La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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13_Gli "Stati d'anime"

Il testo > dal capitolo 11 al capitolo 20


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 13 –
Gli “stati d’anime”
(dal 13 dicembre 1995 al 22 dicembre 1995)


13 dicembre 1995
, mercoledì

Come avrebbe detto un curato del '600, don Tommaso Montrasio, il parroco di Vighizzolo, è passato da questa a miglior vita giovedì scorso, 7 dicembre. Ne ho avuto notizia oggi in canonica al mio consueto accesso. Intanto la funzione di reggente è stata assunta da don Michele, il quale, come sostiene la gentile signora Laura che sempre trovo in canonica, non sarebbe tuttavia intenzionato ad assumere stabilmente la cura della parrocchia.
Come immaginavo, la ricerca odierna non è stata fruttuosa, perché gli ascendenti che ancora non ho trovato non furono di Vighizzolo, ma di qualche altra parrocchia ancora da individuare, forse di Intimiano, L'intenzione era quella di cercare gli atti di morte degli ultimi soggetti individuati: mi sono invece attardato a verificare che durante le precedenti ispezioni nulla mi fosse sfuggito, così come è accaduto per il battesimo di Cristoforo (1621) del quale quasi mi sfuggiva l'annotazione autografa del parroco. Ho quindi esaminato i matrimoni dal 1583 al 1600 alla ricerca di quello di Stefano, padre di Gaspare (1590?). Nulla. Ancora però non sono convinto e al prossimo accesso esaminerò gli atti dal 1578 al 1582, perché... non si sa mai. Appunto. Ho poi cercato nuovamente la nascita di Gaspare e quella di Maddalena Mazzola, sua moglie, dal 1582 al 1597. Nulla. Avrei poi voluto cercare la morte di Gaspare dopo il 1621, anno di nascita di Cristoforo, ultimo suo figlio, ma la mancanza di annotazioni dal 1583 al 1647 me lo ha impedito. Al prossimo accesso esaminerò gli atti di morte dal 1648 al 1657 perché questo decennio l'ho trascurato. Ho cercato, infine, la morte di Cristoforo (1621) dal 1657 al 1672. Nulla. Invariabilmente nulla. Al prossimo accesso dovrò però rovistare almeno sino all’inizio del ‘700.
Ecco, quanto ho descritto è tutto quanto ho fatto nel pomeriggio. Durante l'ispezione, però, la mia attenzione è stata più volte carpita da annotazioni che, pur non apparendo strettamente connesse con la ricerca, hanno solleticato la mia curiosità. Con la speranza di non annoiare, trascrivo e commento brevemente quelle che mi sono sembrate le più interessanti.

- matrimonio tra Orsola Marelli e Giovanni Guzzi.

"
Fatte le tre denunciazioni in tre giorni di festa, cioè [i] dì 16, 23 e 25 aprile, né avendosi inteso alcun impedimento, tra Giovanni figliolo di Francesco di Guzzi e Orsola figliuola di Antonio Marelli della cura di Vighizzolo, è stato celebrato il matrimonio fra essi per parole di presente nella presenza di me prete rettore e a mia interrogazione, presenti messer Bartolomeo di Ronzoni, abitante a Savianica, e Alvigi e Ambrogio di Rizzi, li 18 Maggio 1589".

In questo atto va notata la presenza nel 1589 di una Marelli di Vighizzolo, meglio, di Giovanico, come vedremo oltre, ma soprattutto di un Guzzi che per certo era di Varena, come si capirà dagli atti che trascriverò tra poco. E' solo il caso di dire che anche Giovanico era una delle cascine orientali di Cantù, vicina a Vighizzolo e alla cascina Varena. Oggi al posto della cascina Giovanico esiste la
Località Giovanico, proprio come al posto della cascina Varena esiste oggi la località Varenna.

- battesimo di Cristoforo Marelli (1592).

"
1592. A dì 2 genaro è nato uno figliolo di Giovanni Marello et di Clara di Masotti, marito e moglie abitanti a Giovanico, il quale è stato battezzato da me prete Girolamo Dragoni curato, al quale è stato posto nome Cristoforo. Il compadre è stato *** Bogo abitante alla Costa. La commadre fu Angelina Boga".

Si noti questo Giovanni Marelli, di Giovanico però, non di Varena, padre di un Cristoforo. Sarebbe interessante sapere se esisteva coi nostri Marelli un legame di parentela. Una mano incognita, che sui registri ha evidenziato moltissimi battesimi di nati Marelli e Marzorati, a fianco di questo atto ha scritto "Marelli Cristoforo". Il prete Girolamo Dragoni, a sua volta, a fianco dell'atto ha scritto "morto": anche questo neonato, dunque, morì appena nato o poco dopo la nascita, come spesso accadeva.

- nascita di Paolina Guzzi (1592).

"
1592. A dì 4 suddetto è nata una figliola di Paolo di Guzzi e Marta di Mazzoli, marito e moglie abitanti a Varena, la quale è stata battezzata da me suddetto curato il 5 suddetto, alla quale è stato posto nome Paolina. Il compadre è stato Andrea di *** abitante in Birone. La commadre fu Ambrogina di Mazzoli".

L'esatta data è 4 gennaio 1592 e il parroco è il solito Girolamo Dragoni. Ecco un altro Guzzi "di Varena". Si noti come in questo periodo i Marelli, i Borghi, i Mazzola e i Guzzi si propongano con insistenza. La cascina Birone è un'altra delle numerose esistenti nel contado orientale di Cantù. I battesimi appena riportati, e quello che segue, sono tutti e tre l'uno consecutivo all'altro anche sul registro parrocchiale. Si noti anche come la moglie di Gaspare (1590?) avesse cognome Mazzola.

- nascita di Maria Borghi (1592).

"
1592.A dì 18 suddetto è nata una figliola di Martino Bogo e Franceschina di [ ], marito e moglie, la quale è stata battezzata il 19 suddetto e alla quale è stato posto il nome di Maria. Il compadre è stato Giovanni Marelli abitante a Giovanico. La commadre è stata Angelina Boga della Costa".

Vero quello che ho detto poc'anzi, no? Lo spazio bianco, indicato con parentesi quadre, è così anche sull'originale.

- matrimonio tra Simone Guzzi e Clara Marelli.

"
Fatte le tre publicationi in tre giorni di festa, cioè i giorni 10, 15 e 22 agosto, né avendosi inteso impedimento alcuno, tra Simone di Guzzi, figliolo di Stefano abitante in Varena, e Clara di Marelli, figliola del quondam Togno di Giovanico, tutti due di mia cura, s'è celebrato il matrimonio fra essi per parole di presente nella presenza di me suddetto curato e a mia interrogazione, presente il *** Marco Casati, *** Giovanni Pietro Casati e Pierino Guzzi, tutti di mia cura, il 4 settembre 1593".

Sempre vero quello che ho detto prima, no?

- matrimonio tra Giovanni Battista Marelli e Camilla Tagliabue.

"
Fatte le tre publicationi in tre giorni di festa, cioè i giorni 24, 27 e 29 di Giugno, né avendosi inteso impedimento alcuno, tra Giovanni Battista di Marelli, figliolo del quondam Antonio abitante a Giovanico,e Camilla Tagliabovi, figliola del quondam Bartolomeo abitante in Vighizzolo, s'è celebrato il matrimonio fra essi per parole di presente, nella presenza di me suddetto curato e a mia interrogazione, presente *** Giovanni Pietro Carcano e Mariano de Boghi, tutti due di mia cura, il 13 luglio 1599".

Ecco ancora Marelli e Borghi. Peraltro nel canturino, per citarne soli due, anche Tagliabue e soprattutto Carcano erano cognomi assai diffusi.
Basta così. Non vorrei annoiare oltre il lecito. Ma forse l'ho già fatto.


21 dicembre 1995
, giovedì

Rieccomi a Vighizzolo. Mi domando se qui non si siano ancora stancati di vedermi tutte le settimane, il mercoledì o il giovedì pomeriggio, puntuale come il dì e la notte. In ogni caso credo di non averne ancora per molto, perché le tracce sembrano perse con Gaspare, padre di Cristoforo (1621). Ma in questi mesi che ho dedicato alla ricerca, che è diventata vieppiù affascinante a misura che procedeva, ho imparato che le occasioni per riagguantare il bandolo possono sempre stare dietro l'angolo. Intanto, in attesa, anche per ridare tono alla determinazione, conviene elucubrare, costruire ipotesi, enunciare tesi. Ma è meglio che non mi metta a elucubrare proprio ora che ho qualcosa da riferire.
Devo dire che le operazioni odierne più che laboriose sono state noiose, perché ho utilizzato quasi tutto il tempo che avevo a disposizione per trovare, attraverso alcune decine d'anni di annotazioni, la morte degli ultimi ascendenti, la cui ricerca avevo trascurato preferendo cercare prima i matrimonio e i battesimi. Ma vediamo in dettaglio. Per non lasciare nulla di intentato, ho dapprima cercato il matrimonio di Gaspare, padre di Cristoforo (1621), anche tra il 1578 e il 1582. Nulla. Tuttavia non sono ancora persuaso che il matrimonio non stia nel “
primo liber chronicus", per cui, in occasione di un prossimo accesso, passerò in rassegna tutti i matrimoni a far tempo dal 1566, anno dal quale iniziano le annotazioni. E se proprio non lo troverò, solo allora avrò la ragionevole certezza che Maddalena Mazzola, sua moglie, della quale pure ho trovato la nascita, abitasse sotto un'altra parrocchia, la quale, se non risulterà essere quella di Intimiano, forse non troverò mai più. Altrettanto farò per i battesimi, le cui annotazioni iniziano nel 1543. Spero, in ogni caso, di trovare qualche altro elemento utile per completare la ricerca, perché se è vero, come sembrerebbe allo stato attuale delle operazioni, che i miei antenati misero le proprie radici alla cascina Varena sul cadere della seconda metà del XVI secolo, dovrei trovare ancora qualche dato interessante. Dunque, in ordine ho rinvenuto quanto segue.
Dapprima, negli atti dal 1648 al 1658, la morte di Francesca (1652), figlia di Cristoforo (1621), avvenuta il 13 giugno 1655.

- morte di Francesca (1652).

"
A dì quatordeci giugno milleseicentocinquantacinque. Francesca fig(liol)a di Cristoforo Marello fu data alla sepoltura all'intervento [di me curato] di Vighizzolo et del cap[p]ell(an)o, essendo circa d'anni tre e giorni diecinove".

Poi la morte di Cristoforo (1621) avvenuta il 17 settembre 1679, fatta avvertenza che il testo è carente sui lati.


- morte di Cristoforo (1621).



"A dì dieci sette par(imen)te del sud(dett)o mese di settembre milleseicentosettantanove. Christophoro Marelli di anni 60 in circha, havendo pr(im)a riceputo li S(anti) Sacramenti, fu datto alla sepol(t)ura da me su(dett)o cur(at)o con l'as[s]istenza de [ ] ”.

Infine la morte di Antonio Francesco (1657) avvenuta il 30 aprile 1723.

- morte di Antonio Francesco (1657).



"Alli p(rim)o maggio mille e settecento venti tre. Antonio Marello d'età d'anni 67 in circa, munito de(i) S(antissi)mi Sacramenti (Penitenza, Eucarestia, Estrema Ontione), e rac[c]omandata l'anima a Dio, morto l'antece(den)te [giorno] al[la] sep(oltur)a, il sud(dett)o giorno, con l'intervento d'altri cinque sacerdoti, fu sepolto in questa [chiesa] pa(rrocchia)le di Vighiz[z]olo, et il dì 4 del sud(det)to [mese] con l'as[s]istenza d'altri dodeci sacerdoti gli fu fatto il suo set[t]imo".

Mi sfugge il senso di
"...gli fu fatto il suo settimo". Ho trovato questa espressione, o simili, altre volte nelle annotazioni delle esequie del '700, ma non sono mai riuscito a comprenderne il significato. Forse prima o poi lo scoprirò.
Bene. A questo punto posso proporre la composizione delle famiglie degli ultimi tre ascendenti, fatta avvertenza che le date mancanti o non sono rilevanti per la validità della ricerca o non le ho ancora trovate, se mai le troverò.


Famiglia di Antonio Francesco (1657).

-
ANTONIO Francesco (1657 - 1723) sposato nel 1681 con Giovanna Masperi
(1663 - ? )
figli:
- Elisabetta (1683 - ? )
- Pietro (1684 - ? )
- Giovanni Battista (1686 - ? )
-
Paolo Antonio (1689 - ? )
- Carlo Felice (1692 - ? )
- Gaspare Antonio (1695 - ? )
- Anna Maria (1696 - ? )


Famiglia di Cristoforo (1621).

- CRISTOFORO (
1621 - 1679) sposato nel ? con Angela ? ( ? - ? )
figli noti:
- Maddalena (1650 - ? )
- Francesca (1652 - 1655)
- Carlo Francesco (1654 - ? )
-
Antonio Francesco (1657 - 1723)


Famiglia di Gaspare ( ? - ? )

-
GASPARE ( ? - ? ) sposato nel ? con Maddalena Mazzola ( ? - ? )
figli:
- Clara (1614 - ? )
- Laura (1615 - ? )
- Giovanni Angelo (1618 - ? )
-
Cristoforo (1621 - 1679)

Devo dire che se a parte non avessi man mano approntato le schede di ciascuna famiglia alla necessità mi sarei dovuto confrontare con l'insufficienza dei soli dati del nome e dell'anno di nascita dei soggetti in gioco, la cui collocazione avrei dovuto determinare di volta in volta con insopportabile ripetitività. Quindi, per non infliggere a nessuno le mie stesse angustie, nelle ultime pagine collocherò tre piccoli ‘data base’, che chiamerò “filo”, “famiglie” e “albero”, costruiti in guisa che, consultandoli alla bisogna, il lettore possa individuare con immediatezza la corretta collocazione dei soggetti nel loro tempo e nelle loro famiglie. Chiaro? Certamente sì, perché chi con infinita pazienza sia giunto a leggere fin qui avrà già sperimentato e capito tutto.


22 dicembre 1995
, venerdì

L'impazienza di sapere tutto e subito mi tormenta. Stamani, senza attendere che trascorresse la pausa natalizia, mi sono recato all'ASDM determinato ad esaminare gli atti delle visite pastorali alla parrocchia di Vighizzolo. Invece, al solito, mi sono lasciato distrarre, perché, consultando gli indici, l'attenzione mi è caduta su alcune voci che indicavano l'esistenza, nel volume VI, di stati d'anime relativi a Intimiano. Subito ho pensato di potervi rintracciare utili indicazioni da mettere in relazione al matrimonio di Cristoforo (1621), il quale, in esito a talune mie recenti elucubrazioni, avrebbe anche potuto essersi sposato in quella chiesa parrocchiale. Dunque, senza pensarci due volte, mi sono fatto consegnare il volume VI, l'esame dei cui censimenti, contenuti in alcuni fascicoli dal n. 1 al n. 15, ha presto reso palese il fatto che l'unico stato d'anime in qualche modo leggibile, genericamente riferito al XVI secolo, era quello individuato col n. 12: gli altri erano illeggibili, perché la scrittura, all'evidenza, era stata completamente scolorita dall'acqua. Dopo attento esame, l'esito, ancorché limitato a quel solo censimento, tuttavia riferibile ad un periodo sufficientemente prossimo alla nascita di Cristoforo (1621), è parso inequivocabile: il documento indicava che a fine '500 a Intimiano non esisteva alcun Marelli, né, tanto meno, alcun Mazzola. Ecco fatto: l'accesso all'archivio parrocchiale di Intimiano per trovarvi il matrimonio di Cristoforo sarebbe stato inutile.
Illuso e subito disilluso, mi sono poi fatto consegnare il volume V, quello delle Visite alla pieve di Cantù-Galliano. Dapprima ho riesaminato i fascicoli contenenti i censimenti che avevo già visto, senza tuttavia trovarvi nulla che fosse più interessante di quanto non avessi già rintracciato il 29 novembre scorso. Poi ho ripreso in considerazione il fascicolo 24 contenente il censimento del 20 novembre 1596 e mi sono riletto l'elenco dei residenti alla cascina Varena, il cui capo era quel Pietro de Guzzi, settantatreenne, sposato, ovviamente in seconde nozze, a una Marta, trentaseienne, che nelle pagine del 6 scorso ho ipotizzato poter essere una Marelli, forse vedova “de Guzzi”, defunta il 12 maggio 1600. I residenti a Varena, al momento del censimento, erano quarantuno a costituire quattro o cinque nuclei familiari; nessuno, però, che portasse il cognome Marelli. In quel momento ciò che avrei voluto fare sarebbe stata la ricostruzione dei relativi nuclei familiari, ma il lavoro mi avrebbe preso troppo tempo, obbligandomi a trascurare l'esame di un altro documento che m'era intanto ed inopinatamente capitato sotto il naso. Inopinatamente perché nel volume V dopo il fascicolo 25 seguiva il fascicolo 26. Bella scoperta! Bella scoperta sì, dacché il fascicolo 26, che stava nel volume V sano, salvo e anche leggibile, negli indici non era indicato: il suo ritrovamento era stato possibile solo perché nel volume era in coda a quello numerato 25. Oddio, credo di non essere riuscito a spiegare con un mucchio di parole un concetto semplice. Intendevo solo dire che se non avessi sbirciato nel fascicolo 25 avrei corso il rischio di trascurare quello numerato 26, il quale negli indici non risultava, così perdendo uno stato d'anime, senza data ma collocabile nella seconda metà del '500, nel quale comparivano, alla cascina Varena, alcuni Marelli, per esempio un Giacomo, non presenti nel censimento del 1596.
Ma basta chiacchiere. Ecco dunque la trascrizione integrale dello stato d'anime senza data contenuto nel fascicolo 26.

Archivio Storico Diocesano di Milano
.
Status animarum
del XVI secolo come risulta in: “Viste pastorali, Pieve di Cantù-Galliano, vol. V, fasc. 26 ”.





In Varena Cas[c]ina (1582?)

Ne le case de li s(igno)ri Fossani habita Jacomo Marello
x co capo de casa de anni 70 ma[s]saro
x co Pavolina sua mulier de anni 67
x co Stefano suo fiolo de anni 34
x co Don[n]et[t]a sua mulier de anni 27
Simone suo fiolo de anni 3
x co Pavolo fiolo del dito Jacomo de anni 27
x co Marta sua fiola de anni 22
Pietro fr(atel)lo del dito Jacomo de anni 73
Magdelena sua mulier de anni 60
co ch B(ar)tolomeo suo fiolo de anni 21
co ch Caterina sua mulier de anni 20
co Jo(anne) Ant(oni)o de anni 19 fiolo del dito Pietro
x Elisiabet fiola del dito Pietro de anni 12
x Andrea fiolo como di sopra de anni 10
co Franc(esc)o fr(ate)llo del dito Giacomo de anni 63
co Santina sua mulier de anni 53
co Joanne suo fiolo de anni 20
co ch Tognigna sua mulier de anni 20
co Jo(anne) Anto(ni)o fiolo del dito Franc(esc)o de anni 18
ch Joanne da Meda suo s(ervito)re de anni 15
ch Jo(anne) Maria suo s(er)vo de anni 12
Orsola abiadega del dito Jacomo de anni 4
”.

Bene. Ventidue soggetti abitanti alla cascina Varena al momento del censimento. Ma in quel modo di elencare la composizione delle famiglie è faticosa da individuare e tenere a mente. Conviene quindi ricostruire i nuclei uno per uno per poterne leggere con immediatezza la composizione e poter fare poi tutte le considerazioni del caso sulla base di schede di istantanea percezione. Il su- esteso censimento, rielaborato a dovere, potrebbe allora assumere la forma che espongo di seguito.

Prima, però, non posso esimermi dall'esporre il teorema che si è via via formato nella mia mente. Abbiamo visto come un Gaspare, di cui ancora non conosciamo la data di nascita, fosse padre di Cristoforo (1621) e come lo stesso Gaspare fosse figlio di uno Stefano. Nello stato d'anime appena trascritto quali figli di Giacomo, capo casa e massaro a Varena, appaiono i nomi di due soggetti che hanno nome Stefano e Marta. Ebbene, non posso fare a meno di pensare che lo Stefano dello stato d'anime di poc'anzi sia il padre di Gaspare e dunque il nonno di Cristoforo (1621), e che la Marta, moglie trentaseienne del settantatreenne Pietro Guzzi, non sia altro che la sorella di Stefano. Tutti immancabilmente di Varena, salvo Cristoforo (1621) che nacque ad Intimiano, ma che fu comunque di Varena o, se preferiamo, di Vighizzolo. Sulla base di questo teorema, che proprio mi piace, posso allora ipotizzare l'anno in cui venne compilato lo stato d'anime partendo da una data certa, quella della morte di quella Marta, forse vedova Guzzi, passata da questa a miglior vita nell'anno 1600. Dunque, se nel 1596 Marta aveva 36 anni, ne aveva 40 nel 1600 quando morì. Nacque pertanto nel 1560. Nello stato d'anime dianzi trascritto Marta aveva 22 anni e, pertanto, il censimento si riferirebbe all'anno 1582. Giacomo, settantenne, sarebbe nato nel 1512 e Stefano, trentaquattrenne, nel 1548. Stefano (1548?) al momento del censimento aveva il figlio primogenito Simone di 3 anni, che sarebbe quindi nato nel 1579. Allora Stefano si sarebbe sposato quando aveva non più di 29 anni, nel 1567 circa. Manca Gaspare che, se la storia vera si mostrasse aderente a quella che sto ipotizzando, sarebbe nato dopo il 1582, ché, contrariamente, sarebbe dovuto stare nel censimento; poniamo, giusto per argomentare, nel 1585. Gaspare (1585?) ebbe la prima figlia, Clara, nel 1614 quando avrebbe avuto 29 anni. Si sarebbe quindi sposato nel 1612 o nel 1613. Mi sembra tutto molto ragionevole, perché le date ipotizzate per le nascite e per i matrimoni all'apparenza si inseriscono logicamente e senza particolari forzature nella progressione temporale della stirpe. Invero potrebbero sembrare un poco troppo alte le età dei matrimoni, ma le cose nel XVI secolo forse andavano anche in questo modo. Insomma, le tessere si inseriscono abbastanza agevolmente per non ritenere che il mosaico ipotizzato possa essere non solo possibile ma anche un poco probabile. Così almeno a me piace pensare e spero che le prossime viste all'ASDM e a Vighizzolo mi forniscano qualche conferma.
Posso ora trascrivere il censimento del 1582(?) sotto forma di scheda per ciascun nucleo familiare, riportando le presunte date di nascita di ciascun soggetto oltre all'età espressa in numero di anni.



Famiglia di
Giacomo Marelli (1512?), capo casa e massaro a Varena

Giacomo (1512?) di anni 70 sposato con Paolina (1515?) di anni 67
figli:
-
Stefano (1548?) di anni 34
- Paolo (1555?) di anni 27
- Marta (1560?) di anni 22


Famiglia di
Stefano Marelli (1548?), primogenito di Giacomo (1512?)

Stefano (1548?) di anni 34 sposato con Donnetta (1555?) di anni 27
figli:
- Simone (1579?) di anni 3
-
Gaspare (1585?), figlio ipotetico, non ancora nato nel 1582?


# # #

Famiglia di
Pietro Marelli (1509?), fratello di Giacomo (1512?)

Pietro (1509?) di anni 73 sposato con Maddalena (1522?) di anni 60
figli:
Bartolomeo (1561?) di anni 21
- Giovanni Antonio (1563?) di anni 19
- Elisabetta (1570?) di anni 12
- Andrea (1572?) di anni 10

Famiglia di
Bartolomeo Marelli (1561?), primogenito di Pietro (1509?)

Bartolomeo (1561?) di anni 21 sposato con Caterina (1560?) di anni 20


# # #

Famiglia di
Francesco Marelli (1519?), fratello di Giacomo (1512?)

Francesco (1519?) di anni 63 sposato con Santina (1529?) di anni 53
figli:
-
Giovanni (1562?) di anni 20
- Giovanni Antonio (1564?) di anni 18

Famiglia di
Giovanni Marelli (1562?), primogenito di Francesco (1519?)

Giovanni (1562?) di anni 20 sposato con Antoniona (1562?) di anni 20


# # #

- Orsola (1578?), nipote abbiatica di Giacomo
- Giovanni (1567?) servitore
- Giovanna Maria (1570?) servitore

Il tempo è volato. Alle 12,15 avevo appena ottenuto la fotocopia del censimento di cui al suaccennato fascicolo 26 che è suonato il campanello di chiusura dell’Archivio. Il censimento contenuto nel fascicolo 24, quello datato 20 novembre 1596, dovrò prenderlo in considerazione al mio prossimo accesso.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".






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