La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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14_L'imprecisi- one degli "stati d'anime"

Il testo > dal capitolo 11 al capitolo 20


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 14 –
L’imprecisione degli “stati d’anime”
(dal 28 dicembre 1995 al 29 dicembre 1995)


28 dicembre 1995
, giovedì

Oggi mi sono recato a Vighizzolo determinato a non lasciarmi distrarre. Dovevo solo cercare le annotazioni delle esequie degli ascendenti per i quali ancora non avevo provveduto, e niente altro. Ebbene, essendo questo tipo di ricerca molto noioso e dovendo spulciare le annotazioni per molti decenni in assenza di riferimenti logici, con rassegnazione mi sono buttato nella poco entusiasmante operazione munito di tutta la pazienza di cui mi sentivo capace. Le tre abituali ore del mio accesso sono tuttavia trascorse in un lampo e ho fatto giusto in tempo ad esaurire il compito che mi ero assegnato. I risultati, però, non sono stati entusiasmanti, dacché di qualche ascendente, disperso tra le omonimie, non sono riuscito a trovare con certezza la data della morte, mentre di altri non ho proprio trovato nulla. Ma vediamo i ritrovamenti, che sono stati solamente cinque. Ne riporto i testi e li commento secondo l'ordine nel quale li ho rinvenuti.

- morte di Anna Maria Marzorati (1690 c.a), moglie di Paolo Antonio (1689).

"
Mille e settecento quaranta, alli undeci agosto.Anna M(ari)a, moglie di Paolo Marello, d'età [di anni] 50 in circa, morta l'antecedente [giorno], munita de[i] Santis(sim)i Sacramenti, Penitenza, Euch(aresti)a et Estrema Ontione, e rac[c]omandata l'anima [a Dio], il sud(det)to [giorno], con l'as[s]istenza d'altri cinque sacerdoti, alla presenza di me p[rete] Giuseppe Borsano curato, fu sepolta in questa [chiesa] parrocchiale de[i] SS. Pietro e Paolo, et il suddetto [giorno], con l'as(s)istenza d'altri n(umer)o undeci sacerdoti et [di] me curato suddetto, il fu fatto il suo set(i)mo".

Il cognome non compare, ma non ho dubbi che si tratti di Anna Maria Marzorati. Di questo soggetto non ho trovato il battesimo, ma ora posso affermare con qualche cognizione di causa che dovette nascere intorno al 1690, anno che ben si adatta a quello di nascita di Paolo Antonio (1689). La presenza di cinque sacerdoti oltre il parroco, al momento della sepoltura, e di ben undici in aggiunta al parroco all'ufficio funebre, indicherebbe una non bassa condizione sociale della famiglia: dunque i miei ascendenti, almeno durante i primi tre secoli in cui furono massari a Varena, non sarebbero stati solo i poveri contadini che potevano sembrare. A proposito, "fare il settimo" dovrebbe semplicemente significare "celebrare l'ufficio funebre in chiesa".

- morte di Paolo Antonio (1689).



Mille e sette cento cinquanta quat(t)ro. A dì sette maggio.
Pauolo Marello è morto in età d'anni ses(s)anta munito de(i) S.S. Sagra(men)ti - Peni(tenz)a, Euch(arest)ia ed Oleo Santo - datagli la raccomand(azio)ne dell'anima e la bened(izio)ne papale, fatti li atti di fede, speranza e charità, è stato sepolto in questa [chiesa] parocchiale de[i] S.S. Pietro e Paolo da me Carlo Giuseppe Longhi, curato di Vighiz(zol)o, con l'ac[c]ompag(namen)to d'altri cinque sacerdoti al funerale ed altri tre all'Ufficio
”.

Non sono sicuro che si tratti proprio del nostro Paolo Antonio (1689), perché con i suoi sessant'anni d'età questo soggetto sarebbe dovuto nascere nel 1694. In ogni caso non ho trovato la morte di un Paolo che fosse più convincente di questa, per cui riporterò l'evento dubitativamente. L'abitudine dei parroci di indicare nelle annotazioni delle esequie il nome e il cognome del defunto senza altri riferimenti non spalanca certo la porta alla certezza.

- Morte di Pietro Marelli (1684).

"
Mille e settecentocinquantotto. Alli sedeci giugno. Pietro Marello è morto in età d'anni settanta munito de[i] S.S. Sagra(men)ti - Penitenza, Euch(arest)ia, Oleo Santo -, datagli la bened(izio)ne papale e la rac[o]mand(azio)ne dell'anima, è stato sepolto in questa chiesa paro(cchia)le coll'intervento di me Carlo Giuseppe Longhi, curato di Vighiz(zol)o, ed altri quat[t]ro sacerdoti al funerale, ed altri tre all'Ufficio".

Anche in questo caso non ho la certezza che il defunto sia il Pietro, nato nel 1684, figlio di Antonio Francesco (1657), perché alla morte avrebbe dovuto avere settantaquattro anni, non settanta. Riporterò quindi anche questo evento col beneficio del dubbio.
Quello che riporto di seguito, invece, è la morte di un figlio immaturo di Michele Francesco Antonio (1739), la cui nascita andrebbe collocata tra Gianna Maria (1761) e l'Agostino (1763) di famosa memoria.

"
Mille e settecentosessanta due. Alli ventisette maggio. Essendo nata una creatura in Varena a Francesco Marello, im[m]atura, [la] quale ap[p]ena privatamente battezzata è morta, ed è stata sepolta in questa chiesa par[r]o(cchia)le coll'interv(ent)o di me curato Longhi [di] Vighiz(olo)".

- Morte di Gianna Maria (1761).

"
Millesettecentoottantaquattro. A dì primo set[t]embre. Maria Marella è morta in età d'anni ventitre munita de[i] S.S. Sagra(men)ti, Penitenza, Euch(arest)ia ed Oleo Santo, datagli la bened(izio)ne papale e la rac[o]omand(azio)ne dell'anima, fatti li atti di fede, speranza e carità, fu sepolta in questa chiesa coll'intervento di me curato Longhi ed altri cinque sacerdoti".

Su questo evento non dovrebbero sussistere dubbi, perché l'età è proprio quella che doveva essere, anche se il nome lascia qualche perplessità: a questo soggetto, al battesimo, venne imposto il nome di
Gia(n)na Maria. Ma sappiamo come andavano allora le cose: il nome usato in vita corrispondeva variamente a quello imposto al battesimo, normalmente plurimo e talvolta un poco diverso. Penso tuttavia che esistano le condizioni sufficienti per riportare l'evento senza riserve.
A questo punto, per puntellare la memoria, non mi resta che elencare i soggetti dei quali ancora non ho trovato la morte, o che non troverò più, o dei quali la data dell'evento appare dubbia:

- Antonio Agostino (Cremnago 28/3/1815)
- Gaetano (Vighizzolo 1790?)
- Michele Francesco Antonio (Vighizzolo 16/4/1739)
- Paolo Antonio (Vighizzolo 25/1/1689)

Infine, mancherebbe anche la morte di:

- Gaspare (Vighizzolo 1585?)
- Stefano (Vighizzolo 1548?)
- Giacomo (Vighizzolo 1512?),

se di costoro avessi la certezza che furono parte della stirpe. Vedrò cosa mi riserveranno le prossime fasi della ricerca.
Domani tornerò all'ASDM, giusto per non perdere l'abitudine.


29 dicembre 1995
, venerdì

ASDM. Il signor Bufalini era assente, ma erano presenti tutti gli altri personaggi. Per la circostanza don Bruno ha assunto l'interim della distribuzione dei volumi.
Essendo scopo dell'accesso quello di rivedere gli stati d'anime di Vighizzolo, mi sono fatto consegnare il volume V delle visite pastorali alla pieve di Cantù-Galliano e per primo ho riesaminato il censimento senza data del XVI secolo, oggetto del fascicolo 26, del quale ho riferito nelle pagine del 22 scorso. Rileggendone il contenuto non ho rilevato nulla che già non conoscessi, ma dopo averne attentamente sfogliato le pagine mi sono accorto che il fascicolo doveva essere stato tutt'uno con quello numerato 25, perché sulla prima pagina del 25 era indicato un "I" mentre sulla prima pagina del 26 era indicato un "II". Come dire: parte I e parte II dello stesso documento. L'intestazione del fascicolo 25 era la seguente:
Vig(h)iz(z)olo, Pieve di Galiano; poi ancora: Stato de(l)le anime de(l)la Cura di Vig(h)iz(z)olo. Ebbene, nella prima dicitura, Vighizzolo - Pieve di Galliano, esisteva la chiave di lettura per la determinazione, quanto meno approssimativa, dell'anno di compilazione del censimento per una via diversa da quella che avevo percorso nelle pagine del 22 scorso. Vi si parlava, infatti, di "Vighizzolo - Pieve di Galliano" quando, per quanto ne sapevo, il capo pieve di Vighizzolo era S. Paolo di Cantù. Quando dunque Vighizzolo passò dalla competenza di Galliano a quella di S. Paolo? Nel 1582, com'è scritto in esordio sul libro degli indici: “Il capo pieve e la collegiata vennero trasferiti da Galliano alla chiesa di S. Paolo di Cantù dal card.. Carlo Borromeo con decreto del 10/7/1582”. Pertanto il censimento in questione era stato redatto nel 1582 o in un anno precedente, sicuramente non dopo. Quando, dunque? Pietro Guzzi sposò Marta Marelli (1560?) in seconde nozze ed ebbe da lei un figlio, Filippo, che nel 1596 aveva 12 anni. Nel censimento del XVI secolo, quello senza data, Marta risultava ancora nubile e convivente con suo padre Giacomo (cfr. le pagine del 22 scorso), ciò significando che si sposò in un anno successivo a quello del quale vogliamo determinare la data. Quando allora Marta convolò a nozze? Direi nel 1583, o dintorni, perché 1596 meno 12, gli anni di Filippo, fa 1584, meno un anno circa per elaborarlo fa 1583, mese più mese meno. Ecco fatto. Dunque l'anno in cui venne redatto lo stato d'anime oggetto del fascicolo 25-26 potrebbe essere il 1582, che è anche l'ultimo nel quale Vighizzolo fece parte della pieve di Galliano e quello in cui Marta, ancora nubile, viveva con suo padre Giacomo. Il risultato sembrerebbe collimare con le conclusioni del 22 scorso. Ovviamente salvo errori ed omissioni. Se sono vere le conclusioni cui sono pervenuto, sono allora vere, pur con tutte le più ampie approssimazioni del caso, non solo le date di nascita che ho determinato per ciascun soggetto dello stato d'anime del 1582?, ma anche i connessi eventi che vi ho ipotizzato. In ogni caso posso affermare che le conclusioni del 22 dicembre e quelle di poc'anzi sembrano trovare sostanziale conferma nelle risultanze del censimento del 1596, che stamani ho pure attentamente riesaminato e rivalutato. Però, prima di esporre le conclusioni cui sono pervenuto, occorre che ne trascriva la parte di diretto interesse e che lo rielabori per gruppi familiari così come ho fatto con lo stato d'anime del 1582?. Anche perché intendo porre l'accento sul fatto che la cascina Varena nel 1596 era all'apparenza co-gestita dai Guzzi e dai Marelli con la presenza di quarantuno soggetti, mentre nel 1582 era condotta dai soli Marelli con la presenza di ventidue soggetti. Un'avvertenza. Sull'originale del censimento i nomi, ma non tutti, sono preceduti da una "c" della quale non sono riuscito a cogliere il significato, ed erano o non erano seguiti da "com.o" e/o da "cres.o" che dovrebbero significare rispettivamente ‘comunicato’ e ‘cresimato’. Nel testo qui trascritto i dianzi detti acronimi sono omessi.

Archivio Storico Diocesano di Milano.
Status animarum del 20 novembre 1596 come risulta in: “Viste pastorali, Pieve di Cantù, vol. V, fasc. 25”.





Varena, cassina de li s(ignor)i Fossani

Pietro di Guzzi d'anni 73
Marta sua moglie d'anni 36
Gio(vanni) Ant(oni)o suo figl(iol)o d'anni 32
Andrea suo figl(iol)o d'anni 29
Filippo suo figl(iol)o d'anni 12
Angelina moglie d'Ant(oni)o d'anni 30
Bartolomeo suo figl(iol)o d'anni 11
Lucretia sua figl(iol)a d'anni 8
Melchior[re] suo figliolo d'anni 4
Baldas[s]ar[re] suo figliolo d'anni 3
Lucia mogl(i)e d'Andrea d'anni 24
Gioseffo suo figl(iol)o d'anni 6
Elisabetta sua figl(iol)a d'anni 4
Clara sua figl(iol)a d'anni 3
Laura sua figl(iol)a d'anni 1
Soncina cognata di Pietro d'anni 72
Gio[v]anni suo figl(iol)o
Margaritta sua moglie
Maddalena figl(iol)a di Gio[v]anni d'anni 9
Margarita figliola ut s[upr]a d'anni 6
Angela sua figl(iol)a d'anni 3
Ananio figl(iol)o di Soncina d'anni 32
Paolina sua moglie d'anni 31
Gi[o]vannina sua figl(iol)a d'anni 8
Anania sua figl(iol)a d'anni 4
Steffano nipote di Pietro d'anni 50
Don[n]etta sua moglie d'anni 44
Simone suo figl(iol)o d'anni 23
Clara sua moglie d'anni 22
Anastasia figl(iol)a di Steff(an)o d'anni 12
Marcino suo figl(iol)o d'anni 11
Gasparo suo figl(iol)o d'anni 14
Bernard(in)o suo figl(iol)o d'anni 6
Paolo fr(ate)llo di Steff(an)o d'anni 39
Marta sua moglie d'anni 39
Gio(vanni) Angelo suo figl(iol)o d'anni 18
Fran(ceschi)na sua figliola d'anni 15
Cattarina sua figl(iol)a d'anni 14
Batt(ist)a nipote di Pietro d'anni 21
Fran(ces)co di Molteni fam(igli)o d'anni 15
Laura moglie di Gio(vanni) Angelo d'anni 20
”.

La ricostruzione sistematica delle famiglie si presenterebbe pertanto come in appresso.


# # #

*Famiglia di Pietro Guzzi (1523?) di anni 73, capo e massaro della Cascina
Varena dei Signori Fossani.

PIETRO GUZZI (1523?) di anni 73 sposato in seconde nozze con Marta Marelli (1560?) di Giacomo (?) di anni 36
figli:
Giovanni Antonio (1564?) di anni 32
Andrea (1569?) di anni 29
Filippo (1584?) di anni 12 (avuto da Marta in seconde nozze?)

Famiglia di
Giovanni Antonio (1564?)
Giovanni Antonio (1564?) di anni 32 sposato con Angelina (1566?) di anni 30
figli:
Bartolomeo (1585?) di anni 11
Lucrezia (1588?) di anni 8
Melchiorre (1592?) di anni 4
Baldassarre (1593?) di anni 3

Famiglia di
Andrea (1569?)
Andrea (1569?) di anni 29 sposato con Lucia (1572?) di anni 24
figli:
Giuseppe (1590?) di anni 6
Elisabetta (1592?) di anni 4
Clara (1593?) di anni 3
Laura (1595?) di anni 1.


# # #

*Famiglia di Soncina (1524?) cognata di Pietro Guzzi

SONCINA (1524?) di anni 72, vedova
figli:
Giovanni (non è indicata l'età)
Antonio (1564?) di anni 32

Famiglia di
Giovanni (senza età)
Giovanni (senza età) sposato con Margherita (non è indicata l'età)
figli:
Maddalena (1587?) di anni 9
Margherita (1590?) di anni 6
Angela (1593?) di anni 3

Famiglia di
Antonio (1564?)
Antonio (1564?) di anni 32 sposato con Paolina (1565?) di anni 31
figli:
Giovannina (1588?) di anni 8
Antonia (1592?) di anni 4.


# # #

*Famiglia di Stefano Marelli (1546?)

STEFANO (1546?) di anni 50 (nipote di Pietro Guzzi. Perché?) sposato con
Donnetta (1552?) di anni 44
figli:
Simone (1573?) di anni 23
Gaspare (1582?) di anni 14 (al momento del censimento del 1582(?) non risultava ancora nato)
Anastasia (1584?) di anni 12
Martino (1585?) di anni 11
Bernardino (1590?) di anni 6

Famiglia di
Simone (1573?)
Simone (1573?) di anni 23 sposato con Clara (1574?) di anni 22.


# # #

*
Famiglia di Paolo Marelli (1557?)

PAOLO (1557?) di anni 39, fratello di Stefano, sposato con Marta (1557?) di anni 39
figli:
Giovanni Angelo (1578?) di anni 18
Franceschina (1581?) di anni 15
Caterina (1578?) di anni 14

Famiglia di
Giovanni Angelo (1578?)
Giovanni Angelo (1578?) di anni 18 sposato con Laura (1576?) di anni 20.


# # #

Battista (1575?) di anni 21, nipote di Pietro Guzzi (senza altre precisazioni).


# # #

Francesco Molteni (1581?) di anni 15, persona di servizio.

# # #

Tutto chiaro? No? Nell'originale del censimento il cognome Marelli non compare? Certo che non compare, ma i Marelli ci sono. Se confrontiamo lo stato d'anime appena trascritto con quello del 1582? notiamo che compaiono in entrambi Stefano, Paolo e Marta, che sono Marelli, i nostri Marelli. Marta andò sposa a Pietro Guzzi e ne conosciamo la vicenda con età e date che spero essere ben approssimate. Stefano, che nel 1582 aveva 34 anni, nel 1596, dopo 14 anni, ne aveva 50 invece di 48; era sposato con Donnetta in tutti e due i censimenti, la quale nel 1582 aveva 27 anni mentre nel 1596, dopo 14 anni, ne aveva 44 invece di 41. Nei due stati d'anime il primogenito è sempre Simone, che nel 1582 aveva 3 anni e nel 1596 23 invece di 17. Gaspare, il Gaspare ipotetico del 1582, al momento di quel censimento ancora non appariva essere nato, mentre nel 1596 aveva giusti giusti 14 anni, proprio tanti quanti ne doveva avere secondo le date dei due stati d'anime. I fratelli di Simone e Gaspare compaiono solo nel 1596 e l'età dichiarata sembra giustificare la loro appartenenza al solo censimento del 1596. Paolo compare in entrambi gli stati d'anime. Nel 1582 aveva 27 anni e nel 1596 ne aveva 39 invece di 41. Nel 1596 risultava sposato mentre nel 1582 non lo era, almeno all'apparenza. Ma se nel 1596 il suo primogenito Giovanni Angelo aveva 18 anni, significa che doveva comparire nel censimento del 1582 con un'età di 4 anni mentre, invece, non vi compare. E così via confrontando.
Insomma, ho voluto chiarire che se il risultato disarmante del confronto dell'anno di nascita di medesimi soggetti nei due censimenti dimostrerebbe quanto approssimative ed inaffidabili fossero quelle estemporanee rilevazioni, la circostanza secondo la quale gli stessi nomi sono presenti nella stessa famiglia in tutti e due i documenti (per esempio Stefano sposato a Donnetta col figlio Simone) fuga ogni dubbio che non si tratti degli stessi soggetti. Per non parlare della presenza di Gaspare (1582?), figlio di Stefano (1546?), la cui presenza nel censimento del 1596 nella famiglia di Stefano stabilisce un
trait-d'union tale tra i due censimenti e il cognome che mi sembra non sia il caso che mi dilunghi oltre.
Avrei ora gli elementi per stendere le schede di Stefano (1548 o 1546?) e di Giacomo (1512?), ma preferisco attendere i risultati delle ulteriori ricerche a Vighizzolo prima di procedere, perché gli atti dei singoli eventi che ancora dovessi rinvenirvi potrebbero consentirmi di meglio datare lo stato d'anime senza data che ho ipotizzato essere forse del 1582. Sempre
forse. Quanti forse!
Forse, invece, sarebbe meglio che mi rassegnassi all'evidenza, a quello, cioè, che in quei secoli oscuri era il fenomeno dell'analfabetismo, nel quale versavano non solo le classi sociali più basse ma in larga misura anche le classi più elevate, che sapevano poco o punto scrivere e far di conto. Comprenderei una volta per tutte le ragioni per le quali il confronto di due censimenti temporalmente non molto distanti evidenzi discordanze inspiegabili pur essendone estensori dei sacerdoti, soggetti che, insieme forse ai soli notai, potevano vantare un buon grado di istruzione. I quali, tuttavia, nulla potevano opporre all'approssimativa e talvolta perduta conoscenza che i censiti avevano dei loro propri dati anagrafici e della corretta cronologia della storia propria e dei propri familiari.
L'esame del volume V delle
Visite non ha evidenziato altro che arricchisse l'esito della ricerca, salvo un semplice elenco dei capi famiglia esistenti sotto la parrocchia di Vighizzolo corrente l'anno 1569. Nell'elenco vi ho trovato riportati nomi con cognome, nomi e basta, e nomi con la sola indicazione o del luogo di nascita o di quello di provenienza. Ebbene, non vi compariva alcun Marelli, ma due volte un Giacomo, uno da Galliano e un altro da Montesolaro. Che il nostro Giacomo fosse uno dei due? Chissà! Chissà che alla fine non mi prenda l'uzzolo di andare a ficcare il naso anche nelle vecchie carte del parroco di Montesolaro, per vedere se vi esistano tracce del nostro bravo Giacomo.
Ancora non avevo finito di sfogliare indici e volume che sono stato colto dal campanello di chiusura, con la mente persa in tempi remoti, misteriosi ed affascinanti.


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