La genealogia e la ricerca delle origini di una famiglia


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25_La ricerca langue

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Suggerimento: chi non l'avesse già fatto dovrebbe prima leggere la " Home Page" e poi " La nota dell'autore".


Capitolo 25 –
La ricerca langue
(dal 5 novembre 1996 al 22 novembre 1996)


5 novembre 1996
, martedì

Come ho riferito altrove in questo diario, è mia opinione che i nostri Guzzi approdarono alla cascina Varena con Giacomo (1503?) o forse addirittura con Antonio (1480 c.a) nei primi decenni del XVI secolo. Mi era sembrato, in un primo momento, che potesse esserne testimone, oltre ai vari indizi contenuti nel primo "
liber chronicus" di Vighizzolo, lo stato d'anime sommario del 1569 nel quale ho ritenuto che il nostro Giacomo potesse essere individuato a capo di una famiglia di cinque persone se lo si riferiva al Giacomo "da Montesolaro", o di nove persone se lo si riferiva al Giacomo "da Galliano". Poi, invece, mi è sembrato che nessuno dei due potesse essere identificato col nostro Giacomo. Ebbene, un'ulteriore ed attenta riconsiderazione delle circostanze mi porta ora a ritenere che il "Giacomo da Galliano" e non altri poteva essere quello nostro. E se da un lato non posso sottacere che l'assunto è frutto di semplici congetture dall'altro credo di poter affermare che la conclusione cui sono pervenuto appare verosimile. Vediamo.
Trae spunto, la nuova ipotesi, dal fatto, tra alcuni altri, che Caterina Saldarini, la protagonista a latere della famosa "liberazione" del notaio Francesco Carcani, fosse detta "la Perosina", cioè "della cascina del Pero". La cascina del Pero, come è facile desumere dalle carte dell'IGM, si trova, a settentrione di Cantù, circa a metà strada per Intimiano, dunque a poco più di un chilometro da Galliano. Abbiamo anche visto come nel 1574 i Guzzi-Marelli di Concorezzo non costituissero una grande famiglia patriarcale di antico insediamento, bensì, almeno per quel tempo, una piccola famiglia di recente costituzione: quattro giovani fratelli, all'apparenza tutti massari del signor Antonio Visconti, con le rispettive consorti, e i due giovanissimi figli di Pietro. Esiste dunque qualche buona ragione per ritenere che i quattro fratelli Guzzi si fossero stabiliti a Concorezzo da poco tempo, forse addirittura provenendo dalla cascina del Pero dove Caterina Saldarini, la loro madre, abitava con o forse già essendo vedova di Lorenzo Guzzi. Insomma, credo di poter affermare che esistano sufficienti elementi per ritenere che i Guzzi-Marelli, che abbiamo imparato a conoscere, avessero tutti una comune provenienza, determinabile, tuttavia, solo con approssimazione: i dintorni di Galliano. Ovviamente solo il reperimento di altri e migliori indizi potrà sciogliere il dubbio sulla coincidenza del "Giacomo da Galliano" del censimento sommario del 1569 col nostro Giacomo. Intanto, però, mi piace pensare che se quello da Galliano era davvero il nostro Giacomo, assumerebbe un ben preciso significato il fatto che nel 1573, dunque appena quattro anni dopo il 1569, i residenti alla cascina Varena, da nove soggetti che erano, fossero saliti a diciotto, e che appena un anno dopo ancora, nel 1574, fossero saliti a venti. Perché tutto ciò potrebbe significare che le famiglie Guzzi-Marelli del mio e degli altri rami, apparentemente concentrate nei primi decenni del '500 in qualche luogo nei pressi di Galliano, se non addirittura a Galliano, a causa forse dell'esponenziale incremento demografico dei rispettivi nuclei familiari stavano dilagando nel contado prossimo (cascina Varena, cascina Costa, cascina Musso) e meno prossimo (Concorezzo) alla ricerca di quegli spazi che l'originario insediamento non poteva più consentire.
E' di tutta evidenza che quanto ho appena esposto è permeato da una quantità di dubbi che attendono solo di essere rimossi. E mentre rimango fiduciosamente in attesa che qualche miracolo vi provveda, due annotazione di matrimonio, che ho reperito a Concorezzo e che ho riportato nelle pagine del primo luglio scorso, oltre e al di fuori di quanto ho appena scritto provvedono ad arricchire di dubbi le problematiche della ricerca. Ripropongo le due annotazioni.

"
Fatte le tre denunce nei tre giorni di festa infrascritti, cioè i giorni 4, 6, 11 di gennaio, né avendosi inteso [esservi] alcun legittimo impedimento, tra madonna Caterina, figliola di messer Battista di Gauci, e messer Antonio, figliolo di messer Ambrogio Brambilla da Concorezzo, è stato celebrato il matrimonio fra essi per parole di presente alla presenza di me prete Domenico e a mia interrogazione, presenti gli infrascritti testimoni ut supra” – ‘di cui sopra’, ma deve essere stato un lapsus del parroco – “messeri Carpoforo Calimberto, Valentino di Re e Andreia Varisca. Il giorno primo febbraio 1573".

"
Fatta la medesima pubblicazione nei giorni 24, 25, 26 marzo, tra madonna Paolina, figliola di messer Lorenzo Marelli da Concorezzo, e messer Giovanni, figliolo di messer Giovanni Angelo detto il Surazza, [è stato celebrato il loro matrimonio] presenti i messeri Battista Capelli, Manfrino Valera e Francesco di Binago. Il giorno 26 aprile 1573".

Come è evidenziato, la seconda annotazione è zoppa, ma è così in originale. Dunque un Battista Gauci, cioè Guzzi, e un Lorenzo Marelli. Non so cosa pensare, perché nessuno dei due soggetti compare nello stato d'anime del 1574. Avevano costoro qualche legame coi nostri Guzzi-Marelli? Il primo forse sì. Il secondo forse no, però si chiamava Lorenzo. Divertente, no? Si trasferirono altrove o morirono prima della stesura del censimento? E' chiaro che questi due matrimoni rappresentano un elemento di disturbo in sovrappiù, di cui proprio non sentivo il bisogno.
Ebbene, la lunghissima conversazione telefonica che ho avuto oggi col Pirola e che mi ha indotto a formulare tutte le su estese considerazioni, è stata tutta imperniata sulla ricerca di nuove ipotesi per l'individuazione, a cavallo tra il '4 e il '500, del luogo di provenienza dei nostri Guzzi, che il mio interlocutore ha ritenuto di indicare, secondo sue esperienze, nella bassa Brianza, addirittura a o intorno a Dugnano. Non invece a Bergamo e suoi dintorni, come a me era piaciuto pensare quale ipotesi residua. Ovviamente non ho avuto nulla da obiettare, anche perché le motivazioni che il Pirola mi ha rappresentato mi sono parse ragionevoli e, in ogni caso, migliori delle mie. Abbiamo anche parlato diffusamente della possibilità di consultare pubblicazioni di natura storica e biografica quale supporto alle operazioni di ricerca, ma abbiamo anche convenuto che il ricorso alla bibliografia sarebbe stato inutilmente dispersivo prima di aver individuato il luogo d'insediamento dei Guzzi prima di Vighizzolo e di Concorezzo.
In conclusione, a misura che procedo sempre più mi convinco che la barriera tra '5 e '400 è davvero formidabile. Dovrò dunque rassegnarmi a porre presto la parola "fine" alla ricerca sulla soglia del '500?


12 novembre 1996
, martedì

In attuazione di un'ipotesi alternativa di ricerca che ho delineato il 5 scorso col Pirola, stamani mi sono recato all'ASDM e ho dato mano alle "visite pastorali" della pieve di Desio, che nel '500 e nel '600 era composta dalle seguenti sedici parrocchie:

Desio - SS. Siro e Materno
Balsamo - S. Martino
Biassono - S. Martino
Bovisio - S. Pancrazio
Cinisello - S. Ambrogio
Cusano - S. Martino
Dugnano - SS. Nazaro e Celso
Lissone - SS. Pietro e Paolo
Macherio - SS. Gervaso e Protaso
Muggiò - SS. Pietro e Paolo
Nova Milanese - S. Antonio
Paderno - Natività di M.V.
Palazzolo - S. Martino
Seregno - S. Ambrogio e S. Vittore (unificate l'8/2/1604 - dal 1781 S. Giuseppe)
Varedo - SS. Pietro e Paolo
Vedano al Lambro - S. Stefano

La ricerca non è durata a lungo, perché, contrariamente a quelli di altre pievi, i trentacinque volumi che raccolgono i documenti delle "visite" della pieve di Desio sono risultati sconsolatamente privi di battesimi, matrimoni e stati d'anime. Solamente nel volume XIII, quaderno 7, anno 1568, ho rinvenuto uno stato d'anime sommario di Cascina Amata, che non è la "Cascina Amata" tra Vighizzolo e Mariano, ma la frazione "Cascina Amata" di Paderno Dugnano, e nel volume XXXIII, quaderno 3, ho trovato l'elenco dei matrimoni e dei battesimi di Cinisello dal 1674 al 1682. Ovviamente mi sono dato la pena di esaminare il contenuto dei detti due quaderni, ma dei cognomi Guzzi o Marelli non ho rinvenuto traccia alcuna. Poi, per mettere a frutto in qualche modo il tempo che dovevo spendere, dalla bibliografia ho ricavato il titolo di due volumi: "Desio e la sua pieve" di un non meglio precisato Cappellini, e "Storia di Desio" di Malberti e Barzaghi. Dall'esame sommario dei volumi non ho ricavato alcuna indicazione circa il cognome Guzzi; ho invece trovato, nel '500, il cognome Buzzi, il quale, ovviamente, non costituiva una cacografia.
Dopo la mattinata spesa inutilmente me ne sono andato sconsolato pensando che davvero mai sarei riuscito a infrangere la barriera che separava i due secoli. Tuttavia non ero rassegnato: per farlo ero sempre in tempo e ancora non mi sembrava giunto il momento.


13 novembre 1996
, mercoledì

"
Stimato signor Pirola, ritengo di farle cosa gradita inviandole il volume "Storia di Melegnano", seconda edizione riveduta ed ampliata, del melegnanese dott. prof. don Cesare Amelli, che è anche curatore scrupoloso e competente dell'archivio storico della prepositurale di S. Giovanni di Melegnano.
Sono stato all'Archivio Diocesano per tentare di scoprire, tramite gli stati d'anime e le annotazioni di battesimo e matrimonio, l'eventuale presenza a Dugnano dei nostri Guzzi nel '500. Ebbene, tra i documenti delle visite pastorali alle sedici parrocchie della pieve di Desio non esistono stati d'anime, se non uno sommario del 1568 di Cascina Amata nei pressi di Dugnano. Inoltre, sotto Cinisello, esistono le copie dei battesimi e dei matrimoni degli anni dal 1674 al 1682. Null'altro. Ho scorso i dianzi detti documenti, ma del cognome Guzzi nemmeno l'ombra. Con l'occasione, avendone rilevato i titoli dalla bibliografia, ho esaminato velocemente il contenuto di due bei volumi: "Desio e la sua pieve" del Cappellini e "Storia di Desio" di Malberti e Barzaghi. Nulla. Mi è balzato all'occhio solamente il cognome Buzzi che, ovviamente, non ha nulla a che vedere con Guzzi.
E così sono daccapo. Cercherò di farmi venire qualche idea e poi mi permetterò di disturbarla ancora. Intanto, ringraziandola per l'attenzione che ha voluto riservarmi, la saluto molto distintamente. Con stima
".


14 novembre 1996, giovedì

Momentaneamente esclusa, secondo le indicazioni del Pirola, la traccia bergamasca, che comunque non intendo abbandonare, ma conservare nell'archivio dei "non si sa mai", ho formulato un nuovo piano di lavoro. Con riferimento alle pievi esistenti nel '500 a nord di Milano, ne determinerò dapprima la composizione in termini di parrocchie, e poi, nell'ambito di ciascuna parrocchia, individuerei gli stati d'anime e le annotazioni di battesimo e di matrimonio giacenti presso l'ASDM. Lo scopo è quello di estrarre dal loro esame, sotto qualche inimmaginabile parrocchia, l'eventuale presenza di nuclei familiari "Guzzi", o "Marelli", o "Marelli detti i Guzzi", al fine di trarre nuovi spunti per il proseguimento della ricerca. Compito invero non difficoltoso, ma lungo e noioso, talché non starò a descrivere giornalmente le operazioni che compirò nel senso anzidetto. Mi limiterò a riferirne gli esiti: molto sommariamente o affatto quando saranno negativi, in dettaglio quando dovessero invece emergere elementi degni di nota. Altro, per ora, non so immaginare.
In attuazione del nuovo disegno, stamani mi sono recato all'ASDM per continuare la ricerca nel senso appena descritto, iniziato il 12 scorso con la pieve di Desio, e ho ridato mano alle visite pastorali alla pieve di Vimercate che già avevo precedentemente e sommariamente esaminato alla ricerca degli stati d'anime di Concorezzo. Tuttavia, prima di iniziare, ho voluto dar sfogo a qualche vecchia curiosità mai soddisfatta: vedere il battesimo di mia nonna Jole Bondimaj, moglie di Giovanni Carlo Augusto (1883), il matrimonio di mio bisnonno Agostino Bondimaj, per avere conferma della sua supposta origine torinese, e il battesimo di mia madre per conoscere qualcosa sui miei nonni materni dei quali non ho mai saputo nulla. La ricerca è stata noiosa ma semplice. Eccone gli esiti.


- battesimo di Jole Bondimaj (mia nonna materna).

“Parrocchia di S. Francesco da Paola, a Milano, Porta Nuova.
Volume dei battesimi dal 1880 al 1937.
Numero progressivo: 189
Anno, mese e giorno della nascita e della amministrazione del battesimo, firma del sacerdote battezzante: nata il quattro dicembre 1882 ore 9 1/2 pomeridiane e
battezzata il sei del detto.
firmato prete Rodolfo Dossi coadiutore.
Cognome e nome del battezzato - Femmina: Bondimai Jole Angela Teresa.
Genitori.
Cognome e nome del padre:
Bondimaj Agostino, Ispettore ferroviario.
Cognome e nome della madre: Gibelli Maria, coabitanti, via Spiga n. 48.
Quando i genitori siano veri conjugi data e luogo della celebrazione del loro
matrimonio:
celebrato a Melegnano il 26 aprile 1869.
Indicazione del Padrino e della Madrina: Gibelli Siro abitante a Viboldone
Parrocchia......
Annotazioni: Levatrice Catt(ane)o Caterina”.

Non occorrono commenti.


- matrimonio di Agostino Bondimai (mio bisnonno materno) con Maria Gibelli.

Registro matrimoniale della Parrocchia di Melegnano (dal 1860 al 1899).
Matrimoni celebrati nella chiesa prepositurale di Melegnano nell'anno 1869.
N. 34
Data della celebrazione del Matrimonio, e nome del parroco che vi ha assistito:
Addì 26 aprile 1869. Dinanzi al preposto parroco Gusberti hanno fra loro contratto matrimonio:
Indicazione degli sposi
Cognome e nome:
Bondimai Agostino con Gibelli Maria.
Età, patria, religione, condizione ed attuale domicilio: nato il 30 novembre
1834 in Melegnano, domiciliato in Torino, cattolico, impiegato; nata il 9 novembre 1849 in Melegnano, ivi domiciliata, cattolica, possidente.
Indicazione dei genitori.
Cognome nome:
Antonio e Cavalli Teresa - Siro e Angela Croci.
Patria e condizione: Melegnano, civile – Melegnano, fittabile.
Indicazione dei testimonj.
Cognome e nome - patria, condizione ed attuale domicilio:
Gibelli Giuseppe,
professore, Pavia - Cabrini Giulio, droghiere, Lodi.
Annotazioni: Le tre pubblicazioni furono eseguite in Melegnano e nella chiesa di
S. Carlo di Torino nei tre giorni 28, 29 marzo, 4 aprile 1869 e non venne
denunziato alcun impedimento. Gli sposi posero il proprio nome
”.

Unico commento. Ho sempre ritenuto, secondo alcune voci raccolte in famiglia, che l'origine dei Bondimaj, anzi Bondimai, fosse torinese, mentre da quest'atto appare inequivocabilmente melegnanese; solamente la residenza di mio bisnonno Agostino era, al momento del matrimonio, torinese. Scoperta inaspettata e interessante. Al prossimo accesso all'ASDM l'approfondimento sarà inevitabile. Come potrei resistere alla tentazione di accertare se almeno un ottavo della mia ascendenza fosse melegnanese? Poi:


- battesimo di Zaira Cerri, mia madre.

1913. Atti di battesimo della parrocchia di Melegnano.
N. 123.
Cerri Zaira Antonia nata il giorno 14 quattordici ora 11-1/2 mese di maggio dell'anno millenovecentotredici 1913, figlio di Alessio e di Arrigoni Livia, domiciliati Melegnano, che contrassero il S. Matrimonio in S. Angelo Lodigiano addì 2 agosto 1912, fu battezzato dal sottoscritto il giorno 19 (diciannove) mese di maggio anno millenovecentotredici 1913. Padrino fu il Sig.......... di......... domiciliato............. Madrina fu la sig. Cerri Antonia di Alessio domiciliata S. Angelo Lodigiano.
Annotazioni.........
p. Il Parroco sacerdote Gaetano Ratti
”.

Commento. La paternità e la maternità sono errati. Alessio Cerri e Livia Arrigoni erano i genitori di Pietro Cerri, il padre di mia madre, che ho ben conosciuto. E' facile arguire come mio nonno, quando presentò al battesimo la sua primogenita, a fronte della domanda del parroco: “cognome e nome dei genitori” pensò bene di dichiarare, avendo mal compreso la domanda, i nomi dei propri genitori, non di quelli della neonata. Cose d'altri tempi! Che i miei nonni fossero Pietro Cerri (di Alessio e Livia Arrigoni) e Albina Lola (o forse Lolla) è dimostrato dall'annotazione di battesimo della loro secondogenita. Eccone il testo.


- battesimo di Antonia Cerri detta Antonietta.

1914. Atti di battesimo della parrocchia di Melegnano.
N. 195.
Cerri Antonia Maria, nato il giorno 28 (ventotto) ora 22 1/2 mese di agosto dell'anno mille novecentoquattordici (1914), figlio di Pietro e di Lolla Albina, domiciliati Melegnano, che contrassero il S. Matrimonio in S. Angelo Lodigiano addì 3 agosto 1912, fu battezzato dal sottoscritto il giorno 2 (due) mese di settembre anno millenovecentoquattordici 1914. Padrino fu il Sig........... di.......... domiciliato............. Madrina fu la sig. Lolla Virginia di fu Luigi Paolo domiciliata S. Angelo Lodigiano.
Annotazioni..........
p. Il Parroco sacerdote Michele Spinelli
”.

Una sola osservazione. La data di celebrazione del matrimonio differisce da quella dell'annotazione precedente di un giorno, dal 2 al 3 agosto. Se mai dovessi addentrarmi nella ricerca degli ascendenti recenti di mia madre, potrò appurare quale fu il corretto giorno della celebrazione. Intanto, però, ancora una volta devo rilevare come la precisione delle annotazioni parrocchiali fosse abbastanza opinabile.


21 novembre 1996, giovedì

La pieve di Vimercate nel '500 e nel '600 era composta dalle seguenti ventidue parrocchie:

Vimercate - S. Stefano
Agrate - S. Eusebio
Aicurzio - S. Andrea Apostolo
Arcore - S. Martino
Bellusco - S. Martino
Bernareggio - S. Maria Nascente
Brentana - S. Antonino
Burago - SS. Vito e Modesto
Caponago - S. Giuliana V. e M.
Carnate - SS. Cornelio e Cipriano
Carugate - S. Andrea Apostolo
Cavenago - S. Giulio
Concorezzo - SS. Cosma e Damiano
Lesmo - S. Maria Assunta
Mezzago - S. Maria Assunta
Oldaniga - SS. Giacomo e Cristoforo
Omate - S. Zenone
Oreno - S. Michele Arcangelo
Ornago - S. Agata
Ronco - S. Ambrogio
Usmate - S. Margherita V. e M.
Velate - S. Maria Assunta

Contrariamente a quanto ho potuto constatare per le parrocchie della pieve di Desio, i volumi delle visite pastorali alla pieve di Vimercate sono forniti, secondo gli indici, di molti stati d'anime e di molte annotazioni di battesimo e di matrimonio. In occasione delle prossime visite all'ASDM, dove stamani ho terminato il lavoro preliminare di individuazione, procederò all'esame dei quaderni contenenti i censimenti del '500 delle dianzi dette parrocchie. Penso che le probabilità di trovare qualcosa di interessante non siano molte, anzi, davvero poche, ma nemmeno dispero che la famiglia dalla quale si dipartirono i Guzzi di Vighizzolo e di Concorezzo possa essere rinvenuta in qualcuno dei censimenti delle pievi brianzole. Altro per ora non so immaginare se non armarmi di pazienza e sperare che questo modo di procedere possa essere fruttuoso quanto lo fu quello lungo e paziente che mi portò infine a incasellare Agostino (1763) nell'ascendenza. Naturalmente ho approfittato dell’accesso all'Archivio per vedere anche il registro dei nati nell'anno 1834 sotto la parrocchia di S. Giovanni di Melegnano, per reperirvi il battesimo di Agostino Bondimai, il quale, secondo il di lui atto di matrimonio, sarebbe dovuto nascere in tale anno. Ebbene, non ho trovato nulla. Delle due l'una. O non nacque a Melegnano, ovvero il nostro altro bravo Agostino nacque sì a Melegnano, ma non nel 1834.
Impaziente di togliermi il bruscoletto dall'occhio, nel pomeriggio mi sono recato al cimitero di Melegnano, dove Agostino è sepolto, e presto ho risolto il piccolo problema: la nascita sulla lapide indicava l'anno 1835. Al prossimo accesso all'Archivio, se nacque a Melegnano, dovrei rinvenire il suo battesimo in tale anno. Gli ostacoli alcune volte servono: acuiscono il desiderio di venirne a capo.


22 novembre 1996, venerdì

Ieri, in mia assenza, ha chiamato il signor Pirola per comunicarmi di aver ricevuto il volume "Storia di Melegnano" e per ringraziarmi. Com'era doveroso, stamani l'ho richiamato e dopo i convenevoli di rito la conversazione è scivolata immancabilmente sulla mia ricerca. Ne abbiamo parlato a lungo e il mio interlocutore, tra tante altre considerazioni, ha aggiunto nuovi spunti a quelli che già in precedenza mi aveva fornito, per diverse altre possibilità di ricerca da fare in sconosciuti archivi e biblioteche. Ma la parte importante della conversazione è stata un'altra: considerando che la rinuncia ad un'eredità presuppone normalmente l'esistenza di un testamento, mi ha suggerito di cercare all'Archivio di Stato l'eventuale atto notarile portante le ultime volontà di Caterina Saldarini. Devo confessare che mi sono trovato spiazzato e sorpreso, perché l'idea, che mi è subito parsa ovvia, sarebbe dovuta venire a me nel momento stesso in cui sono incappato nella rinuncia d'eredità portata dal famoso atto il cui contenuto attendo sempre di poter mettere in chiaro. Nel medesimo istante in cui il Pirola mi forniva cotanto suggerimento oltre a chiedermi perché mai alcune volte sono così stupido m'è sembrato di ricordare che nel corso delle precedenti ricerche all'ASMi dovevo aver scorto in qualche rubrica o in qualche atto l'indicazione di uno o più testamenti di taluni Saldarini. O forse semplicemente volevo che così fosse? Non lo sapevo, ma il dubbio il Pirola me lo aveva insinuato e dunque già pensavo che non avrei potuto fare a meno di recarmi all'Archivio di Stato per verificare la nuova possibilità, la quale, se si fosse mostrata concreta, mi avrebbe consentito di individuare per una altra via il luogo di provenienza dei Guzzi di Concorezzo e forse, loro tramite, dei Guzzi di Varena nel '500.
Ho riattaccato con la promessa al Pirola di metterlo al corrente di eventuali buone nuove.


Il testo di questo capitolo può essere qui scaricato in formato ".doc" o ".pdf".






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