La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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22_La suprema azione di ricerca genealogica

Il testo > dal capitolo 21 al capitolo 29


Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 22
La suprema azione di ricerca genealogica
(dal 9 giugno 1996 all’1 luglio 1996)


9 giugno 1996
, domenica

Novegro. Fiera del..., eccetera eccetera. Pomeriggio.
Mentre ne attendevo la stampa, dopo che la macchina aveva scovato nelle proprie viscere la nobile casata, osservavo con malcelata indifferenza gli accaldatissimi avventori per accertarmi che nessuno dei soliti noti mi osservasse mentre eseguivo la suprema azione di ricerca genealogica. Sbirciavo a tutto sesto come un ladruncolo timoroso di essere colto con le mani nel sacco, ma non potevo resistere a quel perentorio impulso. Dovevo farlo, a qualunque costo, anche se ne fosse andato del mio onore. E l'ho fatto. Dopo una interminabile attesa, venti, forse trenta secondi, l'infernale congegno mi ha scodellato un bel diploma su carta uso-pergamena che così recitava:


G U Z Z I

(seguiva l'arma, semplice e piacevole)

CONTE

Descrizione Arma Gentilizia
: D'azzurro, al giglio d'oro, accompagnato, in capo e
punta, da due stelle a sei punte, d'argento.

Residenza della Famiglia: Bergamo.

La storia di questa Nobile famiglia inizia verso il 1300.

Casata di sicura origine Nobile o Notabile riportata dalle tradizionali fonti bibliografiche conservate negli archivi del Collegio Nobiliare Araldico Italiano, che comprovano che la famiglia abbia lasciato traccia di sé nel tempo.
Famiglia che nel 1311 ebbe la cittadinanza bergamasca con Giacomo del fu Lorenzo e che fu ascritta al Maggior Consiglio nel 1744 (...)
”.

Tutto il resto che seguiva non conta.

Nel caldo soffocante nessuno sembrava interessato alla mia estemporanea incursione in quel plebeo archivio di nobili casate, onde, praticamente certo d'averla fatta franca, senza indugio, in piedi, tra tutta quella gente boccheggiante che aveva ben altre curiosità da soddisfare, mi sono immerso smanioso nella lettura della mia variopinta pergamena.
Sorpresa! Il primo Guzzi che vi veniva menzionato, secondo l'incredibile e tuttavia suggestiva descrizione araldico-nobiliare, indovinate un po' quale nome portava? Giacomo. Giacomo del fu Lorenzo. Da Bergamo, però, non da Cantù, o da Vimercate, o, magari ancora, da Concorezzo, ma pur sempre
Jaccobi, filius quondam Laurentii. Addirittura nel 1311. O dintorni. Forse, mi sono detto, un po' troppo in là nel tempo, ma, come si sa, non si sa mai. E' un segno, ho anche pensato, poiché "questa" famiglia Guzzi, che sembrava essere l'unica con l'avito cognome conosciuta dall'onnisciente macchina in Lombardia, era di Bergamo, non di Gubbio o di Crotone, e nel '3 o '400 un suo ramo ben avrebbe potuto staccarsi e stabilirsi a Cantù, magari passando per Concorezzo. O qualcosa di simile.
Terminata la breve lettura, durante la quale in un pugno di secondi ho percorso con la mente il tempo di due secoli immaginando improbabili eventi e sanguigni personaggi medievali, ho preso improvvisa coscienza che non potevo attardarmi là in mezzo, come un allocco, a sognare ad occhi aperti con quel pezzo di carta colorata in mano. Credo di non essere arrossito solo perché già faceva troppo caldo. Intanto, però, avevo perso ogni interesse per quella fiera, e me ne sono andato. Con la confusione nella mente.


25 giugno 1996
, martedì

Dopo una pausa di alcuni giorni, durante i quali ho messo un po' d'ordine nei miei appunti e nelle pagine di questo diario, ma soprattutto nelle mie idee, stamani mi sono recato all'ASMi fermamente intenzionato a continuare senza distrazioni la ricerca di nuove informazioni negli atti notarili. Ma se la volontà ancora non vacillava, vacillava invece la speranza di trovare ancora, tra le imbreviature inesplorate, qualcosa di veramente innovativo. E così, mentre rimuginavo e i miei pensieri oscillavano tra l'euforico e il plumbeo, sono giunto davanti all'ingresso dell'Archivio, dove l'usciere, o qualcuno facente funzioni, mi ha riportato bruscamente alla realtà dicendomi candidamente: "Oggi è chiuso. Anche ieri. Torni domani." Una subitanea sudorazione, dovuta non soltanto al gran caldo che già faceva, è stata l'inequivocabile segno che avrei fatto bene a tacere. Ho girato i tacchi e mi sono diretto all'Archivio della diocesi, distante a piedi una ventina di minuti appena, dove, mi vendicavo, avevano meglio da fare che chiudere inopinatamente. A che fare, ancora, all'archivio diocesano? Ma a cercare i nostri Guzzi, naturalmente! A Cantù e dintorni, e, perché no?, anche a Concorezzo, pieve di Vimercate, diocesi di Milano. Ma non era giornata. Ecco l'esito delle odierne inutili peregrinazioni.
Dopo le preliminari necessarie ricerche nel libro degli indici, mi sono dapprima soffermato sul:
- volume VI delle Visite Pastorali di Galliano-Cantù per esaminare il quaderno 12 (nel frattempo ho scoperto che quelli che per me erano fascicoli per gli altri ricercatori erano quaderni), che concerneva uno stato d'anime di Intimiano del XVI secolo, nel quale ho rinvenuto un solo Guzzi, una "Tognina di Guzo" per la precisione, venticinquenne, moglie di Antonio di Martire, trentenne, con un figlio di cinque anni.
Poi, in sequenza, ho esaminato:
- volume XI, quaderno 17. Stato d'anime del 12/5/1600 di una porzione della parrocchia di S. Paolo. Non vi ho rinvenuto né Guzzi né Marelli;
- volume XI, quaderno 26. Né Guzzi né Marelli.
- volume XII, quaderno 42. Matrimoni, battesimi e stato d'anime del XVI secolo. Nulla.
- volume XII, quaderno 43. Stato d'anime di S. Teodoro di Cantù del XVI secolo. Nulla.
- volume XVIII, quaderni 23 e 24. Stato d'anime di S. Michele di Cantù. Circa 1574. Nulla.
- volume XVIII, quaderno 25. Stato d'anime di S. Michele di Cantù dell'anno 1600. Vi ho trovato "in casa Marelli" cinque persone di cui due sole, un diciottenne e un dodicenne, portavano il cognome Marelli. Forse erano orfani di padre.
- volume XVIII, quaderno 26. Stato d'anime di S. Michele di Cantù dell'anno 1602. Nulla.
- volume XVIII, quaderni 27 e 28. Battesimi di S. Michele di Cantù degli anni 1564 e 1576. Nulla.
- volume XVIII, quaderno 30. Stato d'anime di S. Michele di Cantù del 13/4/1578. Nessun Guzzi, ma una famiglia Marelli: Dionisio, 45 anni, con la moglie Francesca, 40 anni, e sei figli.
- volume XVIII, quaderno 31, circa 1573. Stato d'anime di S. Michele di Cantù. Nessun Marelli, ma una famiglia Guzzi: "Guglielmo di Guzzi", 36 anni, con la moglie "Antonia de Grassi", 36 anni, e tre figli: Giovanni Pietro di 5 anni, Giuseppe di 4 anni e Bartolomeo di 1 anno.
Stavo iniziando l'esame dell'indice delle visite pastorali alla pieve di Vimercate quando il trillo del campanello mi ha riportato bruscamente alla realtà avvisandomi che era mezzogiorno e un quarto e che dovevo sgombrare.
Considerazioni e commenti, ove fossero utili, li pospongo all'esame dei documenti delle visite pastorali a Concorezzo, sempre che emerga qualche collegamento coi nostri di Varena.


1 luglio 1996, lunedì

Osservo anzitutto che se il caso, ossia l'inopinata chiusura dell'ASMi del 25 giugno appena trascorso, non mi avesse dirottato dai miei proponimenti, ora non disporrei di una nuova messe di dati su cui elucubrare. Vediamo.
Stamani, presso l'ASDM, ho finalmente dato mano alle vecchie carte delle

Visite pastorali alla parrocchia di Concorezzo, dedicata ai SS. Cosma e Damiano, pieve di Vimercate, e ho rintracciato nel volume XX, quaderno 10, e nel volume XIV, quaderno 6, i due stati d'anime del XVI secolo che di seguito riproduco e trascrivo.


- Parrocchia di Concorezzo, Visite pastorali, vol. XX, quaderno 10, stato d’anime del 24 maggio 1574.





“Concorezzo
Nota dil stato dell’anime di Concorezzo, pieve di Vimer(ca)to, fatta da me Gio(vanni) Batt[ist]a Casulo, curato di detta terra.

A dì 24 maggio 1574

“Nella casa de m(esse)r Ant(oni)o Visconte in principio dil borgo habita
x. co. Pietro Marij detti i Guzzi d'anni 35 massar
x. co. Catarina moglie sua d'anni 30
x. Laurentio fig(liol)o ut s(upr)a d’anni 10
Antonio fig(liol)o ut s(upr)a d’anni 5
x. co. Jacobo f(rate)llo ut s(upr)a d’anni 32
x. co. Dionisio f(rate)llo ut s(upr)a d’anni 29
x. co. Gio(vanni) Maria f(rate)llo ut s(upr)a d'anni 27
x. co. Giova[n]nina cugnata ut s(upr)a d'anni 30
x. co. Bernardina cugnata ut s(upr)a d'anni 27
x. co. Antonia cugnata ut s(upr)a d'anni 30”.


Parrocchia di Concorezzo, Visite pastorali, vol. XIV, quaderno 6, stato d'anime
del 1597 (senza migliore precisazione della data).







“Borgo

Nella casa de Silvestro Polastro habita

Nella ist(ess)a casa habita
xo. co. Jacomo Guzo massar de anni 60
xo. co. Giova[n]nina sua moglie d'anni 55
xo. co. Batt[ist]a suo fig(liol)o d'anni 24
co. Giosefe suo fig(liol)o d'anni 18
co. Hieronimo suo fr(ate)llo d'anni 16
co. Stefano suo fig(liol)o d'anni 10
co. Domenico suo fig(liol)o d'anni 9
co. Bernardina sua fig(liola) d'anni 7
xo. co. Livia sua fig(liol)a d'anni 17”.

Nella casa del sig(no)re Fran(ces)co Visconte habita
xo. co. Gio(vanni) Maria Guzo gugier d'anni 50
xo. co. Antonia sua mo[g]lie d'anni 54
xo. co. Gio(vanni) Batt(ist)a suo fig(liol)o d'an(ni) 20
co. Margarita sua fig(liol)a d'an(ni) 10
co. Dionisia sua figliola d'anni 5”.


E' intanto il caso di evidenziare, ma solo per non trascurare la circostanza, che nel censimento del 1574 Pietro Guzzi, massaro e capo di un unico e giovane gruppo familiare, è indicato con quella rara forma del cognome,
Marij, che abbiamo già incontrato in precedenza e della quale ho riferito nelle pagine dell'8 novembre dello scorso anno; e che, ma soprattutto, una volta di più ci troviamo alle prese con un altro ramo dei Guzzi-Marelli, i quali, almeno nel XVI secolo, dovevano essere meno che pochi se consideriamo che a Cantù, come ho riferito il 25 giugno appena trascorso, ho rintracciato un'altra e sola famiglia Guzzi, quella di Guglielmo, con tre figli, sposato con Antonia Grassi. Ma torniamo ai nostri Guzzi di Concorezzo. Rispetto a quella del 1574, quell'unica famiglia nel 1597 appare sdoppiata, ma è chiaro che i capi, Giacomo e Giovanni Maria, sono gli stessi Guzzi del 1574. Ne sono prova, tra l'altro, i nomi delle rispettive consorti, che sono sempre e proprio quelle del 1574. Ma la certezza deriva anche dal fatto che nel 1574 lo stato d'anime evidenzia in tutto l'abitato di Concorezzo la presenza di un solo nucleo familiare Guzzi, sicché, tenuto conto che nel 1597 il cognome, in tutto l'abitato, compare nei due soli nuclei anzidetti, non possono sussistere dubbi che si tratti proprio, soltanto e sempre dei nostri Guzzi del ramo di Concorezzo. I quali, come vedremo, altri non possono essere che quelli di cui all'imbreviatura del notaio Carcani del 13/12/1594, ovvero la famosa "liberazione di Giacomo Guzzi quondam Lorenzo a favore dell'eredità di Caterina Saldarini".
Ma non è il caso che affretti le conclusioni, perché quanto ancora ho trovato, dopo aver analizzato più attentamente il libro degli indici, fornisce ulteriori elementi di valutazione, essi pure assai interessanti. Vediamo.

Visite pastorali di Concorezzo, volume I, quaderno 10.


- battesimo di Ambrogio, figlio di Giovanni Maria Guzzi.

"A dì 29 marzo (1573).
E' stato bat[t]ez[z]ato da me pre[te] Dominico, curato de s(an)to Cosmo e Damiano, [un] figlio(lo) nasciuto a dì 23 m(ar)zo da Gio(vanni) Maria di Gucci et da Ant(onia) di Mochi, sua moglier(a), e gli è stato posto nome Ambr(os)io; il c(om)padr(e) è stato Petro de Branbilla de C(on)cor[r]ez[z]o, et la co[madre] [è stata] Catelina ut s(upr)a".


- battesimo di Angelo, figlio di Pietro Guzzi.

"
A dì 19 luglio 1573.
E' stato bat[t]tez[z]ato da me pre[te] Dominico, curato ut s(upra), [un] figliol(o) nasciuto a dì 14 luglio di m(esse)r Petro di Gucci et m(adonna) Catelì d(a) B(er)gamo, sua moglie, e gli è statto posto nome Angelo. Il c(om)padre è stato Pedr(o) di Fossà, la co(madre) [è stata] Catelina moglie di ut s(upra)
".

Anche i testi appena trascritti non lasciano spazio al dubbio, perché essi pure forniscono la certezza che si tratta sempre dei nostri Guzzi di Concorezzo. Intanto perché il cognome si presenta niente più che nella sua ennesima variante (
Gucci quale equivalente di Gucij, Guzo, Guzzo, Guzi, Guzzi), e poi anche perché è evidente che le rispettive mogli hanno proprio il nome che dovevano avere. Tuttavia Ambrogio e Angelo, i figli neonati, non compaiono nel censimento del 1574, forse (o sicuramente) perché dovettero venire a morte, come era allora tristemente facile, poco dopo la nascita o, comunque, prima del censimento. Il battesimo di Ambrogio non offre spunti particolari, né il cognome di sua madre, Mocchi o Mochi, offre alcun addentellato con la ricerca. Il battesimo di Angelo, invece, ne offre uno tanto inaspettato quanto sconcertante, perché a sua madre Caterina il parroco attribuisce un cognome, "da Bergamo", che ha tutta l'aria di essere l'indicazione del luogo di provenienza più che un vero e proprio cognome. Se così fosse mi piacerebbe allora pensare che questo Pietro Guzzi dovette trovare moglie a Bergamo in virtù di ragioni connesse alle proprie vicine o lontane origini bergamasche. Diversamente, quale interesse poteva mai avere un massaro di Concorezzo per una città "lontana", come poteva essere Bergamo in quel tempo, se non un antico legame con la propria terra, natìa o soltanto avita che fosse? Nessuno, poiché le necessità di una famiglia rustica, che in quel tempo dovevano essere davvero modeste, potevano ben essere soddisfatte anche con le sole disponibilità delle risorse locali. Ma anche perché la strada da percorrere tra i due abitati, pari forse a una cinquantina di chilometri su tracciati contorti, polverosi, fangosi e comunque assai disagevoli, doveva essere tutto fuorché agevole. Non va trascurata la circostanza, per capire ciò che intendo esprimere, che i Guzzi-Marelli di Varena, per esempio, da Stefano (1540?) ad Agostino (1763), ma forse anche Giacomo (1503?), tutti sposarono donne della propria terra, e che anche Gaetano (1790?), che per primo, dopo tre secoli dal primo apparente insediamento a Varena, trovò motivazioni sufficienti per stabilirsi altrove, sposò una donna di un luogo, Montesiro, che era a poco più di un tiro di schioppo. Mi piacerebbe pertanto anche pensare che uno dei Guzzi di Concorezzo ebbe ragioni particolari per mantenere legami con la terra avita, tali da trovarvi anche l'occasione o la convenienza per contrarvi matrimonio.
E' di tutta evidenza che il teorema appena esposto poggia su basi inconsistenti, ma l'ipotesi, che scherzosamente ho formulato il 9 giugno appena trascorso in ordine alla nobile casata dei Guzzi di Bergamo, sembrerebbe trovare nei rinvenimenti odierni un riscontro, ancorché molto labile, che non voglio e non posso trascurare, anche perché, a questo punto della ricerca, è l'unico elemento di cui ancora dispongo per tentare nuove strade. Non ho dunque possibilità diverse da quella di andare a frugare anche nell'archivio del parroco di Concorezzo, dove ritengo di potervi trovare, oltre ai matrimoni, i battesimi dei figli dei quattro fratelli, per ricavarvi indicazioni utili per l'individuazione del luogo di origine della famiglia.
Ma non è finita. Nel volume I, quaderno 10, ho trovato anche le due annotazioni di matrimonio che trascrivo, fatta avvertenza che il riferimento all'anno 1553, fatto dal parroco in esordio delle sue copie per la Curia, potrebbe non essere corretto, perché l'obbligo di annotare cronologicamente i battesimi e i matrimoni venne stabilito dal Concilio di Trento solamente nel 1563.


Visite pastorali di Concorezzo, volume I, quaderno 10.
Nota de li matrimonij di Concorezzo dall'anno 1553 in sin'adesso
.


- matrimonio di Caterina, figlia di Battista Guzzi.

"
Fatte le tre denontiationi nei tre giorni di feste infrascritti, cioè a dì 4, 6, 11 di genar, né havendosi inteso esser alcu(n) leg(ittim)o impedim(ent)o, tra mado(n)na Caterina, fil(iola) di m(esse)r B(a)tt(ist)a di Gauci, et m(esse)r Ant(oni)o, fil(iolo) di m(esse)r Ambr(ogi)o Bra(m)billa da Concorrez[zo], è stato celebrato il matrimonio fra essi p(er) parole di p(re)sente nella p(re)senza di me s(uddett)o D(omi)nico et a mia interogatione. P(re)senti gli infrascritti test(imon)i ut s(upra), m(esse)r Cristoforo Calimberto et Valentino di Re, et m(esse)r Andreia Varisca. A dì p(rim)o feb[raro] 1573".


- matrimonio di Paolina, figlia di Lorenzo Marelli.

"
Fatta la med(esim)a publicat(ion)e a dì 24, 25, 26 marzo, tra mad(onn)a Paolina, fil(iola) di m(esse)r Lorenzo Marello da Concorez(zo), et m(esse)r Gio(vanni), fil(iolo) di m(esse)r Gio(vanni) Angelo detto il Surazza, [è stato celebrato il loro matrimonio] presente m(esse)r Batt(ist)a Capello et Manfrino Valera, [et] Franc(esc)o di Binagho. A dì 26 aprile 1573"

Il primo matrimonio non fornisce ulteriori elementi se non quello che Caterina era figlia di Battista "
di Gauci", ennesima variante del cognome "Guzzi". Chi era Battista Guzzi? Forse un fratello del Lorenzo padre dei quattro fratelli rintracciati nel censimento del 1574? Potrebbe essere, ma non ho elementi per sostenerne l'ipotesi. Ho tuttavia l'intima convinzione che si tratti sempre di uno dei "nostri" Guzzi. Nel secondo matrimonio, invece, riappare il cognome Marelli (nella fattispecie "Marello"), che il parroco attribuisce a "madonna Paolina" figlia di Lorenzo, nome, quest'ultimo, che già conosciamo. I dati di questi due matrimoni mi fanno dubitare di avere male esaminato il contenuto del censimento del 1574, nel quale non ho trovato né un Battista Guzzi né un Lorenzo Marelli. Se entrambi non morirono prima del censimento, dove stavano perché non li notassi? Forse in qualche nucleo familiare del quale non erano a capo, ma questa considerazione non spegne il dubbio di aver trascurato qualcosa. Prima o poi dovrò tornare all'ASDM a rimestare negli stati d'anime di Concorezzo.
Dopo tanti bei ragionamenti non potevo infine non tentare ancora una volta di ricavare qualche nuovo elemento dall'imbreviatura del notaio Carcani del 13/12/1594 portante la oramai famosa "
liberazione di Giacomo Guzzi del fu Lorenzo a favore dell'eredità di Caterina Saldarini". Ebbene, dopo attenta "rilettura" ne ho ricavato... proprio nulla. Solo i nomi, perché intanto erano divenuti familiari, mi sono sembrati più leggibili: Giacomo Guzzi del fu Lorenzo, abitante in località Concorezzo, pieve di Vimercate, ducato di Milano... Pietro Guzzi, suo fratello, del fu Lorenzo... Stefano, Domenico e Ambrogio, fratelli Guzzi, del fu Dionisio, pure fratello di Giacomo... E poi il buio totale. E poi ancora, da qualche parte: Giacomo... cassinis... Monsolarum? Montesolaro? Mah! forse no. E poi ancora, da qualche altra parte: Catarina de Saldarinis dicta la Perosina... Perosina? della cascina del Pero? Mah, forse sì. E poi ancora: liberavit... eredes... hereditatem... Altro che latinorum! Una maledizione. E' chiaro, comunque, che questo atto, che mi ha portato sulla nuova traccia, riguarda, oltre ogni ragionevole dubbio, il ramo dei "Guzzi di Concorezzo". E Lorenzo Guzzi, chi era costui? Quale rapporto di parentela aveva, se lo aveva, coi Guzzi di Varena? Considerati i nomi e l'età dei soggetti un'idea l'avrei: era un fratello o un cugino del nostro Giacomo (1503?).
Sarà anche così, ma intanto non ho fatto un solo passo avanti.


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