anni con la pure quasi ventiquattrenne Maria Bestetti (1789). Incidentalmente, non avendolo fatto prima perché ancora non avevo raggiunto la convinzione di poter includere Agostino (1763) nel filo, provvedo a riportare gli atti di battesimo delle sorelle e dei fratelli di Gaetano che ho rintracciato presso l'ASDM, e come ne ho trovato conferma il 20 settembre scorso tra gli atti originali dello archivio parrocchiale di Vighizzolo.


- battesimo di Maria Teresa (1787).

"
1787. Addì 30 marzo. Maria Teresa Marella di Agostino Marello ed Angela Arnabolda, iugali, natta alle ore sei, fu battez[z]ata da me inf(rascrit)to. Il compad(r)e fu Giuseppe Marello q(uonda)m Paolo di Vighiz(zol)o. P(ret)e Carlo Giuseppe Longhi cu(rat)o".

- battesimo di Maria Angela (1793).

"
1793. Addì 4 febbraio. Maria Angela Marella, figlia di Agostino Marelli e di Angela Arnabolda, legittimi consorti, nata la notte antecedente alle ore 2, fu battezzata da me sottos(cri)tto in questa chiesa par(rocchia)le di Vighizzolo. Il compadre fu Francesco Ant(oni)o Marelli figlio di Francesco di questa cura. P(ret)e Francesco Trombelli vicecur(at)o".

- battesimo di Serafino (1796).


"
1796, 26 luglio. Serafino Marelli, figlio di Agostino e Angiola Arnabolda, iugali, nato il giorno mede(si)mo, fu battezzato da me infra(scritt)o; il compadre fu Carlo Giuseppe Marelli di Varena. Giuseppe Vanucci vice curato”.

- battesimo di Rosa Maria (1799).

"
Millesettecento e novantanove lì quattro feb[b]rajo. Rosa Maria Marella, fig(lio)la di Agostino ed Angiola Arnaboldi, legittimi consorti in Varena sotto questa p(arrocchi)a, nata questa notte circa le nove, è stata battezzata da me sott(oscritt)o curato. Compadre fu Franc(esc)o Ant(oni)o Marelli fig(lio)lo del fu Franc(esc)o di questa cura. In fede, p(ret)e Angelo Peregalli cur(at)o di Vighiz[z]olo”.

- battesimo di Giulio (1802).


"
Milleottocentodue, lì tre aprile. Julio Marello fig(lio)lo di Agostino [e]di Angiola Arnaboldi, iugali a Varena sotto q(ues)ta) cura , nato ieri circa le venti, è stato battezzato da me inf(raschri)tto in q(ues)ta chiesa p(arrocchia)le. Compadre è stato Paolo Marello fig(lio)lo del fu Giuseppe di q(ues)ta cura. In fede, p(ret)e Angelo Peregalli cu(ra)to”.

Seguono gli atti di morte di Maria Angela e Rosa Maria rilevati presso l'ASDM.

- morte di Maria Angela (1793).

"
1793. Addì 28 settembre. Maria Angela Marella, fig(liol)a d'Agostino, è morta in età bambina e fu accompagnata alla chiesa coll'interv(ent)o di me p(ret)e Fran(ces)co Trombelli vice cur(a)to”.

- morte di Rosa Maria (1799).

"
Millesettecentonovantanove lì sette feb[b]raio. Rosa M(ari)a Marelli, figlia d'Agostino in Varena sotto questa p(arrocchi)a, morì morì (cosìsull'originale) oggi in età di giorni tre, e fattele le esequie coll'intervento di me sot(toscrit)to fu sepolto il di lei cadavere nel cimitero di questa p(arrocchi)a. In fede, p(ret)e Angelo Peregalli curato”.

Prima di iniziare l'esposizione del terzo e ultimo punto a sostegno della tesi qui esposta, riporto il testo integrale di tre altri importanti atti che riguardano l'ascendenza di Gaetano, che non avevo trascritto prima perché ritenevo che ancora non fossero maturate le necessarie condizioni.
Presso l'ASDM il 25 luglio scorso, come ho riferito nelle annotazioni di quel giorno, ho trovato e trascrivo.

- matrimonio di Agostino (1763).

"
1786 a dì 24 febbraio. Agostino Marelli, figlio del fu Francesco di Vighizzolo, ed Angela Arnabolda di Giuseppe di Vighizzolo, premesse le tre solite pubblicazioni inter missarum solemnia, la prima al 24 gennaio, la seconda al 31 gennaio, la terza al 7 febbraio, né essendo stato opposto alcun impedimento, hanno contratto fra di loro il sacramento del matrimonio per verba de presenti alla presenza ed interrogazioni di me infrascritto in questa chiesa. I due testimoni specialmente chiamati furono Giovanni Crippa del fu Gerolamo e Giuseppe Marelli quondam Paolo di Vighizzolo. Prete Carlo Giuseppe Longhi curato".

Il 20 settembre passato, presso l’archivio della parrocchia di Vighizzolo, ho rinvenuto le seguenti altre due annotazioni che trascrivo.

- battesimo di Agostino (1763).



"
Mille e settecentosessantatre. Addì ventitre marzo. Augustino Marello, figlio di Francesco Anto(ni)o Marello e Teresa Ronzona, iugali in Varena, è natto alle hore dodeci ed è stato battez[z]ato il sud(det)to giorno da me infr(ascrit)to in questa chiesa paro(cchia)le de[i] SS. Pietro e Paolo. Il compadre fu Felice Marello q(uonda)m Paolo di Vighiz(zol)o. P(re)te Carlo Giuseppe Longhi cura(t)o di Vighiz(zol)o".

- battesimo di Angela Caterina Arnaboldi (1765).

"
Mille e settecentosessantacinque. Addì ventisette agosto. Angela Cattarina Arnabolda, figlia di Giuseppe Arnaboldo e Giovanna Longhi, legittimi consorti in Vighizzolo, [è] nata alle dieci ore di sera ed è stata battezzata il suddetto giorno da me infrascritto in questa chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo. Il compadre fu Giuseppe Antonio Castiglione, figlio di Giuseppe di Vighizzolo. Prete Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighizzolo".

Ebbene, come già ho accennato il 27 settembre appena trascorso, è possibile osservare che mentre Agostino (1763) fu un trasgressivo, poiché a tutti e tre i suoi figli maschi impose nomi inconsueti non solo nella stirpe ma anche nella generalità, Gaetano (1790?) a tutti i suoi figli impose invece nomi che trovavano riscontro in quelli dei loro ascendenti. Ebbe infatti:

- Carlo Giovanni Agostino (1814 - 1814)
- Antonio Agostino (1815 - ? )
- Maria Antonia Cherubina (1817 - ? )

Il primogenito ebbe quale terzo nome Agostino, che è il nome del nonno. Il secondo ebbe quale primo nome Antonio che ritroviamo nel nome del bisnonno, e quale secondo nome Agostino che è il nome del nonno. La terzogenita ebbe quale primo nome Maria che ritroviamo nel nome di tutte e tre le figlie del nonno, e quale secondo nome Antonia che ritroviamo nel nome del bisnonno. Se aggiungiamo poi la circostanza che il nome Francesco lo troviamo già appena prima di Agostino (1763) e appena dopo di Antonio Agostino (1815), la combinazione di queste circostanze concorre, ancorché in modo non determinante, a corroborare ulteriormente la tesi qui esposta. Vedrò in seguito se i nomi degli ascendenti da individuare si concateneranno con quelli dei loro discendenti secondo quell'inveterata tradizione che Agostino trasgredì, così contribuendo, dopo duecento anni, a dare concrete fondamenta alla ricostruzione del filo.
Concludo le pagine odierne con la convinzione di aver fatto un'esposizione esaustiva delle ragioni che mi hanno determinato ad ammettere Gaetano (1790?) nella discendenza di Agostino (1763). Non posso tuttavia sopprimere la consapevolezza dell'opportunità di raccogliere anche quei racimoli che possano concorrere ad eliminare le zone d'ombra lasciate dal mancato ritrovamento del documento di battesimo del nostro bravo Gaetano (1790?). Intanto, però, l'inclusione di Agostino (1763) nell'ascendenza è omologata.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".




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