La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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12_Il parroco paleografoma- ne

Il testo > dal capitolo 11 al capitolo 20


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 12 –
Il parroco paleografomane
(dall’1 dicembre 1995 all’11 dicembre 1995)


1 dicembre 1995
, venerdì

Stamani mi sono recato all'ASDM e il contatto coi suoi personaggi, che a seguito dei precedenti numerosi accessi mi sono divenuti familiari, ha rinnovato il piacere della frequentazione. Era presente don Bruno, un altro anziano sacerdote, il dott. Figini, l'impiegata e il sempre affaccendatissimo signor Bufalini. Appena don Bruno si è liberato dall'incombenza in cui era impegnato gli ho chiesto di interpretarmi la parte ostica della lettera datata 4 gennaio 1621, che avevo rintracciato il 29 appena trascorso, con la quale un parroco demandava a quello di Vighizzolo di annotare nel di lui libro il battesimo di Cristoforo (1621). Don Bruno, fatto proprio il caso, si è subito gettato nella mischia.
Per mettere a frutto il tempo dell'attesa, dopo essermi appellato alla sua esperienza circa la procedura da seguire, ho avuto dal signor Bufalini il volume V delle visite pastorali alla pieve di Cantù, dedicato quasi eclusivamente alla parrocchia di Vighizzolo. Ebbene, il primo incontro con quelle vecchie carte non è stato proprio amichevole, perché, oltre ai vari intoppi dovuti alle arcaiche grafie, non pochi documenti sono risultati rovinati dalle ingiurie del tempo e degli uomini. Tuttavia, dopo le prime ma solo apparenti difficoltà, ho potuto procedere speditamente e nel fascicolo 15 ho rinvenuto copia delle annotazioni dei battesimi dell'anno 1618: passandoli in attenta rassegna sono incappato nel battesimo di Giovanni Angelo, figlio di Gaspare Marelli e Maddalena, celebrato l'8 marzo 1618. Era evidente che l'originale dell'atto appena ritrovato sarebbe dovuto stare a Vighizzolo, ma siccome "non si sa mai" intanto l'ho trascritto e se poi l'avessi ritrovato a Vighizzolo tanto meglio. Ecco il testo dell'annotazione.

- battesimo di Giovanni Angelo (1618).

"
1618. A dì 9 marzo è stato [battezzato] da me, p(rete) Paolo Montorfano, curato di Vighizzolo, un figl(iol)o di Gaspar Marello et Mad[d]alena sua legittima moglie, nato a li 8 [del] d(ett)o, et gli fu posto [nome] Gio(vanni) Angelo. Il compadre [fu] Paolo Ma[z]zola, la com[m]adre [fu]Catterina Teragna d’Antonio".

Inutile dire che le omissioni non sono mie: nella copia mancavano proprio i termini "
battezzato" e"nome". Disquisizioni a parte, sino ad oggi, per quanto ora ne so, Gaspare, che tanto per argomentare lo presumerò nato nel 1585, ebbe almeno due figli: Cristoforo (1621), che già conosciamo, e questo Giovanni Angelo (1618).
Sempre nel volume V, ma nel fascicolo 24, ho trovato uno stato d'anime sotto la data del 20 novembre 1596. Ebbene, tra i residenti alla Cascina Varena "
de li s(ignor)i Fossani", in tutto quattro o cinque nuclei familiari per una quarantina di persone, nel 1596 non v'era traccia di alcun Marelli, bensì solamente di taluni Guzzi. Si stabilirono dunque i miei ascendenti a Varena solo nella prima metà del '600? E dove stavano prima?
Una curiosità, o forse non lo è affatto: sempre nel fascicolo 15 ho trovato anche la seguente annotazione di battesimo che trascrivo.

"
1622. A dì 4 marzo. Carlo figlio di Cristoforo et di Angela, marito et moglie Marelli, è stato battezzato da me p(rete) Paolo Montorfano, curato di Vighizzolo. Il compadre [fu[ Fran(ces)co Marello".

Chi erano questi Cristoforo e Angela che avevano gli stessi nomi del nostro Cristoforo (1621) e di sua moglie Angela? Occorre inoltre notare che il compadre fu ancora un Francesco Marelli. Chi era anche quest'altro Francesco? Se ne sarà il caso, in funzione dei prossimi esiti della ricerca, vedrò se tra tutti costoro sia necessario ricercare a Vighizzolo l'eventuale esistenza di un rapporto di parentela.
Non me ne ero accorto, ma intanto erano trascorse più di due ore. All'evidenza assai poco soddisfatto, don Bruno mi ha infine riferito l'incerto risultato della sua estemporanea indagine, comunicandomi dapprima di non essere lui pure riuscito a decifrare il cognome del parroco paleografomane, eppoi di ritenere, senz'averne tuttavia alcuna certezza, che il santo, cui era dedicata la parrocchia sotto la quale dovette nascere Cristoforo (1621), potesse essere S. Lorenzo o, forse, S. Lorenzino, ovvero S. Lorenzo Maggiore e S. Lorenzo Minore. Di Milano, naturalmente. Di Milano? gli ho chiesto incredulo. Sì, proprio di Milano, dacché, se di Lorenzo si fosse trattato, la parrocchia non avrebbe potuto essere che una delle due milanesi. Non lo avrei mai pensato. Ebbe dunque il nostro Cristoforo i propri natali a Milano? Così sembrava, ma con tutte le doverose riserve, ha precisato don Bruno, da sciogliere visitando prima l'archivio di S. Lorenzo Maggiore, e poi, in caso di esito negativo, quello di S. Alessandro. Già, perché l'archivio della piccolissima e allora più che periferica parrocchia di S. Lorenzino, che venne soppressa nel 1726 per scarsità di anime, sarebbe conservato presso S. Alessandro, che con altre parrocchie si spartì le spoglie della soppressa struttura. Insomma, una bella matassa da dipanare.
E così la mia mente, già ingombra di dubbi, ne accumulava altri, dai quali don Bruno non poteva essere sfiorato sprovvisto com'era delle mie conoscenze circa la dislocazione territoriale di alcuni cognomi, acquisite durante le recenti peregrinazioni parrocchiali. Maspero e Longhi, i cognomi del padrino e della madrina nel battesimo di Cristoforo, ben potevano essere in qualche misura diffusi anche nel circondario di Milano, ma erano soprattutto canturini, molto canturini, tal che, mi dicevo, non potevo trascurare la possibilità, forse migliore di quella indicata da don Bruno, che Cristoforo potesse lui pure essere nato sotto qualche parrocchia della pieve di Cantù. Quindi, mi dicevo ancora, prima di continuare la ricerca negli archivi milanesi bene avrei fatto ad approfondirla in quello di Vighizzolo, rivedendo con accuratezza il “
primo liber chronicus”soprattutto tra le pieghe della sconclusionata impaginazione dei tomi.
Mancava poco alla chiusura dell'Archivio quando me ne sono andato, più preoccupato, è vero, di quando ero arrivato, ma anche appagato dalla nuova esperienza, ancorché deludente, tra i volumi delle visite pastorali.

6 dicembre 1995, mercoledì

Devo ammettere che la ricerca a Vighizzolo era diventata quasi annoiante, dacché, a parte alcuni intoppi di scarso rilievo, le informazioni necessarie per ricostruire le famiglie andavano emergendo con monotona conseguenza, tanto che, di quel passo, curiosità e determinazione, che sono il terreno di coltura di questo tipo di ricerca, sarebbero a breve mutate in banale routine. Ebbene, la ricerca è incappata oggi in un imprevisto quanto succoso diversivo, quando la costruzione del filo è parsa interrompersi. Ma vediamo con ordine i risultati dell'odierna visita all'archivio parrocchiale di Vighizzolo.
Ho dapprima verificato il giorno della nascita di Antonio Francesco (1657): era proprio l'8 marzo. Ho poi riesaminato la lettera originale dello sconosciuto parroco paleografomane che chiedeva a quello di Vighizzolo di annotare sul di lui libro il battesimo di Cristoforo (1621). L'ho fatto con la segreta speranza che un'improbabile quanto fulminea intuizione mi aiutasse a capire le parti del testo che si ostinavano a rimanere opache a ogni tentativo di interpretazione. Nulla. Mi stavo accingendo, scoraggiato, a iniziare la ricerca degli ancora ignoti fratelli di Cristoforo quando l'occhio m'è caduto casualmente e, devo dire, fortunosamente sull'annotazione di pugno del parroco di Vighizzolo che riproponeva sul proprio registro il battesimo di Cristoforo, e con chiara grafia forniva così la soluzione del luogo dell'evento. Ebbene, dopo aver letto con emozione la preziosa nota, ho capito come commisi grave errore ritenendo risolutiva di ogni problematica l'azione del parroco di cucire sul proprio libro dei battesimi quella lettera, senza preoccuparmi di ricercarne anche la eventuale trasposizione autografa. Eccone dunque il testo.

- battesimo di Cristoforo (1621).



"
1621. A dì 4 Genar. Christofforo figl(iol)o di Gaspar Marello et di Mad[d]alena sua moglie, è stato battezzato dal r(everendo) m(esse)r prete Gaspar Varadeo curato di Intimiano. Il compadre [fu] Innocento de Masperi".

Intimiano. Ecco il luogo dove fu battezzato Cristoforo, la cui parrocchia era ed è dedicata a S. Leonardo Confessore. Con gli spunti forniti dall'annotazione chiarificatrice è stato poi meno difficile leggere correttamente anche la lettera del parroco di Intimiano nel testo che riporto nella sua quasi completezza.

"
M(ol)to Rev(erendo) Sig(no)re

Piacesse a V(ostra) S(ignoria) annotare al libro de[i] battesimi di cotesta chiesa un fig(liol)o di Gaspare Marello et Magdalena sua consorte, nato il dì 4 et battez[z]ato il dì mede(si)mo, et gli è [stato] posto nome Christophoro. Il compadre [fu] Innocenzo de Masperi et la com[m]adre [fu] Angela de Longhi; [il] quale è statto batte[z]zato da me p(rete) Gaspare Varadeo, curato d'Inthimiano, il dì 4 Genaro 1621. Suo

… … …
(a)
Marelli
(b)
… … …
(a)
Il Curato d'Inthimiano
"

(a) illeggibili.
(b) annotato da un’altra mano.

Tutto è bene ciò che finisce bene. Tuttavia la ricerca a Vighizzolo potrebbe non finire bene, ché dovrò forse presto interromperla per continuarla altrove, forse a Intimiano, o passando per Intimiano, o in qualche altro archivio parrocchiale ancora da individuare. E se non fosse più possibile riagguantare il filo? La risposta è ovvia: la ricerca si arresterebbe sino a nuove intuizioni ancora tutte da venire. Avendomi i fatti dato ragione, potrò intanto almeno consolarmi per aver intuito che Cristoforo, in forza della connotazione tutta canturina dei cognomi dei suoi padrini, aveva migliori probabilità d'essere nato sotto qualche parrocchia della pieve di Cantù invece che a Milano.
Ho poi rinvenuto le nascite dei fratelli di Cristoforo (1621), che fu l'ultimo dei figli di Gaspare. Eccone i testi.

- battesimo di Giovanni Angelo (1618). (Si tratta della versione originale, ma sostanzialmente conforme alla copia che ho rinvenuto il primo scorso presso lo ASDM.)

"
1618. A dì 9 marzo è stato battezzato da me p(rete) Paolo Montorfano, curato di Vighizzolo, un fig(gliol)o di Gaspar Marello et Mad[d]alena sua legittima moglie, nato a li 8 d(ett)o [mese] et gli fu posto [il] nome [di] Gio(vanni) Angelo; il compadre [fu] Paolo Maz[z]ola, la comadre [fu] Catterina Teragna di Antonio ".

- battesimo di Laura (1615).

"
Laura figl(iol)a di Gasparo Marello et di Maddalena di Mazzoli sua mogliera, nacque et fu battezzata li 10 novembre 1615 da me sud(det)to curato. Il compadre è stato Antonio di Romanò, d(ett)o il Birone, figl(iol)o del q(uondam) Andrea della cura di Vigh(izzol)o".

L'annotazione è seguita da una crocetta, che potrebbe tuttavia riferirsi all’annotazione successiva, che normalmente indicava la morte del battezzato alla nascita o poco dopo. Il nome del parroco, che nel testo non appare, era Girolamo Dragoni.

- battesimo di Clara (1614), la primogenita di Gaspare.

"
A dì 6 Genaro 1614 è stata battezzata da me sud(dett)o curato u(n)a figl(iol)a nasciuta di Gasparo Marello et di Maddalena di Mazzoli sua mogliera il sud(dett)o, et gli è stato posto [il] nome [di] Clara. Il compadre è stato m(es)s(er) Gio(vanni) Batt(ist)a Inzago, figl(iol)o di m(es)s(er) Galeazzo di Vigh(izzol)o".

Dopo di che, trovata la primogenita, non è stato difficile trovare il matrimonio di Gaspare. Eccone il testo.

- matrimonio di Gaspare.



"
Fatte le tre pubblicationi in tre giorni di festa, cioè a li 27 genaro, a li 2 et a li 3 febraro, né havendosi inteso imped(iment)o alcuno, tra Gasparo, figl(iol)o di Steffano Marelli, et [di] Maddalena, figl(iol)a del q(quondam) Cristoforo di Mazzoli, tutti di mia cura di Vigazzuolo, s'è celeb(rat)o il matrimonio fra essi per parole di pre(sen)te nel(l)a presenza di me sud(dett)o curato et a mia interogatione, pre(sen)te ".

Il testo terminava proprio così: “..
interogatione, pre(sen)te ", ma era seguito da un ampio spazio bianco. Pare ovvio che avrebbero dovuto esservi inclusi i nomi dei testimoni, ma il parroco Girolamo Dragoni li omise, forse perché al momento dell’annotazione non li conosceva, dimenticandosi poi o di chiederli o, dopo averli chiesti, di annotarli. Nel testo mancava anche la data del matrimonio, ma penso che possa essere verosimile una data tra il 4 e il 19 febbraio, poiché l'annotazione di matrimonio immediatamente successiva, che indica le tre stesse date per le pubblicazioni, porta (posticciamente) quella del 19 febbraio. Benedetti parroci! Dunque, non avendo veruna importanza, presumerò che anche il nostro matrimonio sia stato celebrato il 19 febbraio. In compenso, a fronte delle omissioni, esistevano i nomi completi dei genitori degli sposi.
Forte delle nuove conoscenze m'è sembrato ovvio tentare di rintracciare subito la nascita di Gaspare, figlio di Stefano, intorno all'anno 1590, ma... nulla. Non solo per Gaspare, ma anche per il cognome, il quale, retrocedendo tra i battesimi dal 1599 al 1582, dapprima diventava raro e poi spariva. Così, semplicemente, come niente fosse. O bella! mi sono sorpreso ad esclamare: significava forse che il cognome era comparso a Varena solo dopo il 1580? Forse, dacché solo sotto l'anno 1600 l'ho incontrato per la prima volta. Ero infatti incappato in un'insolita quanto curiosa annotazione di morte, che con problematica grafia recitava:

- ultime volontà di ……(a) di Marelli vedova de Guzzi del 12 maggio 1600.



1600. A dì 12 maggio è passata da q(ue)sta a miglior vita ……(a) di Marelli v(edov)a de Guzzi habit(ante) in Varena, avendo lasciato che si cellebrino officij 9 con messe 9 nel ter(min)e di 9 anni, et in caso che i suoi heredi sijon ……(a) negligenti ……(a), che il cur[ato] di Vighizzolo possi farli fare esso, et ……(a) il capo di ……(a) che è in ……(a) ne la chiesa di Vigh(izzol)o ……(a) il c(urat)o Gio(vanni) Ranér …(a)".

(a) non interpretabile.

Dunque, un o forse meglio una Marelli, vedova (ma quell'apparente "
v.a" significava davvero "vedova"?) di un “di Guzzi”. Ma Guzzi non era il cognome del capo di quella grande famiglia che abitava a Varena il giorno 20 novembre 1596 quando il parroco di Vighizzolo stese lo stato d'anime che ho reperito il primo dicembre scorso all'ASDM? Non era indicato, quel Guzzi, con un'età di 73 anni e non era forse sposato ad una trentaseienne di nome Marta? Mi sembrava di ricordare proprio così, e quindi la defunta nell'atto poc'anzi trascritto poteva essere la Marta del censimento, che ora apparirebbe poter anche essere una "di Marelli" vedova del Guzzi, il quale nel censimento era indicato a Varena come Pietro, il quale, all'evidenza, doveva lui pure essere passato da questa a miglior vita tra il 1596 e il 1600.
Oddìo che confusione! Essendomi provvisto il primo dicembre scorso di pochi appunti e di nessuna fotocopia, dovrò recarmi nuovamente all'ASDM per rivedere con molta più attenzione lo stato d'anime del 1596, nel quale il cognome Marelli compariva è vero in tre o quattro luoghi ma non a Varena.
Ma le odierne considerazioni non sono ancora terminate. Se Gaspare, figlio di Stefano, sposato a Maddalena, figlia di Cristoforo Mazzola (ecco il Cristoforo dal quale prese il nome il nostro Cristoforo nato nel 1621) non nacque a Varena di Vighizzolo, dove nacque? In questo momento non trovo altra risposta che questa: a Intimiano, dacché Cristoforo (1621), suo ultimo figlio, nacque a Intimiano. Se Maddalena era di Vighizzolo, come devo forzatamente pensare per il fatto che il matrimonio venne celebrato in quella chiesa parrocchiale, chi poteva stare a Intimiano se non i nonni paterni di Cristoforo, visto che Gaspare a Vighizzolo non nacque, andando invece ad abitarvi solo successivamente perché ivi nacquero i suoi figli, salvo Cristoforo che nacque a Intimiano? E' chiaro, no? Beh, forse non troppo. In ogni caso a Intimiano nel 1621 doveva abitare qualcuno della famiglia, perché, contrariamente, presso chi poté andare a partorire Maddalena? Si potrebbe opinare che a Intimiano stavano i Mazzola invece che i Marelli. Certo, ma ancorché possibile mi sembra poco probabile. Beh, insomma, per farla breve, perché diversamente non saprei dove altro andare a sbattere la testa.
Sono così giunto alla fine di un pomeriggio che ha risvegliato l'interesse per la ricerca, forse anche troppo violentemente, alla cui conclusione dovrebbero mancare non più di due o tre generazioni. Spero ardentemente di non dovermi fermare proprio ora.

11 dicembre 1995, lunedì

Intimiano è stato comune autonomo sino al 1928; poi è diventato tutt'uno con Capiago, talché oggi il comune si chiama Capiago Intimiano. E' situato a nord di Cantù, dal quale dista circa quattro chilometri, e a sud-est di Como, dal quale dista circa sette chilometri. Esistono due parrocchie, delle quali una è quella di Capiago, che è dedicata ai SS. Vincenzo e Anastasio ed è parte della diocesi di Como, e l'altra è quella di Intimiano, che è dedicata a S. Leonardo Confessore ed è parte della diocesi di Milano.
Nel pomeriggio ho conferito col parroco di Intimiano e gli ho chiesto di poter consultare i suoi antichi registri, spiegandogli le ragioni. Da quanto ho potuto arguire, la parrocchia, forse troppo piccola, non dispone di una struttura organizzata al pari di quelle che ho visitato, così che il parroco si trova solo, o quasi, ad espletare tutte le mansioni, spirituali e amministrative. Mi ha dunque detto che avrebbe avuto tempo per darmi retta solamente dopo il 15 di gennaio. Siamo rimasti intesi che mi sarei rifatto vivo dopo quella data.
Invero non ho alcuna urgenza di vedere quelle vecchie carte, ma, come si sa, la curiosità determina impazienza. Dovrò dunque fare di necessità virtù, utilizzando l'imprevisto intervallo per acquisire a Vighizzolo dati non essenziali ma utili per la completezza della ricerca, come, per esempio, le annotazioni delle esequie che ancora mi mancano. Potrei anche recarmi all'ASDM per approfondire l'esame degli atti delle visite pastorali alla pieve di Cantù, perché ritengo di potervi trovare dati interessanti sia per Vighizzolo che, forse, per Intimiano. Insomma, le cose che potrei fare prima di recarmi a Intimiano sono così numerose che, forse, non avrò il tempo per farle tutte.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".



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