La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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10_Il dovizioso archivio di Vighizzolo

Il testo > dal capitolo 01 al capitolo 10


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 10 –
Il dovizioso archivio di Vighizzolo
(dal 19 ottobre 1995 al 2 novembre 1995)


19 ottobre 1995
, giovedì

Esaurito il ciclo presso l'ASDM, è giunto il momento di dare mano ai documenti conservati negli archivi parrocchiali. Dunque, questo pomeriggio, con l'entusiasmo del neofita, mi sono recato a Vighizzolo e, col consenso di don Tommaso, peraltro sempre più gravemente ammalato, ho cominciato a frugare anche in quegli antichi documenti. Prima, però, presso la fornitissima libreria parrocchiale ho acquistato un bel volume dedicato alla storia di Vighizzolo. Il libro, opera di Giorgio Giorgetti, intitolato:
Vighizzolo, memorie all'ombra della storia, è stato dato alle stampe nel 1991 per i tipi della Graffiti Edizioni di Romanò di Inverigo. Ebbene, al mio rientro non ho potuto resistere alla tentazione di dare subito una sbirciata al suo contenuto e presto l'occhio mi è caduto sulla parte del capitolo che riassumeva la situazione politica tra l'inizio dell'800 e la restaurazione del dominio austriaco nel 1814. Intendo dire che vi ho trovato, in forma piacevolmente discorsiva, quello che ho tentato di dire nelle pagine del 9 scorso a proposito delle ragioni che indussero forse Gaetano (1790?) a dichiarare falsamente al parroco di Montesiro la prematura dipartita di suo padre Agostino (1763). Non credo che l'autore e l'editore me ne vorranno se riporto in queste note, a chiarimento del mio pensiero, il breve passaggio di pagina 109 del volume.

"... nel 1802 nei comizi di Lione veniva proclamata la Repubblica Italiana. Presidente divenne lo stesso Napoleone, e vice presidente Francesco Melzi, che si circondò di persone oneste e capaci; si respirò alquanto. La religione e il clero cominciarono ad essere rispettati.
Nel 1805 avvenne un'ultima trasformazione: La Repubblica Italiana si tramutava in Regno d'Italia; Napoleone vi poneva viceré Eugenio Beauharnais, con Milano capitale. Il territorio del regno fu diviso in 24 dipartimenti, i dipartimenti in distretti, i distretti in cantoni, i cantoni in comuni, che sommavano a 2155.
I comuni perdettero ben presto l'autonomia amministrativa introdotta da Maria Teresa, perché, al posto della rappresentanza comunale dei tre deputati dell'estimo, l'amministrazione comunale veniva concentrata nelle mani di una sola persona, il sindaco, il quale veniva nominato dal governo. Una disposizione, niente affatto lodevole, attribuiva al sindaco anche l'ufficio di cassiere; egli firmava ed eseguiva i pagamenti: gli abusi divennero così inevitabili. Il consiglio comunale si radunava due volte all'anno per rivedere i conti.
Il Regno d'Italia durò fino al 1814, e se da una parte segnò un momento di splendore con il promuovere le arti e le scienze, i lavori pubblici e l'agricoltura, le industrie e i commerci, dall'altra crebbero di anno in anno le imposte e le vessazioni fiscali, fino ad assorbire, negli ultimi anni, quasi la metà del reddito effettivo.
Ad aggravare il malcontento vi si aggiungeva la leva militare, che pesava sulle popolazioni, e alla quale non erano mai state assoggettate prima della venuta dei Francesi, per cui non pochi si rendevano disertori.
Molte persone desideravano ormai il ritorno del precedente dominio austriaco. Con la caduta di Napoleone si sfasciò anche il Regno d'Italia. Con un proclama del 21 giugno 1814, la Lombardia e il Veneto furono annessi all'Austria; con sovrana patente del 17 aprile 1815, le due regioni costituirono infine il Regno Lombardo-Veneto..."


Ma torniamo all'archivio parrocchiale di Vighizzolo dei giorni nostri e ai miei bravi ascendenti dei secoli passati. Alla ricerca, dunque, del padre di Agostino (1763), che avevo ipotizzato poter essere nato intorno al 1735, in uno dei libri "baptistorum", un po' ingiuriato dal tempo ma soprattutto dagli uomini, ho rintracciato il battesimo di Francesco Antonio sotto l'anno 1739, dopo avere lì per lì risolto, con l'aiuto delle informazioni contenute nell'atto di suo matrimonio, qualche problema di omonimia. Eccone il testo.

- battesimo di Michele Francesco Antonio (1739).



"Alli sedeci aprile mille e settecento trenta nove, Michele Fran(ces)co Ant(oni)o Marelli, figlio di Giuseppe e di Ma[d]dal(en)a Mascarona, iugali, nato il sud(et)to [giorno] il med(esim)o [giorno] è stato battezzato dal m(olt)o r(reverendo) sig(nor) prete Galeazzo Inzago di comissione di me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o di Vighizzolo p(er) essere impedito per fare gli Santi Esercizi. Il compadre fu Carlo Fran(ces)co Rizzi di Varena".

Ed eccone anche il matrimonio, che ho trovato nelle pagine del corrispondente libro sotto l'anno 1759, appena prima che ne trovassi il battesimo.

- matrimonio di Michele Francesco Antonio (1739).

"
Mille e settecentocinquantanove. Alli dieci feb[b]ra(i)o. Francesco Michele Marelli, figlio di Giuseppe di Vighiz(zol)o, e Teresa Ronzona, figlia di Giuseppe Ronzone di Vighiz(zol)o, premesse le tre solite publica(zio)ni int(er) missarum solemnia, la prima il giorno quatordeci, la seconda il giorno dieci sette, la terza il gio(rn)o venti uno genaro, tutti gio(rn)i festivi, né es[s]sendo stato opposto veruno imped(imen)to, han[n]o contrat[t]o fra di loro il sagra(men)to del matrim(oni)o p(er) verba de presenti alla presenza ed inter[r]oga(zio)ne di me infr(ascrit)to in questa chiesa par[r]o(cchia)le de[i] S.S. Pietro e Paolo di Vighiz(zol)o. Li due testim(on)i furono Giuseppe Ronzone, figl(iol)o del q(uonda)m Giovanni di Vighiz(zol)o, e Gio(vanni) Antonio Cattaneo figlio [del] q(uonda)m Franc(esc)o di Vighizzolo".



Devo ammettere che quell'inedito Michele mi ha lasciato perplesso e che in un primo momento mi ha pure fuorviato. Tutto avrei potuto aspettarmi ma non di trovare pure un inopinato Michele, una volta anche Antonio e l'altra no. La perplessità, tuttavia, è durata poco, giusto il tempo per individuare nei due atti l'elemento che convalidava l'identità del soggetto: il nome della sposa e madre, Teresa Ronzoni, fortunatamente di Vighizzolo, coincideva con quello della madre di Agostino (1763), che già conoscevo. Inoltre, a indiretta ma importante conferma che i ritrovamenti erano quelli giusti, nel battesimo il padrino risultava essere un soggetto di Varena, la "patria" canturina di Gaetano.
A questo punto si impone una piccola parentesi sull'attribuzione dei nomi alla nascita e sul loro utilizzo nel tempo. In termini generali credo di poter affermare che non sempre il primo nome attribuito col battesimo coincideva con quello che sarebbe poi stato utilizzato in vita, tanto che Michele Francesco Antonio, nel battesimo, lo troviamo come Francesco Michele nel suo matrimonio, come Francesco nel battesimo e come Francesco Antonio nelle esequie di Agostino (1763). Il fatto appare evidente dall'osservazione dell'utilizzo in vita dei nomi di battesimo dei componenti la stirpe sinora nota, da Francesco (1739) a Francesco (1971):


FRANCESCO (1739) ebbe Michele FRANCESCO Antonio;
- AGOSTINO (1763) ebbe solo AGOSTINO;
- GAETANO (1790?): non è dato conoscere quanti nomi gli vennero imposti, ma sono certo che, al pari dei suoi fratelli Serafino e Giulio, ne ebbe uno solo;
- AGOSTINO (1815) ebbe Antonio AGOSTINO;
- FRANCESCO (1853) ebbe Paolo FRANCESCO Innocente;
- GIOVANNI (1883) ebbe GIOVANNI Carlo Augusto, ma fu sempre chiamato NINO;
- FRANCESCO (1911) ebbe FRANCESCO Agostino, ma fu sempre chiamato FRANCO;
- GIOVANNI (1941) ebbe GIOVANNI, ma è chiamato NINO;
- FRANCESCO (1971) ebbe ed è chiamato FRANCESCO.

Concludo le pagine dell'odierno accesso a Vighizzolo con un piacevole senso di soddisfazione, ma anche, ad un tempo, con uno non piacevole di apprensione. Di soddisfazione perché ho potuto includere nel filo un altro ascendente; di apprensione perché gli elementi utili mi appaiono divenire incerti a misura che, retrocedendo, i parroci, nelle loro annotazioni, appaiono divenire avari di informazioni. In un matrimonio basta che la sposa sia parte di parrocchia altra che quella dello sposo perché la relativa annotazione giaccia nell'archivio della parrocchia della sposa. E' ovvio. Ma come individuarla se ai battesimi vengono poi chiamati padrino e madrina della parrocchia del padre? E quando i parroci, come ho potuto oggi vedere in qualche battesimo, non indicano il cognome della madre, che si fa? Come un pensiero ne suscita un altro, così, ripensando alle difficoltà che ho affrontato per includere Agostino (1763) nell'ascendenza, ho anche pensato di integrare le ricerche negli archivi parrocchiali con altre in altri archivi, magari in qualche raccolta pubblica, magari tra qualche antico atto notarile. Ma ben presto ho accantonato l'idea, perché, ho anche pensato, l'endemica povertà di quei contadini avrebbe necessitato assai poco dell'opera dei notai. Cosa mai avrei potuto trovare negli atti notarili se i miei ascendenti, come sembra, non erano proprietari della terra che coltivavano?


26 ottobre 1995
, giovedì

Provenendo da Figino Serenza, giunti a Vighizzolo si svolta per Cascina Amata. Un poco più avanti, al bivio, si prende per Brenna e poco dopo ancora, sul lato opposto di marcia, un'insegna indica vistosamente la direzione per la "Località Varenna". Mi ci sono recato oggi nel primo pomeriggio prima di riprendere l'esame delle vecchie carte di Vighizzolo. Tra la boscaglia e rari prati ancora verdissimi, in lieve salita, dapprima rettilinea e poi appena sinuosa, una piccola strada, asfaltata ma un po' sconnessa, volge a settentrione e in un paio di chilometri porta a un piccolo agglomerato, quello che una volta era la cascina Varena. Come spesso è accaduto in prossimità di abitati di qualche importanza, anche questo insediamento rurale è stato ridotto a centro residenziale mediante la ristrutturazione dei suoi vecchi fabbricati in piccole unità abitative. A ridosso del nucleo originario sono stati costruiti villini, strutture ricreative e quanto la moderna scienza urbanistica suggerisce per rendere appetibili e speculative amene località come questa. Così, archiviata la cascina Varena, è sorta la "Località Varenna".
Ho perlustrato il luogo a piedi, ho scambiato qualche impressione con un anziano residente, e mi sono così fatto un’idea di quelli che dovevano essere i confini dell'antico agglomerato rustico. Nelle ristrutturazioni le parti in cotto e legno di alcuni vecchissimi fabbricati sono state risparmiate e a bell’apposta evidenziate per conservare al sito un tocco d'antico, ma anche, pensavo, per conservare la memoria di quanto poco confortevoli dovessero essere, a confronto, le condizioni di vita di quei poveri contadini. Poi, sulla strada del ritorno, mi sono sorpreso a pensare quanto la conoscenza diretta dei luoghi dei miei ascendenti nella loro patria canturina mi procurasse sconcertanti sensazioni.
Giunto in canonica ho ripreso la ricerca, che è stata fruttuosa: ho così messo a punto la composizione delle famiglie di Francesco (1739) e, parzialmente, di suo padre Carlo Giuseppe (1709?). Quanto al primo ho rinvenuto la nascita delle tre sorelle e del fratello di Agostino (1763), che di seguito trascrivo.

- battesimo di Rosa Maria (1760).

"
Mille e settecentosessanta. Alli dieci aprile. Rosa Maria Figlia di Francesco Antonio Marello e Teresa Maria Ronzona, legittimi consorti abitanti in Varena, è natta alle hore ventitre del giorno anteced(en)te ed è stata battezzata il sud(et)to giorno da me infr(ascrit)to in questa chiesa pa[r]ro(cchia)le de[i] S.S. Pietro e Paolo di Vighiz(zol)o. Il compadre fu Natale Novati figlio di Giacomo di Vighiz(zol)o.
P(re)te Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighiz(zol)o
".

- battesimo di Gianna Maria (1761).

"
Mille e settecentosessant'uno. Alli undeci ottobre. Gian(n)a Maria figlia di Francesco Marello e Teresa Ronzona, iugali in Varena, natta alle hore undeci, è stata battezzata il sud(det)to giorno dal sig(no)r d(on) Santo Cavagnola capel[l]a(n)o in absenza di me infr(rascit)to in questa chiesa paro(cchia)le de[i] SS. Pietro e Paolo di Vighiz(zol)o Il compadre fu Anto(ni)o Marello q(uonda)m Paolo [di] Vighiz(zol)o. P(re)te Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighiz(ol)o".

- battesimo di Maria Giuseppa (1765).

"
Mille e settecentosessantacinque. Alli quat[t]ro set[t]embre. Maria Giuseppa figlia di Francesco Marello e Teresa Ronzona, legit[t]imi cons(ort)i in Varena, nata alle hore cinque, è stata battez[z]ata il sud(dett)o giorno da me infr(ascrit)to in questa chiesa paro(cchia)le de[i] SS. Pietro e Pavolo. Il compadre fu Gian(ni) Marello figl(iol)o di Felice di Varena. P(re)te Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighiz(zol)o".

- battesimo di Francesco Antonio (1767).

"
Mille e sette cento sessanta sette, alli sei giugno. Francesco Antonio Marello figlio di Francesco Anto(ni)o Michele e Teresa Ronzona, legit[t]imi consorti in Varena, nato alle hore diec'otto, è stato battezzato il sud(et)to giorno da me infr(ascrit)to in questa chiesa paro(cchia)le de[i] SS. Pietro e Pavolo. Il compad(r)e fu Paolo Maria Marello figl(iol)o di Giuseppe Marello di Vighiz(zol)o.
P.te Carlo Giuseppe Longhi cur(at)o di Vighiz(ol)o
".


Dopo queste acquisizioni, la composizione della famiglia di Francesco (1739) così
risulta:

-
Michele FRANCESCO Antonio (1739 - ? ) sposato nel 1759 con Teresa Maria
Ronzoni ( ? - ? )
figli:
- Rosa Maria (1760 - ? )
- Gianna Maria (1761 - ? )
-
Agostino (1763 - 1835)
- Maria Giuseppa (1765 - ? )
- Francesco Antonio (1767 - ? )

Quanto a Carlo Giuseppe (1709?), padre di Michele Francesco Antonio, ne ho trovato il matrimonio e la morte, e la nascita di quattro altri suoi figli. Ecco il testo delle annotazioni del parroco.

- matrimonio di Giuseppe Carlo (1709 c.a).

"
Alli dieci sette febraro mille e settecentotrentasei.
Giuseppe Marello figlio di Paolo ha contratto matrim(oni)o con m(adonn)a Mad[d]alena Mascarona, figlia di Carlo Ant(oni)o, ambi di nostra cura, p(er) verba de presenti et alla presenza di me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o di Vighiz[z]olo, et testimonij presenti quali furono Stefano Arnaboldo et Ambrogio Marello, ambiduoi di Vighiz[z]olo, essendo prima eseguite le tre solite publicationi, la p(ri)ma de[lle] quali fu il dì 13 dom(eni)ca, la seconda il dì 17 festa di S(an)to Ant(oni)o Abate, la terza il dì 20 parimenti dom(eni)ca del prossimo mese di genaro scorso, né mi è stato opposto impedimento alcuno, osservato per altro in tutto et per tutto l'ordine del S. Concilio Tridentino
".

.


- morte di Carlo Giuseppe (1709 c.a).



"Milleottocentotre li dodeci Novembre. Giuseppe Marello ved(vo)o di Mad[d]alena Mascarona, munito de S(antissi)mi Sacramenti, cioè Penitenza, Eucarestia ed Estrema Unzione, e compartita allo stesso la bened(izion)e papale, morto in età d'anni novantaquattro e fattogli da me inf(rascrit)to il funerale coll'intervento d'altri due sacerdoti, e cinque al settimo, fu sepolto il di lui cad(aver)e al campo s(an)to di q(ues)ta cura. In fede, p(re)te Angelo Peregalli parroco di Vighizzolo".

- battesimo di Rosa Maria (1741).

"
Alli ventitre luglio mille e setteentoquarant'uno. Rosa Maria Marella figlia di Giuseppe e di Maria Mad[d]al(en)a Mascarona, iugali, nata il sud(det)to [giorno] il med(esim)o [giorno]è stata battezzata da me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(adr)e [fu] Felice Marello di Varena".

- battesimo di Giovanna Maria (1743).


"
Alli nove dicembre mille e settecentoquarantatre. Gio[v]anna M(ari)a Marella, figlia di Carlo Giuseppe e di Mad[d]alena Mascarona, iugali, nata il sud(dett)o [giorno] il med(esim)o [giorno]è stata battezzata da me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il compadre [fu] Gio(vanni) Longo di Varena".

- battesimo di Paolo Maria (1750).

"
Mille e settecentocinquanta. A dì ventisette ottobre. Pauolo Maria figl(iol)o di Carlo Giuseppe Marelli e Mad[d]alena Mascarona, legit[t]imi consorti abitanti in Varena, è natto alle hore ventidue incirca ed è stato battez[z]ato il med(esi)mo giorno da me infras(crit)to in questa chiesa par[r]oc[c]hiale de[i] SS. Pietro e Paolo di Vighiz[z]olo. Il compadre fu Domenico Longhi. La com[m]adre fu Mad[d]alena Mascarona, ambidue di Vighiz(zol)o. P(re)te Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighiz[z]olo".

- battesimo di Agostino Antonio (1753).

"
Mille e settecentocinquantatre. A dì ventiquat[t]ro giugno. Agostino Antonio figl(iol)o di Giuseppe Marelli e di Madalena Mascarona, iugali abitanti in Varena, è natto alle hore quatordeci ed è stato battezzato il sud(ett)to giorno dal rev(eren)do sig(no)r Galeaz[z]o Inzago in absenza di me infras(crit)to con mia licenza. Il compadre è stato Carlo Maria Marzorato figl(iol)o di Carl'Antonio di Vighiz[z]olo. P(re)te Carlo Giuseppe Longhi curato di Vighiz[z]olo”.

Dopo le su estese altre acquisizioni la composizione della famiglia di Giuseppe (1709?) così risulta:


-
Carlo GIUSEPPE (1709? - 1803) sposato nel 1736 con Maria Maddalena Mascheroni ( ? - ? )
figli:
-
Michele Francesco Antonio (1739 - ? )
- Rosa Maria (1741 - ? )
- Giovanna Maria (1743 - ? )
- Paolo Maria (1750 - ? )
- Agostino Antonio (1753 - ? )

In occasione del prossimo accesso dovrò cercare:

- quanto a Francesco (1739) la morte;
- quanto a sua moglie Teresa Maria Ronzoni la nascita e la morte;
- quanto a Carlo Giuseppe (1709?) la nascita;
- quanto a sua moglie Maria Maddalena Mascheroni la nascita e la morte.


2 novembre 1995
, giovedì

Il mercoledì o il giovedì sono i giorni che per abitudine dedico all'archivio di Vighizzolo. Oggi, dunque, vi ho continuato la ricerca, rinvenendo la nascita di Giuseppe Carlo (1709?), delle sue sorelle e dei suoi fratelli, e il matrimonio e la nascita di suo padre Paolo Antonio (1689). Di seguito trascrivo il testo delle relative annotazioni.

- battesimo di Agostina (1712).

"
Alli tre novembre mille e settecentododeci. Agostina Marella figlia di Paolo e di Anna Maria Marzorata, iugali, nata il sud(dett)o [giorno] il med(esi)mo giorno fu battezzata da me inf(rascrit)to. Il compadre fu Giuseppe Marzorato, et p(er) fede et *** p(rete) P. Giuseppe Borsano cur(at)o".

- battesimo di Giuseppe Carlo (all’apparenza indicato come “Caio” nel battesimo) nato nel 1716, non nel 1709 come avevo dedotto dal suo atto di morte. Morì dunque a 87 anni, non a 94.



"Alli ventidue aprile mille e settecento sedici. Giuseppe Carlo Marello figlio di Paolo e di Anna M(ari)a Marzorata, iugali, nato il sud(det)to [giorno] il med(esi)mo giorno è stato battezzato dal m(olt)o r(everen)do sig(nor) Gio(vanni) Angelo Giuseppe Assenzi con licenza di me cur(at)o sud(det)to sottoscritto. Il compadre [fu] Antonio Peliz[z]one di Cas[c]ina Amata.. Per fede, *** p(rete) P. Giuseppe Ant(oni)o Borsano curato".



- battesimo di Felicia Maria Maddalena (1719).

"
Alli ventuno marzo mille e sette cento dieci nove. Feliza M(ari)a Mad[d]alena Marella figlia di Paolo e di Anna M(ari)a Marzorata, iugali, nata il sud(det)to [giorno] il med(esi)mo [giorno] è stata battezzata da me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o.Il compadre fu Giuseppe Frigé della cassina Patuella sotto la cura di S. Paolo di Cantù".

- battesimo di Felice (1722).

"
Alli dieci maggio mille e settecentoventidue. Felice Marello figlio di Paolo e di Anna Maria Marzorata, iugali, nato il sud(det)to [giorno] il med(esumo) giorno è stato battezzato da me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o. Il compadre fu
Ant(oni)o Ronzone di Samianigha
".

- battesimo di Pietro Antonio Maria (1725).

"
Alli due settembre mille e settecentoventicinque. Pietro Ant(oni)o Maria Marello figlio di Paolo e di Anna M(ari)a Marzorata, iugali, nato il sud(det)to [giorno] il med(esim)o giorno è stato battezzato da me p(rete) Giuseppe Borsano cur(at)o. Il compadre [fu] Gio(vanni) Rizzi di Varena".

- matrimonio di Paolo Antonio (1689) con Anna Maria Marzorati.

"
A dì otto di febraro mille e set[t]ecento undeci. Paolo Marello, figlio di Antonio, ha contratto matrimonio con Anna Maria Marzorata, figlia di Michele, ambidue di questa cura di Vighiz[z]olo, per verba de presenti in questa chiesa par[r]oc[c]hiale di Vighiz[z]olo alla presenza di me can(oni)co di S. Paolo di Cantù Carlo Giuseppe Maria Feggio, vice curato di Vighiz[z]olo con licenza del m(ol)to re(veren)do sig(nor) Giacomo Valera curato. Furono i testimonij Carlo Marello e Giuseppe Mascarone ambidue di questa cura di Vighiz[z]olo; premesse le tre solite publicationi inter missarum solemnia in tre giorni di festa; la prima fu a dì 25 di genaro giorno di domenica; la seconda fu il primo di febraro giorno di domenica, la terza li 2 di d(ett)o febraro festa della Purificazione della V.S., alle quali non è stato opposto impedimento alcuno, ed in tutto s'è osservato il sacrosanto concilio tridentino".



- battesimo di Paolo Antonio (1689).

"
A dì ventisei del mese di genaro mille e sei cento ottanta nove. Paolo Ant(oni)o fig(lio)lo di Antonio Marelli et Gio(vann)a Maspera, iugali, nato a dì 25 sud(det)o, è stato bat[t]ez[z]ato da me p(rete) Giacomo Valera cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(ad)re fu m(esse)r Gioseffo Belani della cura di S. Paolo di Cantù".



Dopo queste acquisizioni la famiglia di Paolo Antonio (1689) si presenta come in appresso.


-
PAOLO Antonio (1689 - ? )
sposato nel 1711 con Anna Maria Marzorati ( ? - ? )
figli:
- Agostina (1712 - ? )
-
Carlo Giuseppe (1716 - ? )
- Felicia Maria Maddalena (1719 - ? )
- Felice (1722 - ? )
- Pietro Antonio Maria (1725 - ? )


Alcune osservazioni.
Durante le operazioni odierne mi sono sorpreso trafelato a cercare nuovi ascendenti invece dei dati mancanti di quelli già trovati. Ebbene, solo ora, mentre scrivo, ho piena coscienza della frenesia che mi era presa in archivio, cui non potevo sottrarmi, indottovi dalla improvvisa quanto irrazionale sensazione che stessi perdendo il bandolo. Che fosse una premonizione? Non lo sapevo, ma intanto la preliminare e più che affrettata ricerca del matrimonio di Antonio, padre di Paolo Antonio (1689), con Giovanna Maspero aveva dato esito negativo. M'era parso che esistesse, negli atti rinvenuti, qualcosa d'insolito, di anormale, tale da indurmi a pensare al mutamento della o delle parrocchie pertinenti, forse a causa del fatto che quasi tutti i padrini nei battesimi non provenivano da Varena. Insomma, paventavo inconsciamente la possibilità, senza tuttavia averne ancora le ragioni, che i nuovi fatti, anche quello del mancato ritrovamento del matrimonio di Antonio, tuttavia ancora da approfondire, potessero costituire il primo seppur flebile indizio che il "ciclo canturino" fosse iniziato a Varena solamente con Paolo Antonio, proveniente ancora non sapevo da dove.
Ma gli esiti odierni evidenziano anche una circostanza nuova e positiva, che ritengo importante per la definitiva ammissione di Agostino (1763) nel filo: l'imposizione del nome Agostina alla primogenita di Paolo Antonio (1689), che costituisce un ulteriore contributo alla tesi formulata il 9 ottobre scorso, con la quale ho inteso dimostrare il legame tra Agostino (1763) e Gaetano (1790?). Il quale, invece, non contravvenendo alla tradizione, imponendo ai propri figli i nomi di Agostino, Antonio e Maria, ha contribuito a superare l'ostacolo del mancato ritrovamento del suo battesimo.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".



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