La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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11_Una puntatina all'archivio di S. Teodoro di Cantù

Il testo > dal capitolo 11 al capitolo 20


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 11 –
Una puntatina all’archivio di S. Teodoro di Cantù
(dall’8 novembre 1995 al 29 novembre 1995)


8 novembre 1995
, mercoledì

Il sospetto era fondato. Antonio, marito di Giovanna Maspero e padre di Paolo Antonio (1689), non si sposò a Vighizzolo. Ergo la sposa non era di Vighizzolo. Ne ho avuto la certezza oggi, quando, continuando l'esame delle vecchie carte, del matrimonio non ho trovato traccia. Ho però puntualmente trovato la nascita dei fratelli e delle sorelle di Paolo Antonio e, come d'abitudine, riporto il testo delle annotazioni.

- battesimo di Elisabetta (1683).

"
A dì venti del mese di maggio mille e seicentoottantatre. Elisabetta fig(lio)la di Antonio Marelli et Gio(v)anna Maspera, iugali, natta il dì sud(detto) è stata bat[t]ezzata da me p(rete) Giacomo Valera cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(adr)e fu Fran(ces)co Terrani di Olgelascha sotto Mariano".

- battesimo di Pietro (1684).

"
A dì sette del mese di aprile mille e seicentoottantaqua[t]tro. Pietro fi(gliol)o di Antonio Marell et Gio(vann)a Maspera, iugali, natto il dì sud(dett)o, è statto bat[t]ezzato da me p(rete) Giacomo Valera cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(adr)e fu Carlo Marelli f(igli)o di Stef(an)o di Vighiz[z]olo, la com(madr)e Angela Marella".

- battesimo di Giovanni Battista (1686).

"
A dì dodeci del mese di novembre mille e seicentoottanta sei. Gio[vanni] Batt[ist]a, fig(lio)lo di Antonio Marelli et Gio(vann)a Maspera, iugali, natto il dì sud(dett)o, è statto bat[t]ezzato da me p(rete) Giacomo Valera cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(adr)e fu Carlo Masperi [della] Cura di S. Theodoro
di Cantù
".

- battesimo di Carlo Felice (1692).

"
Milleseicentonovantadue a dì dieci del mese di luglio. Carlo Felice fig(lio)lo di Ant(oni)o Marelli et Gio(vann)a Maspera, iugali, nato il dì sud(dett)o, è stato bat[t]ezzato da me p(rete) Giacomo Valera cur(at)o di Vighiz[z]olo. Il comp(adr)e fu Fran(ces)co Alteno del[l’] hosp(ita)le di Mariano, la com(madr)e Laura Marella".

- battesimo di Gaspare Antonio (1695).

"
A dì dodeci del mese di genaro milleseicentonovanta e cinque. Gasparo Antonio, figlio d'Antonio Marilli et Gio[v]anna Maspera, iugali, natto il dì sud(dett)o, è statto bat[t]ezzatto da me pre(te) Fran(ces)co Casati vice curato di Vighiz[z]olo.
Il compadre è statto il r(everen)do c[h]iericho Bartolomeo Teragni
".

- battesimo di Anna Maria (1696).

"
Mille e seicentonovantasei a dì venti del mese di ottobre. Anna Maria, figlia d'Antonio Marelli et Gio[v]anna Maspera, iugali, natta il dì antecedente, è statta battezzata da me prete Fran(ces)co Casati curato sud(dett)o. Il compadre è statto Pietro Antonio Mazzola di d(et)ta cura. La com(m)adre [è stata] Angela Marella".

Ho quindi tentato di rintracciare la nascita di Antonio, padre di costoro, ma le molte omonimie o quasi omonimie in cui mi sono imbattuto mi hanno creato qualche difficoltà. Ho tuttavia rinvenuto un battesimo che potrebbe essere quello giusto, ma devo verificare, non solo perché a fianco dell'annotazione esisterebbe una crocetta, una di quelle per chi, dopo la nascita, sarebbe morto di lì a breve, ma anche perché l'abitazione dei genitori era indicata alla Valle, non a Varena. In ogni caso potrò avere la conferma della validità del ritrovamento solo dopo aver individuato l'atto di matrimonio di Antonio con Giovanna Maspero, da rintracciare in una parrocchia diversa da quella di Vighizzolo. Ecco dunque il battesimo del nostro ipotetico Antonio.

"
Alli venti del mese di nove[m]b(re) mille e seicentosessantaduoi. Carlo Antonio, fig(liol)o di Fran(ces)co Marello, che sta alla Valle, et Catt(arin)a Tagliabuova, sua legit[t]ima consorte, è stato battezzato per me p(rete) Fran(ces)co Collio cu(ra)to della chiesa de[i] SS. Pietro et Paolo di Vighiz[z]olo. Fu il comp(adr)e Giuseppe Tagliabuò di cas[c]ina Amata, la comma(dr)e [fu] Ellisabetta Terranea appresso la chiesa di Vighiz[z]olo".

Dunque, come dicevo, devo trovare il matrimonio di Antonio con Giovanna Maspero, che non venne celebrato a Vighizzolo. Dagli atti dianzi trascritti non traspare alcun elemento che agevoli il compito, salvo uno, quello del compadre nel battesimo di Giovanni Battista (1686), che fu Carlo Maspero della parrocchia di S. Teodoro di Cantù. Costui, per via del cognome, poteva essere un congiunto di Giovanna Maspero e dunque il matrimonio potrebbe essere stato celebrato nel Borgo. Non avendo tracce diverse altrettanto convincenti, non ho altra scelta che mettermi in contatto col parroco di S. Teodoro a Cantù per chiedergli di poter frugare anche tra le sue vecchie carte, con la speranza di ottenere anche da lui tutta la benevolenza che ho ottenuto dagli altri parroci.
La descrizione delle operazioni odierne sarebbe esaurita se un battesimo non meritasse un piccola osservazione. Dunque. Potrei affermare che nel '600, almeno sino a questo punto della ricerca, il cognome apparirebbe indifferentemente imposto ai soggetti maschi nella versioni "Marelli" e "Marello", se nel battesimo di Gaspare Antonio (1695) - ed eccoci al punto - non comparisse inopinatamente anche un inedito quanto improbabile "Marilli". Da dove è stata derivata quest'altra versione del cognome? Era solo un vezzo della grafia del parroco?


13 novembre 1995
, lunedì

Ho telefonato a S. Teodoro di Cantù. Una voce gentile, alla cui titolare ho esposto le ragioni per le quali avrei voluto curiosare nei loro vecchi registri, mi ha riferito che il parroco, oltre che per le normali incombenze, era impegnatissimo per le benedizioni natalizie, sicché sarebbe stato molto difficile trovarlo in parrocchia. Mi ha suggerito di andare a Cantù il sabato pomeriggio così da poterlo pizzicare in chiesa tra le quattro e le sei, per esporgli di persona le mie richieste.
Non ho scelta. Mi recherò a Cantù sabato prossimo.


18 novembre 1995
, sabato

Pomeriggio, circa le quattro e trenta. Eccomi a Cantù per conferire col parroco di S. Teodoro. L'ho trovato, anzi mi ha trovato lui in chiesa dove lo attendevo dopo essermi annunciato in canonica, e gli ho riferito lo scopo della visita. Al che, dopo avermi fatto alcune domande per sondare se il mio fosse veramente un interesse solo personale, mi ha autorizzato ad eseguire la ricerca, ma in altra data, previo appuntamento da concordare con la sua segretaria. I tempi sono davvero cambiati, anche in parrocchia.
Ho approfittato dell'occasione e del poco tempo che mi rimaneva per ammirare la chiesa di S. Teodoro. Lo stile della facciata mi è sembrato non precisamente definibile, dacché con chiarezza apparivano i molti rimaneggiamenti subiti nei secoli. L'interno mi è parso invece in buon stile romanico, che sollecitava sensazioni dense di sapore antico. Quindi, appena prima che imbrunisse, mi sono recato alla chiesa parrocchiale di S. Paolo, che si trova poco distante da S. Teodoro. L'esterno, discretamente ma più volte rimaneggiato, mi è pure sembrato in stile romanico. Bello ed interessante mi è parso anche il posticcio ed alto campanile ricavato dalla antica torre del castello che fu dei Pietrasanta; non ho potuto invece gustarne l'interno, se non per sensazioni, che mi è sembrato, a quell'ora, solo lugubre a causa della totale assenza di illuminazione.
Il pomeriggio è così trascorso in un lampo.


20 novembre 1995
, lunedì

Con la segretaria del parroco ho concordato per venerdì prossimo il mio accesso presso l'archivio di S. Teodoro.


24 novembre 1995
, venerdì

La soddisfazione è stata piccola a misura che la ricerca è stata facile. In poco più di mezz'ora ho rintracciato nell'archivio di S. Teodoro a Cantù il matrimonio di Antonio, padre di Paolo Antonio (1689), e il battesimo di sua moglie Giovanna Maspero. Alle quindici mi sono annunciato in canonica e poco oltre le quindici e trenta già me ne andavo fornito delle fotocopie delle annotazioni che mi interessavano.
La gentile ed efficiente segretaria di don Ferruccio Cogna mi ha dunque consegnato una bella vacchetta, molto ben conservata, portante sul dorso l'indicazione che si trattava del volume primo, a far tempo dal 1635, degli atti di battesimo, matrimonio e morte, precisandomi che nel loro archivio non esistevano documenti anagrafici più antichi. Vediamo dunque il testo delle due annotazioni.

- matrimonio di Antonio, padre di Paolo Antonio (1689).



A dì quatordeci febraro millaseicentoottanta uno. Antonio Marelli, figlio del q(uonda)m Cristofaro della cura di Vighizolo, ha contratto matrimonio con Gio[v]anna Maspera, figlia di Gasparo di mia cura di S. Teodoro, per verba de presenti et ad interogatione di me p(rete) Girolamo Fecchio, curato di S. Teodoro, et alla presenza dei sig(or)i Gio(vanni) Paolo Montorfano et Teodoro Bogo testimonij, essendosi prima fatte le tre solite publicationi conforme [al]la dispositione del S. Concilio di Trento, cioué la prima il di duoi, la seconda il dì setti, la terza il dì nove febraro".

- Battesimo di Giovanna Masperi (1663).

"
Millesei centoses[s]antatre a dì tredici febraro. Giovanna Masperi, figlia di Gaspar et Lucretia consorti, nata il giorno avanti, è statta battez[z]ata da me p(rete) Geronimo Manuti curato. Il compadre è statto Pavolo Molteni et la co[m]adre Maria Masperi".

Contrariamente a quanto ho ipotizzato l'8 scorso, quando ho trovato il battesimo di un Carlo Antonio di Francesco, che ora so non essere stato parte dell'ascendenza, il padre del nostro Antonio, come appare dal testo dianzi trascritto, aveva nome Cristoforo e, dato fondamentale e nel contempo graditissimo, apparteneva alla parrocchia di Vighizzolo. Devo dunque tornare all'archivio di don Tommaso per riprendervi la ricerca, per individuare, tra le omonimie, intorno al 1660, la nascita di un Antonio che fosse figlio di un Cristoforo.
Ancora una breve considerazione. Al sesto genito di Antonio (1660 c.a) fu dato il nome di Gaspare Antonio (1695), così riprendendo in capo a uno dei figli, secondo l'usanza che conosciamo, il nome del nonno materno, che, per l'appunto, come si desume dai due atti poc'anzi trascritti, aveva nome Gaspare.


29 novembre 1995
, mercoledì

Nel pomeriggio, riprendendo la piacevole consuetudine, mi sono recato a Vighizzolo per proseguire la ricerca. Dopo aver acquisito il nome del padre dello sposo dall'atto di matrimonio che ho trovato a S. Teodoro di Cantù, non ho incontrato particolari difficoltà per rintracciare il battesimo di Antonio, che era anche Francesco. Ecco il testo dell'annotazione del parroco.

- battesimo di Antonio Francesco (1657).



"
A dì dodeci marzo milleseicentocinquanta sette.
Antonio Fran(ces)co, fig(liol)o di Cristoforo Marello et Angela, iugali, nato li otto sud(dett)o, è stato battezzato da me p(rete) Pietro Paolo Montorfano cur(at)o di Vighizzolo. Il compadre [fu] il sig(no)r Sforza Mattia Canevesio, la com(m)adre la sig(no)ra Lucrezia Casata
".



Mi rimane un dubbio circa la correttezza della data della nascita; lo scioglierò in occasione del prossimo accesso. Poi, dopo aver appurato che Antonio Francesco (1657) fu l'ultimo genito, rovistando nelle annotazioni degli anni precedenti ho individuato altri tre figli di Cristoforo, senza poter tuttavia appurare se ne ebbe quattro soli o più, dacché mancavano nel registro le annotazioni di battesimo, matrimonio e morte lungo un intervallo di tempo di molti anni. Forse era andato perso un intero tomo. Sul frontespizio del registro, che è il più antico esistente a Vighizzolo, costituito dalla raccolta di dati d'anagrafe e di stato civile in promiscuità con fatti di cronaca locale (il Giorgetti lo definisce “
primo liber chronicus"), qualcuno, forse uno dei parroci recenti, ha riportato, a matita, le seguenti precise annotazioni:

- libro dei battesimi comincia 1600 fino 1623
- poi 1557-1582 nati e morti mescolati
- poi nota dei Cresimati da S. Carlo [Borromeo] 7 ottobre 1570
- poi matrimoni 1566 fino 1575
- poi salta ai matrimoni 1578 al 1582
- poi battesimi e morti 1543-1557
- battesimi 1582-1599
- matrimoni 1583-1620

Dopo aver riordinato le suddette indicazioni, la situazione delle annotazioni sul "
primo liber chronicus" risulterebbe quindi la seguente:

-
Battesimi:
dal 1543 al 1557 (insieme ai morti)
dal 1557 al 1582 (insieme ai morti)
dal 1582 al 1599
dal 1600 al 1623

-
Matrimoni:
dal 1566 al 1575
dal 1578 al 1582
dal 1583 al 1620

-
Morti:
dal 1543 al 1557 (insieme ai battesimi)
dal 1557 al 1582 (insieme ai battesimi).

Sulla prima pagina del secondo volume, che di "chronicus" non ha già più nulla, la stessa mano ha vergato le seguenti annotazioni:

- battesimi dal 1648
- matrimoni dal 1648
- morti dal 1648

E' dunque evidente che i
periodi senza annotazioni sono i seguenti:

-
Battesimi: dal 1624 al 1647 compresi, quindi per 24 anni;

-
Matrimoni: dal 1576 al 1577 compresi, e dal 1621 al 1647 compresi, quindi per 27 anni;

-
Morti: dal 1583 al 1647 compresi, quindi per 65 anni.

Fatte le su estese necessarie precisazioni, posso trascrivere le annotazioni che ho rinvenuto, i cui battezzati concorrono a formare la famiglia di Cristoforo a cominciare dal più recente ed escludendo quello di Antonio Francesco (1657) che ho riportato poc'anzi.

- battesimo di Carlo Francesco (1654).

"
Alli venti e uno lu[g]lio milleseicentocinquantaquattro. Carlo Fran(ces)co, f(igliol)o di Cristoforo Marello et Angela sua consorte, nato a li dieci nove, è statto battezzato da me cur(at)o sud(det)o. Il compadre [fu] il sign(or) Carlo Casati Capitaneo, la com[m]adre [fu] m(adon)na Veronica Carcano Terranea”.

- battesimo di Francesca (1652), morta pochi giorni dopo la nascita.

"
Alli 26 mag(gi)o 1652. + Fran(ces)ca, f(igliol)a di Cristoforo Marello et Angela sua consorte, è statta battezzata da me p(rete) Pietro Paolo Montorfano curato di Vighiz[z]olo, nata il dì antecedente. Il compadre [fu] il sig(no)r Camillo Casato, la com[m]adre [fu] m(adon)na Santina Inzagho Montorfana".

- battesimo di Maddalena (1650).

"
Alli 28 lu[g]lio 1650. Mad[d]alena, f(igliol)a di Cristoforo Marello et Angela sua consorte, nata il dì antecedente, è statta battezzata da me p(rete) Pietro Paolo Montorfano curato di Vighiz[z]olo. Il Compadre [fu] Fran(ces)co Frigé d(etto) il Comasino, la com[m]adre [fu] m(adon)na Angela Inzagha moglie di m(esse)r Gio(vanni) Batt(ist)a Inzagho, tutti di Vighiz[z]olo".

Non ho rinvenuto altri figli di Cristoforo, del quale non ho trovato nemmeno il matrimonio, il quale, all'evidenza, venne celebrato prima del 1648. Ritengo tuttavia logico e possibile, senza però avere la possibilità di provarlo, che Cristoforo abbia avuto altri figli negli anni del periodo senza annotazioni.
Ho proceduto quindi alla ricerca del battesimo di Cristoforo e con immenso sollievo l'ho trovato sotto l'anno 1621, nelle ultime pagine del “
primo liber chronicus". Eccone il testo, il quale, però, non è riportato sotto forma di annotazione, ma di lettera che il parroco di Vighizzolo ricevette da quello di un'altra parrocchia, e che cucì sulla pagina corrispondente agli atti dei battezzati nello stesso giorno. Non posso proporre il testo del documento nella sua integrità, perché ancora non sono riuscito a decrittarlo completamente; occorre però che ne venga a capo, perché la puntuale comprensione delle parti che mi rimangono oscure potrebbe essere fondamentali per il proseguimento della ricerca.

- battesimo di Cristoforo (1621).



"M(ol)to Rev(erend)o Sig(no)r[e]
Piacesse a V(ostra) S(ignoria) annotare al libro de[i] battesimi di cotesta chiesa un fig(liol)o di Gaspare Marello et Magdalena sua consorte, nato il dì 4 et battez[z]ato il dì mede(si)mo, et gli è [stato] posto [il] nome [di] Christophoro. Il compadre [fu] Innocenzo de Masperi et la com[m]adre [fu] Angela de Longhi. [Il] quale è statto battez[z]ato da me p(rete) Gaspare ……(a) curato d’……(a) il dì 4 Genaro 1621. Suo
…….…….…… (a)
Marelli
(b)
…… …… ……
(a)
Il Curato di ……
(a)".

(a) illeggibile.
(b) nome annotato da un’altra mano.

Oltre alla mia incapacità di capire il nome del santo cui era dedicata la chiesa, quel parroco, del quale pure non sono riuscito a decifrare il cognome, sembra non essersi preoccupato di indicare nemmeno il luogo di nascita del battezzato. Vedrò il da farsi, ma già mi prefiguro qualche difficoltà.
Ma andiamo oltre. In mancanza degli utili riscontri che avrei dovuto trovare nell'inesistente annotazione di matrimonio, devo conseguire per altra via, per esempio quella dell'attribuzione dei nomi, la ragionevole convinzione che questo Cristoforo (1621), sposo di una Maddalena ancora senza cognome, sia il padre del nostro Antonio Francesco (1657). Cominciamo con Gaspare Antonio (1695), fratello di Paolo Antonio (1689), che non solo ebbe il nome del nonno materno, Gaspare per l'appunto, ma anche quello del bisnonno paterno, quel Gaspare, sposato a Maddalena, che ancora devo trovare; e finiamo con Maddalena (1650), la prima dei figli di Cristoforo di cui abbiamo conoscenza, che ebbe il nome della nonna, la Maddalena moglie di Gaspare di cui ho appena detto. Per il momento non ho altro, ma cercherò nuovi riscontri, posto che altri ve ne siano, al mio prossimo accesso a Vighizzolo.
Tenuto conto della tendenza, in quel tempo, a procreare copiosamente, soli quattro figli per Cristoforo (1621) mi sembrano pochi. Vero è che potrebbe essere possibile, ma ritengo la circostanza poco probabile. Vediamo. Maddalena nacque nel 1650, quando Cristoforo (1621), suo padre, aveva già ventinove anni. Ciò potrebbe significare che, se fosse stata la primogenita, il matrimonio con Angela poté avvenire nel 1649 o nel 1648. Ma a tutto il 1649 la ricerca nel secondo volume ha dato esito negativo. Penso, però, che Cristoforo dovette sposarsi prima del 1648, tra il 1647 e il 1644, dunque ad una più logica età per il matrimonio, compresa tra i 23 e i 26 anni. Se così fu, prima di Maddalena (1650), potrebbero essere nati almeno altri due figli, così elevandone il numero a sei. L'ipotesi mi piace, ma a Vighizzolo non è possibile verificarla. Rimane però una residua possibilità: presso l'ASDM non ho ancora messo il naso nei volumi delle visite pastorali, che costituirebbero una
summa quanto mai variegata dello stato anagrafico, economico e naturalmente spirituale non solo del clero ma anche dei parrocchiani. Ebbene, è possibile che in quegli antichi carteggi esistano forse informazioni idonee per superare le lacune degli registri parrocchiali.
Domani mi recherò all'ASDM per portare qualche nuovo impiccio a don Bruno.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".




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